Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Non è per dire…

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La zia congelata

…ma l’hai detto!

Quante volte amici, parenti, cugini, cognati, prozii, colleghi si avvicinano, ci mettono la mano sulla spalla e con ghigno beffardo dicono: Non è per dire… però questo lavoro è fatto alla ca..o di cane! E allora dillo: perchè noi italiani dobbiamo fare questi giri funamboleschi? Mah!

La moda del “non è per dire” ha iniziato ad investirmi nelle domeniche dedite alle riprese del cosiddetto film: classica invasione di casa (e vabbè, sò amici), di cibo (sò piccoli, hanno bisogno di mangiare) e di computer (e già qui me iniziano a girare i peones).

Io credo che, soprattutto sul computer degli altri, ci si dovrebbe comportare con quel minimo di decenza e rispetto: lui invece, il simpa della compa, ascolta i video su Youtube con lo stereo a tutto volume (se sai già che lo stereo è collegato al pc tienilo basso, santa cipolla di tropea, lo sai che un subwoofer fa tremare i muri e la porta a vetri), stampa a manetta (roba che se c’è metà del foglio bianco la butta via) e ogni tanto si fa pure qualche CD.

Pazienza per i CD ma per lo stereo e la stampa no: cioè butti via mezzo foglio bianco? Aò, ma io ci stampo gli indirizzi delle spedizioni per eBay! Oppure uso quella metà per coprire i pacchi dalle scritte! Sono contrario allo spreco di carta, veramente: già il nostro pianeta è allo scatafascio, ci manca solo un atteggiamento così e poi è normale che le cose vadano a mignotte…

Lo stereo a tutto volume poi è troppo da giramento di balls: 1) ci sono anche altre persone nella stanza che vogliono giocare con l’Xbox (me escluso, per cui è un discorso a pro di altri della compagnia) 2) I miei genitori, al piano di sopra, vorrebbero magari guardare la tv senza dover tremare sul divano e/o chiudere 8 porte per sentirla.

Altra cosa geniale mi chiama SEMPRE la domenica alle 13.15: se ti dico che sto mangiando, sto mangiando. E tutte le domeniche pranzo alla stessa ora, mia nonna non ammette deroghe e/o ritardi. Potrebbe arrivare lo tsunami, morire un parente, avere un parto multiplo la cavalla del vicino, scoreggiare un alano, saltare in aria tutte le galline davanti  a casa, che si inizia alla mezza e si finisce alle 13.20, massimo 13.40 con il caffè e ammazzacaffè incluso.

Questo simpa della compa è stranamente meridionale: qui non siamo a Napoli quindi abbassa lo stereo please. E te lo dice un amante della musica, uno che ne ascolta di continuo. Il fatto di essere in una casa singola come la mia non autorizza nessuno (tantomeno me) a derogare alle regole della civile convivenza.

Ora probabilmente farà il tamarro a casa di Mamma mia, dove si è spostato il set del film: benissimo, ringrazio sentitamente. La mia casa è e continuerà a rimanere aperta a tutti, ma se vieni a fare il tamarro senza un minimo di cognizione…

Amici sì, piattole no.

Marco

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