Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Ex_machina

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Un programmatore viene invitato dall’amministratore delegato della Blue Book in mezzo alle montagne per testare la sua ultima creazione. Un tranquillo thriller psicologico per il vostro sabato sera: buona lettura.

La trama

Un programmatore vince il primo premio di una lotteria fittizia: un viaggio in mezzo ai fiordi norvegesi a casa dell’amministratore delegato della Blue Book (una sorta di Google), un motore di ricerca molto complesso ed elaborato capace di raccogliere miliardi di informazioni. Deve testare la sua ultima creazione, una nuova generazione di robot frutto di vari esperimenti, con una capacità di rispondere agli stimoli sorprendente. La macchina mostrerà capacità ed emozioni umane ma la creazione comporta sempre dei rischi e le cose prenderanno una piega inaspettata.

In sala

Nonostante attori poco conosciuti la sala era gremita, segno di interesse e curiosità da parte del pubblico. Le atmosfere soffuse e ovattate alla Lars Von Trier, inquadrature molto curate che spaziano dal primissimo dettaglio ai paesaggi norvegesi catturano l’attenzione senza scadere nello banale ma raccontando sempre la storia in modo interessante e coinvolgente. Negli Stati Uniti il film è stato vietato ai minori di 17 anni per via di alcuni temi forti (violenza, nudità e simili): personalmente non mi ha sconvolto, ma capisco che l’apertura mentale nord-europea non sia universalmente condivisa.
Alcune scene richiedono tuttavia un pubblico non impressionabile; pur essendo finzione il realismo è notevole.

Finale a sorpresa, realizzazione grafica notevole, spunto di riflessione interessante: la vittima che diventa carnefice, l’uomo che tende a impersonificarsi con il robot dimenticando che una macchina non ha coscienza e tantomeno un’anima. Un robot può simulare, copiare, emulare ma non può provare le emozioni di un essere umano perché non ne è capace, sono troppo complesse. I nostri risultati migliori sono piccoli robot che eseguono operazioni basilari, assistenti vocali che riescono a consigliare un cinema o un ristorante; il tema del film è il passo successivo, robot senzienti in grado di prendere decisioni autonome.

Archivi storici

Il film ricalca il ricco filone dell’interazione umani-robot, trattato sotto vari punti di vista da attori eccellenti e bravi registi: il primo che vorrei ricordare è L’uomo bicentenario e Flubber di Robin Williams, IA di Spielberg, la sitcom Super Vicki che trasmettevano quand’ero bambino, Wall-e della Pixar, Her (Lei) di Spike Jonze del 2013…
Tutte storie che narrano punti di vista differenti: dal robot che si umanizza a tal punto da esser stanco di vivere come Robin Williams a Vicki o Wall-e che sono meri esecutori di comandi, con punte di personalità piacevoli e sorprendenti nel caso del film Pixar, passando per Her dove un uomo si innamora del proprio sistema operativo.

Personalmente quando il professor Flubber perde Weebo a causa della violenza dei suoi ricattatori mi sono commosso. Merito sicuramente della grande dote di Robin Williams di rendere ogni storia personale e intima, vivendola nell’anima e trasmettendoci tutto questo in pochi attimi straordinari.

Può una macchina arrivare a sostituire una persona, rimpiazzarla, appagarci emotivamente? Forse. Ma non nell’immediato futuro e non senza rischi per la nostra incolumità. Va considerato che i robot di Ex_machina non hanno indicazioni verso la conservazione della razza umana, per cui sono robot dotati del libero arbitrio, seppur composto da componenti di silicio.

Un film ben girato e dosato che porterà gli spettatori all’interno di questa “gabbia dorata”, mostrando la solitudine di un uomo che potrebbe aver tutto e invece ha in mano solo chip e circuiti integrati (che, seppur straordinari, non possono sostituire una persona).

È il futuro della tecnologia? Non ne ho idea, forse. Io sono vecchia scuola, preferisco interagire con le persone piuttosto che trincerarmi dietro ad uno schermo o ad una tastiera. Ma probabilmente sono una razza in via d’estinzione.

Voto: 8/10

Marco

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Commenti su: "Ex_machina" (1)

  1. Ottima recensione. Mi invoglia ad andare a vedere il film. I riferimenti a Von Trier lo rende ancora più interessante.

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