Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Ammutta muddica

Ammutta muddica

Ammutta muddica

Dopo il successo di Anplagghed Aldo Giovanni e Giacomo tornano a calcare le scene teatrali con il loro nuovo show: vediamo com’è, buona lettura!

In breve

Pensionati, tatuatori e maratoneti improvvisati animano e stimolano il variegato mondo del trio comico più famoso d’Italia. Con la partecipazione (non sempre indispensabile) di Silvana Fallisi.

Nel concreto

Visto al cinema (e rivisto successivamente nella versione trasmessa dalla rete svizzera) lo spettacolo effettivamente merita. Arturo Brachetti, abile trasformista alla regia, rende lo show unico ambientandolo, come suo classico, in una realtà moderna di periferia, in mezzo al traffico e ai palazzi.

Poche righe fa parlavo di “presenza non sempre indispensabile di Silvana Fallisi” in quanto ho molto apprezzato il suo ruolo in Chiedimi se sono felice, è stata molto brava. Negli spettacoli teatrali, spesso, si riduce a fare la vocina irritante e isterica, con un continuo saltellare sincopato che non ha nessun senso, se non quello di infastidire dopo i primi 5 minuti. Assume un comportamento stereotipato da “ritardata” e questo inficia il ritmo generale, appesantendo lo sketch con puzzette, saltelli e quant’altro. È un vero peccato, perché è una brava attrice che potrebbe elevarsi e fare qualcosa di più.

Il numero del tatuatore è un adattamento ben mascherato del numero dei chirurghi, l’estensione ed evoluzione di nuovi sketch sui personaggi dei pensionati è fantastica, con qualche accenno al neorealismo (i vecchietti che, anziché fare la rapina, aiutano la commessa a pagare il mutuo) mostrando eccessi e contraddizioni della società moderna.

Il trio diverte e convince, al cinema per un giorno soltanto (con quasi 100 repliche sold-out possono permetterselo) in modo da stimolare chi non ha potuto vederli a teatro. Lo stile è rimasto inalterato con aggiunta di nuove battute e situazioni, ma di fondo ci sono personaggi ben costruiti che sopportano egregiamente questi cambiamenti per adeguarsi ai tempi.

In alcuni punti servirebbe più ritmo (al cinema ho rischiato, in alcuni passaggi, di addormentarmi sulla poltroncina ronfando sonoramente) ma per il resto è stato un bello spettacolo, anche se si è persa ultimamente la sequenza di battute a raffica che accompagnava i primi spettacoli di Aldo, Giovanni e Giacomo.

In ogni caso, togliendo la voce stridula e petulante di Silvana Fallisi e snellendo alcuni passaggi, si potrebbe arrivare ad avere uno spettacolo quasi perfetto.

Vera eccezione di comicità intelligente e mai volgare, scrittura valida anche se alcune gag andrebbero aggiornate.
Ma per passare una serata in compagnia è un ottimo rilassante, bravi ragazzi!

Voto: 8/10 (senza la Fallisi poteva essere un 9)

Marco

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