Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Rush

Rush

Ron Howard torna con nostro sommo piacere alla macchina da presa e sforna un film sulla Formula Uno, sulla vita e la storia di due uomini che hanno rivoluzionato questo mondo affascinante. Buona lettura!

La trama

James Hunt è il pilota che parte dal basso, dalla gavetta, dalle Formule minori. Niki Lauda è l’austriaco ricco che si autofinanzia senza l’aiuto dei genitori per poter correre, per vivere il proprio sogno. Si ritroveranno testa a testa in una corsa che, prima di tutto, è per la vita.

Il film

Ron Howard, già regista del meraviglioso Apollo 13, racconta in un film adrenalinico e con una fotografia sensazionale la storia di due eterni rivali in pista e nella vita privata. Il suo tratteggiare e abbozzare le varie situazioni e tensioni è semplicemente divino, entriamo nella psicologia dei due piloti e viviamo in prima persona le loro paure, emozioni, i loro timori, ansie e turbamenti. Howard entra nella loro testa ma soprattutto nell’anima e ci lascia svuotati, ci proietta direttamente all’interno del motore, del casco, della monoposto.

I dialoghi sono ben costruiti e la ricostruzione è molto fedele, cogliamo subito la differenza tra i due stili: metodico, preciso e calcolatore per Niki, pacchiano, rischioso e sempre eccessivo per James. Notiamo subito che Niki ha qualcosa in più rispetto agli altri piloti: “saggia” i difetti dell’auto con il sedere e sa guidare in maniera maniacale, meglio di un computer, i meccanici alla giusta soluzione.

Il duello che osserviamo è quello tra due giganti della Formula Uno, eterni rivali anche loro: Ferrari e McLaren. Niki Lauda, purtroppo, verrà colpito da un tremendo incendio che lo lascerà sfigurato e James arriverà a prendere le sue difese, una volta che Niki deciderà di ritornare in pista.

Questo rapporto di amore-odio, molto corretto e sincero, ci ricorda il vero valore dello sport, dove il rispetto per l’avversario non può mai mancare, a prescindere da tutto.

Le inquadrature quasi claustrofobiche all’interno del casco, la visione dei pistoni in movimento e delle fiamme alla partenza ci coinvolgono totalmente, trasmettendoci la stessa passione dei due campioni. Il loro continuo duellare con la morte, per poi sorprenderla e farle l’occhiolino ci regala uno spettacolo senza eguali. Ron Howard riesce a tenerci con il fiato sospeso con finali di gara al cardiopalmo riproducendo fedelmente gli eventi dell’epoca.

Ma il merito di una pellicola ben riuscita è da attribuirsi anche agli attori, che incarnano perfettamente lo spirito dei protagonisti reali della storia narrata. Niki Lauda ad oggi è ancora vivo, seppur sfigurato dal terribile incidente e James Hunt è morto di infarto a soli 45 anni.

Un film che merita assolutamente di esser visto, un omaggio sia al mondo dello sport che a quello cinematografico.

9/10

Marco

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