Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Zelig cambia timone

Paola Cortellesi

Paola Cortellesi

Beninteso, io venerdì sono uscito con la mia compagnia: nonostante Zelig e la nuova puntata di House non avrei rinunciato per nulla al mondo ai miei amici. Per fortuna esiste la differita: House l’ho recuperato in streaming e Zelig l’ho visto ieri sera su Mediaset Extra. Il parere da consumato spettatore (lo seguivo da quando era ancora su Italia 1 con la Hunziker)? Eccolo a voi, vediamo insieme la nuova puntata. Buona lettura!

Già dai titoli di testa capiamo il cambiamento d’aria: il nome di Paola compare già tra gli autori e il suo cachet, anche se ha fatto discutere (ben 65.000 euro a puntata), se lo merita tutto. È una stimata professionista che viene dal teatro, ha lavorato con l’inflessibile Gialappa’s Band e Aldo, Giovanni e Giacomo; tuttavia a Zelig lo stile della Cortellesi mi ha lasciato totalmente indifferente, anzi, mi ha favorito l’abbiocco dopo la prima mezz’oretta.

Questione di complicità e umiltà
Dopo un inizio scoppiettante come la nuova Mary Poppins che metterà in riga tutti i comici (capocomico in primis), la conduzione diventa esasperante: vuole sempre essere una spanna davanti a Bisio, deve far vedere che è la “prima della classe” e che ha fatto i compiti a casa, finge in modo evidente di divertirsi parlando in romanesco.
Verrebbe voglia di prendere un fucile a pompa e di sparare al televisore.

Pur concedendole la prima volta (d’altronde anche Michelle e Vanessa, appena arrivate, non comunicavano un granchè agli spettatori) non ho visto nello sguardo della Cortellesi l’umiltà e e la complicità necessarie per lavorare in coppia con Bisio.
Già dal discorso iniziale si capisce che lei è lì per le 12 puntate, perchè Bisio è un mostro sacro del cabaret, bla bla bla…

Non c’è intesa, è il predominio di una primadonna che vuole imporsi e, a tratti, prevaricare chi la sta ospitando.

Perché a Zelig, lei, è un’ospite: le donne nel cabaret di viale Monza hanno sempre giocato con il conduttore, in una sorta di mènage che coinvolgeva e divertiva gli spettatori, anche se era palese che Bisio non aveva alcuna speranza con la nuova arrivata (palesamente più giovane di almeno 20 anni).

Paola è arrivata all’Arcimboldi e, anzichè pensare a divertirsi e a divertire rispettando la cornice in cui è stata inserita, ha voluto primeggiare rubando la scena al conduttore, con la sua mania di perfettina che deve sempre precisare tutto e tutti ogni minimo secondo. Non bastano le sue false risate e il suo romanesco ostentato, a Zelig bisogna ridere con il cuore.

È giusto che Vanessa, dopo 7 anni, possa dedicarsi ad altri progetti; è giusto che il palco di Zelig venga calcato da professionisti di stimata fama. È giusto che la Cortellesi, senza offesa, se ne ritorni a teatro a telecamere spente, dove nessuno le ruba il palcoscenico e può mostrare a tutti la sua bravura.

Zelig nasce come gioco di squadra, come scambio di battute a pari livello con Bisio, come alchimia di caratteri e sorrisi che genera la grande energia del programma. Ieri sera ho visto solo un pavone che faceva la ruota, nulla più.

Spero con il tempo di potermi ricredere.

Marco

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