Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

La linfa dentro

Linfa vitale

Linfa vitale

Si piange per la scomparsa di una persona cara, di una speranza, della fiducia, di un amore importante.

La notte è il momento cruciale, facciamo i conti con noi stessi e non riusciamo a perdonarci debolezze e/o errori; il pianto diventa la valvola di sfogo, la fuoriuscita della nostra anima attraverso calde e pesanti lacrime.

Quando si piange appoggiati al vetro con i pugni stretti, quando la tua voglia di urlare è così tanta che ti escono soltanto singhiozzi e dolore, quando gli amici scompaiono e devi tirare avanti; ecco cosa vuol dire piangere.

Un’amicizia lontana, un rapporto perso, due amici che non giocano più insieme a carte: la vita ci porta su binari diversi, strade parallele ma lontane tra loro.

Si piange per un forte dolore, per una gioia improvvisa, per delle offese subite; la scusante della rabbia non paga, il non veder riconosciuto il proprio lavoro è la cosa più deleteria ed umiliante.

Ecco perchè serve la linfa, la molla, la passione: un incentivo che ti sproni a rialzare la testa, asciugare le gocce sul viso e ritornare in pista, per dimostrare il valore delle tue idee.

La linfa dentro è un bene difficile da trovare, sopratutto passati i quarant’anni.

Cos’è la linfa? Semplice: è la voglia di conoscere, apprendere, interessarsi ed appassionarsi alle cose, la curiosità del fanciullino pascoliano (pure la citazione dotta…), gli occhi sgranati alla ricerca delle nuove forme di intrattenimento disponibili.

Arturo Brachetti è la perfetta incarnazione di ciò, anche se per lui è lavoro; se vogliamo generalizzare si tratta di non far addormentare la nostra mente, di non far sopire lo spirito pioneristico che ci guida e ci fa sognare, la capacità di andare al cinema ed emozionarci ancora una volta.

Prendete Grande, grosso e Verdone; il grande Carlo, già eletto erede naturale dell’incommensurabile Sordi, attualizza e ridona vita a 3 personaggi, ovvero il boy scout ingenuo puro di cuore, il professore maniaco ossessivo e il burino arricchito (che da Ivano ora è diventato Moreno; Gerini ora da Jessica si chiama Enza Sessa).

La linfa dentro a questi personaggi si è mantenuta intatta dal primo Viaggi di nozze ed è rinata perfetta, intonsa e sferzante nel 2008; se Verdone ha ridato vita a 3 macchiette del nostro Paese perchè i nostri genitori/nonni non riescono a far rinascere la loro linfa che li ha fatti mano a mano invecchiare?

É sbagliato credere che serva coraggio solo nel morire; anche per vivere nei momenti duri ne serve parecchio.

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Commenti su: "La linfa dentro" (1)

  1. è facile addormatare la mente .. difficile è mettersi/rimettrsi in gioco … sai quante cose si dovrebbero affrontare?? … ecco perchè mi servono le vacanze hahahahah

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