Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Diventare papà

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Con l’arrivo della primavera/estate assistiamo a parti multipli: era d’uopo quindi dedicare un articolo a questo incredibile evento, per celebrare l’arrivo della vita (o la fine?). Articolo n° 700, buona lettura!

L’antefatto

Lui e lei si conoscono, s’innamorano, di solito appena riescono a vendere la casa dei propri nonni (o la pensione della nonna, a seconda delle casistiche) scappano a convivere inebriati dal loro amore. Perfino quando emettono flatulenze vediamo comparire in cielo delicati petali di rosa circondati da ninfee e cigni diafani. Dopo qualche anno a lei di solito viene la crisi dei 30 anni (vedere documentazione allegata), per cui urge mettere al mondo un pargolo, non sia mai che siamo l’unica coppia senza figli! La punizione divina potrebbe incenerirci stasera stessa!

Il fatto

Partendo dalla classica frase ma sì amore, vedrai che capiterà con calma, mica abbiamo fretta assistiamo al miracoloso fenomeno che gli studiosi di Cambridge chiamano ‘na botta ‘na tacca: rimane incinta al primo colpetto. Dopo aver acquistato 10 test di gravidanza, aver telefonato a tutte le amiche per leggere insieme al test (sia mai che la gravidanza faccia diventare daltonici), aver chiamato il sindaco, il prete e il cappellano per verificare la notizia, aver prenotato il ginecologo a pagamento da 500 euro a visita per sentirsi dire sì, lei è pregna, gravida, in stato interessante, insomma è incinta!! di solito Teodolinda (il nome della nostra fortunata ragazza) si convince.

Si compra un bel vestitino (altri 500 euro, così 1.000 euro sono evaporati nel nulla senza batter ciglio) e prepara una cenetta romantica per il compagno, iniziando con la seguente frase:

  • Lei: Tesoro sono in ritardo!
  • Lui: Vabbè, anch’io non sono puntuale, per 5 minuti mica faremo una tragedia
  • Lei: Ma no… aspetto un bambino!!
  • Lui: Ma da chi? Non abbiamo ordinato niente su Amazon questo mese!
  • Lei: Da te, stron*&%$*o figlio di putt**##%$&£**a!

Lui, dopo esser svenuto al solo pensiero di dover cambiare un pannolino senza la maschera antigas, corre in gioielleria ad acquistare un presente, un simbolo del lieto evento (e via altri 500 euro), per dimostrarle che, nonostante il primo mancamento, è felice della notizia.

A lui, d’altronde, è toccata la parte più bella: il pancione, i dolori, le nausee mattutine, la perdita di controllo dello sfintere, dolori alle giunture, le caviglie ingrossate, le continue voglie e la fame insaziabile (uniti alle doglie e al parto) toccheranno a lei, non certo a lui.

Lui ne subirà le piacevoli conseguenze: le notti in bianco, la ricerca alle 3 di notte della papaya indotunisina, il tocco di colore che la nausea donerà al vostro bagno, le flatulenze incontrollate (che gli faranno piacere, così potrà risultare innocente, una volta ogni tanto) sono solo alcuni degli effetti che il marito sopporterà in questi mesi di travaglio, accompagnati dai momenti lieti.

Per momenti lieti non intendiamo certo gli accoppiamenti casuali della gioiosa coppia ma i giri prima della nascita del pargolo: acquista la cameretta, monta la cameretta, nascondi le viti extra della cameretta bevendole di nascosto da tua moglie, scegli i vestitini, brucia i vestitini perché è una femmina e tu hai acquistato solo modelli maschili, ordina su Amazon un bancale 18 metri per 40 di pannolini per fronteggiare il primo mese, organizza la festa premaman per risparmiare e incassare regali gratuitamente.

Dopo aver speso 1.500 euro solo all’annuncio dell’evento, infatti, la coppia cerca di far cassa come può, in previsione delle spese future: la festa premaman, moda statunitense, è arrivata anche da noi, per raggranellare regali a mani basse festeggiando con tutto il circondario il lieto evento e assistendo, con tono commosso, al passaggio delle Frecce Tricolore in cielo per festeggiare la prima coppia che, nel raggio di 5 metri, avrà un bambino.

Il gioioso giorno

Dopo 9 mesi (se non ci sono state complicanze) la mamma è pronta per sfornare il lieto pargolo. Tutti in sala parto quindi:

  • Lo zio Asdrubale con la videocamera Sony Betacam a manovella, pagata 3 milioni nel 1982, funzionante a cassette, gasolio e olio di gomito pronto per le riprese
  • La futura nonna Meneghina Bartolotti, che ha speso 500 euro tra vestito e parrucchiere (si è trattenuta, dai) per partecipare al parto come se dovesse inaugurare la cattedrale di Notredame
  • Il futuro nonno Marione Giuliano, che si è ricordato del parto improvvisamente dopo 9 mesi, ed è venuto con la camicia sporca di sugo, le ciabatte della Polisportiva contadina e le bretelle griffate Nonna Pina
  • La zia Nara Vecchiarutti, che ha appena acquistato il cellulare tarocco-cinese a 50 euro e si è offerta di far le foto, mosse, sfocate e possibilmente con il flash, in modo che le infermiere della sala parto la buttino fuori a pedate ancora prima che nasca (il flash è severamente vietato, ndr)
  • Il cugino Maximilian di 12 anni, che è stato portato all’evento ma deve rimanere in sala d’attesa a giocare con il telefono ad Angry Birds, arrabbiandosi con la partoriente perché le sue grida strazianti lo distraggono
  • La cuginetta Chanel Dior Paris (sì, anche la città fa parte del nome) di 16 anni, portata all’evento anche lei, truccata come il circo Moira Orfei nella serata finale, che pur essendo single ha già iniziato a prendere la pillola a scopo preventivo, dopo aver sentito le urla dilaniate in sala parto
  • Il cognato Arcibaldo della Coimbra, che doveva essere al meeting e si ritrova nel corridoio con il cuginetto, sottraendogli di nascosto il telefono per poter mandare l’ultima mail ai colleghi (è stato perquisito all’ingresso, non ha computer o smartphone con sé)

E finalmente nasce…

Il padre Teodolindo (vi giuro, è così), madido di sudore e appena ricoverato per il quarto svenimento, finalmente riesce a vedere il figlio e, dopo aver scoperto che è un maschio, esce dalla sala offrendo sigari di cioccolata (è attento alla salute) a tutti, scambiando affettuosi ed eccessivi saluti anche a perfetti sconosciuti, portando in giro future partorienti per i corridoi senza che nessuno gliel’avesse chiesto!

E così, dopo esser arrivato a casa con la compagna e il pargolo sbraitante, lo attenderanno le future gioie che investono i nuovi papà. Vediamole insieme:

  • Scattare 6.700 foto al giorno e giustificare, davanti ad amici e parenti, che in ognuna di queste c’è una differenza
  • Cambiare pannolini con residui organici potenzialmente radioattivi, uccidendo i gerani del balcone vicino al primo fiato di vento
  • Passare le notti in bianco perché il pargolo ha deciso di vedere le repliche di Kiss me Licia su Italia 1 alle 3 di notte con i sottotitoli per non udenti
  • Chiedere in prestito ai vicini la sedia-dondolo, magico oggetto che permette, grazie a due batterie ed un motore elettrico sofisticatissimo, di fare avanti e indietro, lasciandoti un microsonno da 5 minuti per notte
  • Salutare l’alba di ogni giornata con un sorriso, perché finalmente ha deciso di dormire. Poi ti rendi conto che TU, se non vuoi vivere sotto i ponti inneggiando a canzoni da osteria, in ufficio ti devi presentare per cui bevi un cappuccio al volo e ti fiondi in auto
  • La tua compagna, che allatta da mattina a sera, rischiando la depressione post-partum e cerca in te un aiuto, giustamente: hai passato 9 mesi a completare i giochi sulla tua Xbox 960 (modello in beta produzione), è ora che tu faccia qualcosa!

Ah che gioia esser papà! Non vedo l’ora (magari tra qualche anno eh… senza fretta)!

I nomi sono stati deliberatamente cambiati per tutelare l’identità dei nostri informatori. Ogni riferimento ad eventi successi, passati, presenti e futuri è documentato da immagini raccapriccianti e registrazioni audio che non abbiamo avuto il coraggio di mostrarvi.

Marco

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