Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Her (Lei)

Her
Spike Jonze ci propone un film in equilibrio tra fantascienza e melodramma: varrà la pena o sarà il solito polpettone melenso? Buona lettura.
Trama
Theodor (Joaquin Phoenix) è un uomo gentile e romantico in attesa di divorzio dalla moglie. Il suo lavoro non lo aiuta: scrive su commissione lettere romantiche per clienti su un sito specializzato, BeautifulHandwrittenLetters.com.
Un giorno, stanco della solita monotonia, decide di provare un nuovo sistema operativo: si chiama OS 1 ed è basato su un’intelligenza artificiale particolarmente sviluppata, che gli cambierà la vita e il cuore.
Il film
Escludendo un ristretto manipolo di attori il film è, nei fatti, un monologo del protagonista: infatti Samantha, la suadente voce di questo nuovo sistema operativo (doppiata da Scarlet Johansson e nella versione italiana da Micaela Ramazzotti) è una presenza senza corpo, tranne in alcune sporadiche scene.
Il film verte sulla moderna incomunicabilità e sulla difficoltà di aprirsi al mondo dopo la conclusione di una storia importante: in maniera molto dolce e romantica, infatti, mentre il protagonista affronta le sue peripezie quotidiane vediamo continui flash-back che narrano la sua storia d’amore, i ricordi per lui tanto preziosi, in maniera fluida e dinamica. Il vero problema è una generale lentezza del film, che tende a muoversi a rilento a causa di molte inquadrature statiche e poco dinamiche.
Una maggiore varietà di inquadrature e angolazioni avrebbe snellito il ritmo del film, conferendogli una maggiore fluidità.
L’incrocio tra fantascienza e melodramma riesce abbastanza bene, la reale fatica a relazionarsi con altre persone di Theodor racconta noi stessi dopo una storia finita male e riusciamo a comprendere lo stato d’animo del personaggio, che risulta ben equilibrato e coerente.
La parte informatica è stata appena “abbozzata”, di fisico vediamo un sistema operativo che ricorda Ubuntu modificato e uno strano cellulare con apertura a libretto, dotato di due fotocamere. Niente di sconvolgente, quindi; d’altronde il futuro qui ipotizzato è decennale, per cui gli autori forse hanno preferito non sbilanciarsi troppo.
In una sorta di C’è posta per te (Meg Ryan e Tom Hanks, 1998) moderno abbinato a Wall-e della Pixar qui ritroviamo due amanti che non potranno incontrarsi mai, per eventuali limitazioni fisiche, in un continuo elogio alla tecnologia in quanto supporto alla vita delle persone: lui è contento ed eccitato, in quanto trova una “persona” eccitata dal mondo umano e dalle sue potenzialità. Ma, come già ribadito, essendo non umana ha caratteristiche invalicabili per noi umani: legge un libro in un quarto di secondo, può chattare con altri 6.390 (numero approssimativo) sistemi operativi contemporaneamente, può essere aggiornata e potenziata, non può limitarsi alla monogamia.
Lei, infatti, non ha come gli umani l’obbligo “morale” di fermarsi e scegliere una persona perché ha infinite possibilità: la scelta di “fermarsi” e accettare compromessi, pregi e difetti di una persona sola è troppo limitante. E ad un certo punto, se Theodor vorrà vederla felice, dovrà compiere una dura scelta.
Concludendo
Ambientato in un futuro realistico, senza assurdità tipiche di questo genere, il film ci fa riflettere sull’importanza dell’amare, amare a tal punto da lasciare libera l’altra persona di ricostruirsi una vita senza di noi, pur di vederla felice. La parte melodrammatica prevale su quella tecnologica e questo appesantisce il film, ponendogli vari macigni lungo il suo svolgimento. Una maggiore fluidità e scorrevolezza sarebbero state gradite e apprezzate, ma per il resto offre spunti decisamente curiosi ed interessanti. Una buona opera prima per il regista/sceneggiatore, complimenti.
Voto: 8/10

Marco

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Commenti su: "Her (Lei)" (1)

  1. […] di Spielberg, la sitcom Super Vicki che trasmettevano quand’ero bambino, Wall-e della Pixar, Her (Lei) di Spike Jonze del 2013… Tutte storie che narrano punti di vista differenti: dal robot che si […]

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