Dematerializzare la tesi

Umberto Eco - Come si fa una tesi di laurea

Umberto Eco - Come si fa una tesi di laurea

Con la nuova legge è diventato d’uopo ridurre lo spazio e l’ingombro dei futuri laureandi, in modo da preservare gli uffici e da mandare a pieno regime i centri informatici che gestiscono questi flussi di dati.
Parlando papale papale l’università di Modena e Reggio Emilia, per la mia specialistica, ora non accetta più simpatici CD in bustine di carta con nome e firma: tengono troppo posto (senza considerare che rimarranno a far polvere senza venire mai consultati). Via al digitale e alla pubblicazione, rendendo ricercabile i nostri lavori sull’intero Web. Ma con qualche perplessità: buona lettura!

Compilativa o sperimentale?
Questo è un piccolo inciso per specificare di che tesi stiamo parlando.
La compilativa è una tesi che prevede una raccolta dettagliata di argomenti e un approfondimento su di essi; non richiede presentazioni e, a volte, discussioni pubbliche (nella triennale).
La sperimentale è una tesi che parte dalle ricerche attuali e propone una nuova teoria, portando il suo contributo (ricerche/questionari/test) al mondo scientifico.
Richiede l’approvazione del proposal (si presenta l’idea davanti ad una commissione di docenti che esprime la propria opinione sulla fattibilità del soggetto) e viene sviluppata in 6 mesi/un anno, a seconda dell’argomento.

Come tutto iniziò
Il 15 giugno nell’ateneo reggiano è stato presentato il nuovo sistema informatico che permetterà, dalle lauree di giugno in poi della mia specialistica, di divulgare il sapere a mari e monti e di liberare gli archivi monumentali delle nostre facoltà. Questo sistema, manco a dirlo, è un adattamento del software originale americano su cui hanno messo le mani i ragazzi dell’Università di Pisa (mica ciufoli).
Adatta, sistema, copia e incolla, sono arrivati a produrre la versione che ora noi utilizzeremo; ma le perplessità non mancano.

Tutti figli del copyright
Come ben sapete (e non lo sapevate ecco una buona occasione per prendere appunti) copiare dai libri e dalle tesi altrui costituisce un reato; violazione del diritto d’autore, denuncia del “copione” e conseguenze civili e penali per l’autore della bravata.
Il nuovo sistema controlla quindi che le nuove tesi immesse non siano scopiazzature delle precedenti e, grazie ad un sistema di ricerca costante (un po’ come i robot di Google quando scandagliano il web), controlla che le nuove entrate non abbiano preso a pieni mani da lavori già esistenti nella Rete internazionale. Quindi citate tutto quello che volete trascrivere nel vostro elaborato, perché dal momento della pubblicazione firmate una liberatoria dove si assumete in toto la responsabilità del vostro lavoro, sollevando l’Ateneo da qualsiasi onere e e responsabilità.
Si spera che, essendo arrivati ad una specialistica, la maturità delle persone laureande e la professionalità dei docenti sia tale per cui nasce una collaborazione simbiotica che tende ad evitare questo genere di problemi poco simpatici e tediosi.

Dovevo aggiungere qualcosina…
Con il nuovo sistema si passa dai 15 giorni canonici ai 10 giorni per la consegna del semilavorato: le modifiche però sono possibili fino a 3 giorni prima (e questo ha infiammato gli animi dei docenti/futuri relatori, in quanto il carico di lavoro aumenta con molte tesi da revisionare) grazie al nuovo sistema online.
Ovviamente la parola finale rimane al relatore: ognhi modifica viene notificata via mail al docente e, se lo ritiene opportuno, può bloccare la vostra laurea per mancata idoneità (nel caso le modifiche stravolgano la tesi, facendo valutare il docente che il documento che aveva apporvaot era ben diverso dall’attuale).

Sinceramente vorrei conoscere le persone che devono effettuare modifiche fino a 3 giorni prima: la tesi di una specialistica è da esporre e discutere, per cui se una persona vuole impararla in modo decente non credo che possa concedersi il lusso di continue modifiche fino a 3 giorni prima della proclamazione.

Pubblichiamo sì sì sì
L’idea del nuovo sistema, quindi, prevede la pubblicazione automatica delle tesi (compilative o sperimentali che siano) sotto il nome dell’Ateneo, mentre prima la pubblicazione era discrezionale (non è detto che tutto ciò che si spaccia per tesi abbia un reale valore scientifico e una valenza indispensabile per l’umanità).
Anche questo ha scatenato forte reazioni, in quanto è chiaro che se le tesi presentate non hanno certe caratteristiche e vengono pubblicate lo stesso ne subisce un forte contraccolpo l’immagine dell’Ateneo e del relatore che ha firmato per promulgare il progetto in questione.

Concludendo
Questo nuovo progetto (già adottato da 25 atenei italiani) ha un carattere ambizioso che vuole abbattere le classiche barriere istituzionali e rendere i lavori realizzati realmente utilizzabili; d’altro canto alcuni punti lasciano molti dubbi ai docenti (ma pure gli studenti non è che avessero tutta questa convinzione). Per ora stiamo sperimentando, il futuro sarà il miglior banco di prova per valutare i reali vantaggi che questo sistema porterà (sperando che riescano a dissipare le perplessità che serpeggiano intorno alle nuove scadenze).
Di sicuro non possiamo tornare indietro, per cui cuore oltre l’ostacolo e tanta voglia di imparare: chiudersi a riccio non ha mai favorito lo sviluppo di nessuno.

Alla prossima,

Marco

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Commenti su: "Dematerializzare la tesi" (1)

  1. Il fatto che siano pubblicate forse dovrebbe spronare anche gli stessi docenti a interessarsi un attimino di più del lavoro che dovrebbero seguire (io ad esempio non ho mai ricevuto UN singolo parere sulla mia tesi); sarà un compito forse più minuzioso per lo studente, ma si spera che se ne guadagni in qualità.
    cobain86–> In realtà per ora si pensa solo alla specialistica, in quanto si ritiene che siano lavori più completi e interessanti (anche da pubblicare, s’intende). Io con il mio relatore ho ricevuto carta bianca e lo ringrazio, ma credo che qualche dritta in più avrebbe alzato il tiro del mio lavoro. Vedremo alla specialistica ;) .

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