Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Sex and women

The-Danish-Girl

Sex and the city fa scuola, ma anche i registi hollywoodiani non scherzano. E così giù titoli su titoli (ovviamente soft core, s’intende) che sviscerano la psiche femminile sotto le lenzuola, che inquadrano donne che rievocano una liberazione sessantottina sul punto di vista sessuale. Ma è veramente così? Buona lettura!

Ready for popcorn!

I titoli su cui mi sono basato lasciano ben poco spazio al sentimento (in apparenza): Valèrie diario di una ninfomane, Havoc Fuori controllo e Il sesso secondo lei.
Riassunto minimale delle tre opere: nel primo una giovane ragazza vuole emulare la nonna libertina, nel secondo la Hathaway cambia uomini per non affrontare i problemi personali e nel terzo una giovane donna vuole fare solo del buon sesso, senza storie.

Così è (se la si vuole)

Partiamo da Il sesso secondo lei, chiaro omaggio a Samantha Jones: la protagonista ha l’ossessione del cercare la bombata facile (come anche Valèrie) rilegando i sentimenti in un limbo inaccessibile, conta solo il presente fatto di fuoco e fiamme, l’amore è roba da perdenti. Stesso principio anche per la Hathaway.

In realtà, se indossiamo gli occhiali dello psicologo e superiamo la barriera lussuriosa di queste pellicole (qualche buon nudo e qualche amplesso ben simulato) scopriamo una profonda solitudine: nessuna di queste donne ha compreso che fare l’amore è portare il semplice sesso ad un livello superiore, con un gioco di complicità e di tenerezze che batte qualunque prestazione olimpionica.

Ai minimi termini

Nello specifico: Valèrie arriva a fare la squillo di lusso poi ci ripensa, riemergendo dal baratro. In Havoc la Hathaway cerca facili sballi e serate occasionali, mettendo a nudo la sua pochezza e il suo disperato bisogno d’apparire, che malcela un vuoto d’animo impressionante. Ne Il sesso secondo lei la giovane donna, emule di Samantha Jones, vuole liberarsi della schiavitù dell’amore in tutti i modi ma poi scopre che, se vuole godere ancora, deve ritornare dall’unica persona che l’aveva veramente capita.

Donne che vogliono combattere contro i mulini a vento, lasciando sulla sedia il grembiule e le pantofole con il ciuffetto rosa per mettersi corpetti in latex e tacco 15, alla conquista di un nuovo universo di depravazione.

Chiamate un prete!

Senza cadere in cattolici moralismi vogliono combattere la loro indole, la loro natura che le porta ad amare, comprendere e ad elevare ogni rapporto a qualcosa di più di due colpetti di reni: naturalmente è giusto che le donne odierne abbiano il moderno disincanto che le porta a scindere le storielle leggere dalle storie vere, ma è anche giusto smetterla di giocare con questa maschera da ninfomane insaziabili che non conoscono limiti.

Concludendo

L’uomo per amare (spesso) ha bisogno di sentirsi eccitato e tradisce con la ragazza più giovane, tornando a casa e considerandola una cosa senza importanza: la donna traidsce con il cuore e la mente e spesso fugge con il nuovo lui.

Due modi diversi di amare, di comprendere, di capire e di elaborare la sfera sentimentale ed affettiva dello scibile umano: due linguaggi che hanno bisogno di un terreno comune per incontrarsi, l’amore.

Marco

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