Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Gravity

Gravity

Doppietta: Gravity e Rush insieme, partendo abbastanza ben predisposto per il secondo in quanto la regia è stata affidata a Ron Howard. Vediamo dunque se il nuovo kolossal con due noti volti del cinema statunitense rende giustizia al titolo o annoia. Buona lettura!

La trama

Missione nello spazio. SIlenzio tombale. All’improvviso una pioggia di meteoriti si dirige nella direzione della navicella e inizia la lotta per la sopravvivenza.

Il film

Magari qualcuno di voi starà ridendo leggendo la mia trama super sintetica, ma la storia è realmente questa; hanno costruito un film su una riga scarsa di trama, ve lo posso giurare. L’esercizio stilistico/tecnico è ben riuscito, il 3D effettivamente è coinvolgente e consente di percepire la profondità ma poi… finisce tutto lì.

Se togliamo la parte dell’istrionico George Clooney rimaniamo per il resto del film con Sandra Bullock, e sinceramente non è una gran fortuna. Sale sulle navicelle, preme i tasti a caso, parla della morte di una figlia di cui non abbiamo nessun feedback (una scena, un ricordo, un flashback… zero assoluto).

Per l’amor di Dio, meglio Sandra Bullock in Gravity che negli altri ruoli di commedia romantica/demenziale che di solito le affidano (Corpi da reato per citarne uno).

Va bene che lei è una dottoressa e ha fatto le prove nel simulatore ma questo livello di pressapochismo la rende poco credibile, lo stesso finale dimostra che non si sono basati su fatti reali (un corpo umano nello spazio perde la tonicità dei muscoli a causa dell’assenza di gravità per cui, al rientro sulla Terra, non può correre, saltare e giocare come se nulla fosse).

La musica è interessante, la fotografia offre qualche spunto: Sandra Bullock che si stacca da Clooney quasi fosse il suo cordone ombelicale, lei che guarda la luce come se arrivasse la Madonna, il brandire un oggetto come in 2001: Odissea nello spazio… Ma si limita a questo: storia esile scritta in una sera probabilmente, dialoghi carini ma non entusiasmanti, qualche luogo comune da libro Cuore.

Volete vedere un film sullo spazio fatto come si deve? Rispolverate Apollo 13 di Ron Howard e poi fate il confronto; sarete così presi dalla pellicola che vi sentirete senza respiro e infreddoliti come Tom Hanks nella navicella, posso garantirvelo. Un film da vedere giusto per ammirare le nuove potenzialità del 3D, nulla più.

Voto: 7/10

Marco

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Commenti su: "Gravity" (4)

  1. Anch’io ho recensito un film con George Clooney: https://wwayne.wordpress.com/2014/02/16/capolavoro/. Che ne pensi?

  2. […] di film fantascientifici ho apprezzato meno Gravity con Sandra Bullock (fotografia da capolavoro ma troppa melassa), non mi ha colpito particolarmente. […]

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