Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club

Dallas Buyers Club

Tra le novità interessanti di quest’anno al cinema troviamo una versione maschile di Erin Brockovich: vediamo come è stata realizzata, buona lettura!
Trama
Nel 1985 Ron Woodroof (Matthew McConaughey) è un cowboy texano stereotipato, razzista e omofobo all’ennesima potenza. Frequenta il mondo dei rodei avendo rapporti occasionali e concedendosi qualche striscia di cocaina. Scoprirà di essere positivo al virus dell’HIV e la sua vita cambierà radicalmente, in modo del tutto inaspettato.

Il film
Partendo da un razzista omofobo non ci aspetteremmo di vedere un simile cambiamento: notiamo invece una crescita del protagonista, seppure rozza e indisciplinata. La malattia lo spingerà ad informarsi e a conoscere meglio la propria malattia, soprattutto dopo la previsione dei medici: 30 giorni di vita rimanenti.
Viene curato con l’AZT (all’epoca era un protocollo sperimentale), un farmaco praticamente letale in dosi elevate (oltre ad uccidere le celle malate uccide anche quelle sane). Va in Messico e utilizzando altre medicine riesce a vivere ben 7 anni, un netto miglioramento.

Ispirato ad una storia vera, il film fa sorridere e commuovere allo stesso tempo: quando scopriamo che il protagonista diventa amico di un travestito facendolo diventare suo socio in affari siamo tra lo sbigottito e lo stupito, notando che sotto la dura scorza del maschio alfa batte un cuore capace di sentimenti umani profondi.

Le musiche sono ben calibrate e conferiscono un buon ritmo al film, regalandoci due ore di intrattenimento e approfondimento, in quanto notiamo la mentalità dell’epoca e il clima sociale contro cui doveva combattere. Ron Woodroof dovrà combattere contro la FDA (Food and Drug Administration) per potersi curare con i farmaci da lui scelti, in quanto illegali negli Stati Uniti; in realtà, come ama ripetere il protagonista, “semplicemente non sono approvati”.

Viene messo in risalto anche il notevole conflitto di interessi tra case farmaceutiche e FDA: grazie alle ingenti somme delle prime molti farmaci vengono pubblicizzati e promossi anche con studi clinici non proprio entusiasmanti (almeno questa era la situazione nei primi anni ’80) o addirittura, come vediamo nel film, con rilevanze cliniche omesse (al fine di ottenere l’approvazione del farmaco in questione).

Il tema è quantomai attuale e viene riproposto anche in Italia ai giorni odierni, con il caso Stamina e il metodo Vannoni: gli studi clinici richiedono 8-10 anni ma nel frattempo le persone che devono fare? Rischiare la propria vita e assumere farmaci sperimentali o rassegnarsi pacificamente al loro destino e morire nel silenzio di norme e leggi restrittive? Il dilemma rimane aperto.

Il tema di quest’anno sembra, a quanto pare, le battaglie per i diritti civili: dopo The Butcher un maggiordomo alla casa bianca ecco un’altra pellicola che ripropone le difficoltà per ottenere un diritto sanitario che consenta alle persone di effettuare scelte libere e non imposte dalle multinazionali farmaceutiche.

Un film interessante che, facendo sorridere, riesce a trattare un tema pesante come l’AIDS e a dare qualche speranza sui nuovi farmaci.
Da vedere.

Voto: 9/10

Marco

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Commenti su: "Dallas Buyers Club" (1)

  1. […] l’ottimo cast tra cui Will Smith e Jared Leto (premio Oscar per Dallas Buyer’s Club nella parte dell’omosessuale amico del protagonista, ve lo ricordate?) nel film regna un caos […]

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