Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Pausa


Placebo – Special Needs dall’album “Sleeping with Ghosts”

Con lei (se non sapete ancora chi leggetevi gli articoli con il tag Mamma mia!) è quella che stiamo attraversando ora, una stasi catalitica che rallenta il tempo.

Dopo qualche incontro estivo dove abbiam bruciato qualche tappa ora lei mi ha chiesto di conoscerci meglio, di rallentare, di darci del tempo entrambi.

In questa fase, essendo tornati amici nel senso letterale del termine, niente baci (seri intendo, i soliti canonici sulla guancia sono rimasti): quando ci vediamo si parla (poco), ci si guarda, si giocherella ma niente di che.

La “scossa”, la botta di vita che mi aveva risvegliato quest’estate dal solito torpore emozionale si sta riassorbendo.

Lei dice che ingigantisco le cose, drammatizzo: ok, allora prendiamole con filosofia.

Dopo che mi aveva detto queste cose ho pensato che fossero giuste, anche se mi dispiaceva un po’ perchè tra noi c’era una bella intesa: mi sentivo come svuotato, smembrato, a pezzi.
Forse ho creduto in una cosa più grande di me, forse mi stavo già abituando alle sue mani sul mio viso e al profumo dei suoi capelli, forse credevo di aver sistemato e fatto un po’ d’ordine finalmente nella mia vita, per la prima volta le cose stavano girando dal verso giusto…

In auto il cd con le canzoni che avevo preparato ai tempi della prima uscita non “suona”, non sento la musica… E quando non la si sente o il posto è sbagliato o sbagliano le canzoni, non parlano al tuo cuore come dovrebbero, non ti scuotono: ti lasciano totalmente indifferente.

Mi sento in questo stato ovattato, sospeso, galleggio pian piano e mi confido con T quando capita in chat; con lei mi torna il buonumore e vedo le cose con la giusta prospettiva.

Sono un po’ sottotono perchè devo metabolizzare, abituarmi alla cosa, assimilarla: da domani andrà meglio spero, vedrò le cose con una luce diversa, sotto una prospettiva migliore magari.

Ho bisogno di riordinare le idee, di mettermi un vestito nuovo e riaffrontare il mondo anche se, per ora, mi manca un po’ il respiro. The show must goes on, lo spettacolo deve continuare, devo riuscire a vedere l’aspetto positivo della cosa anche senza i suoi baci che mi offuscavano la mente e mi rapivano il cuore.

Concludo con una frase celebre che rappresenta la mia voglia di vivere e di uscire dalla banalità del quotidiano, ora più che mai.

« Voglio lasciarmi andare, voglio di più per me, voglio buttarmi per cadere verso l’alto »
(Un posto nel mondo, Fabio Volo)

Marco

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Commenti su: "Pausa" (2)

  1. Dai su… che ce la fai. Ricordati che c’è di peggio…tipo mettere a posto il sito di tuo zio!

  2. Ah beh… questo mi risolleva 😉
    Marco

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