Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Steve ha detto no

Steve ha detto no al Blu-ray Disc, app porno: approva YouTube HD

É necessario dire sì a tutto? No, specialmente in campo informatico. Ecco le drastiche decisioni di Steve Jobs nel lontano 2010. Rileggerle oggi può farci comprendere quanto furono avveniristiche e sensate, buona lettura!

Il prologo

Marzo 2010. Dopo aver presentato la nuova gamma dei Macbook Pro (stesso prezzo ma potenza aumentata sul piano di RAM, disco fisso e processore) Steve Jobs ha dovuto dire, sia tramite e-mail ricevute sul suo indirizzo privato sia in pubblico, una serie di precisi no.

Le app porno
Un curioso intervistatore ha chiesto a Steve perchè, nel suo App Store, non esista uno spazio per i porno riservato agli adulti. Applicazioni a luci rosse che permettano di godere (più o meno lecitamente) con il proprio iPhone, insomma: la risposta è stata secca e lapidaria “per le applicazioni porno usate Android”.
Steve, per quanto sia interessato alla crescita della sua società, vuole mantenere statuaria la missione di creativi, sognatori ed artisti (evitando di passare per pornazzari): demanda questo compito sugli store altrui, in quanto afferma che l’App Store è frequentato da bambini ed è bene evitare pericolose tentazioni.

Il Blu-ray Disc
Un altro tema scottante in casa Apple è il Blu-ray disc: un ragazzo ha scritto a Steve lodando il Mac e chiedendosi come poteva godere dei propri filmati HD una volta a casa, ovvero se Steve pensava di mettere di serie un bel masterizzatore BR Disc per masterizzare dischi da 25 GB e oltre.
Steve ha risposto che YouTube supporta i formati HD (sia ready che full), facendo intuire che il futuro lo vede online: d’altronde non è un mistero che nello store americano Apple si possano acquistare e scaricare film e serie tv, eliminando del tutto il supporto fisico (che diventa così il disco fisso dell’acquirente); Jobs ha rimosso il SuperDrive dal Macbook Air senza troppi rimpianti, in favore dell’autonomia e della leggerezza.

Steve Jobs azzardò un lettore DVD in un’epoca dove le persone volevano masterizzatori CD (e si dovette adeguare): a 6 anni di distanza abbiamo avuto la conferma che i lettori ottici sono scomparsi dai prodotti Apple, demandando questo compito sempre più sporadico a lettori esterni (chi ha un Mac Pro 5.1 se lo tenga stretto e aggiunga uno slot per masterizzatori BluRay o DVD).

Già nelle applicazioni Mac come iMovie la prepoderanza è l’esportazione su YouTube anziché sul disco fisico (che sia il DVD o il BR Disc), anche se programmi come Toast Titanium offrono già il plugin per questa nuova tecnologia.

D’altronde il prezzo dei dischi fissi è così sceso che è molto più economico (per assurdo) procurarsi un disco da 2/4 Tera (al cambio parliamo di 2.000 o 4.000 GB) che non creare decine di dischi che poi, dopo qualche tempo, diventano obsoleti e non possono essere riscritti (ormai i supporti riscrivibili ottici sono in forte declino grazie a chiavette e HDD esterni).

Dal 2018 i dischi magnetici a piattelli (uno standard che ci ha accompagnato per anni) arriveranno a scomparire dai portatili, segno della transizione verso gli SSD che diventeranno sempre più presenti nelle nostre vite.

Flash? No grazie

Adobe di recente ha gettato la spugna, annunciando che non vuole investire nè soldi nè tempo per risolvere il problema del Flash sull’iPhone OS: ancora una volta ci troviamo davanti al divario tra standard aperti e riconosciuti (come l’html5 e l’H264) in conflitto con tecnologie proprietarie (qui citiamo il Flash ma anche il nuovo exFAT di Microsoft ne è una prova). Adobe non vuole riconoscere il fatto che i naviganti del web oggi sono stanchi di installare plugin ed estensioni: ormai il Web ha sancito la vittoria degli standard aperti e gratuiti (Wikipedia e OpenOffice sono solo due tra gli esempi più eclatanti), questa chiusura risulta anacronistica e ridicola.

É vero che Adobe Flash viene utilizzato da molti siti Web (il fascino delle animazioni cattura prima o poi tutti i programmatori, invogliandoli a giocare) però questo atteggiamento guarda al passato, piuttosto che al futuro: ad oggi, anno spaziale 2016, Adobe ha finalmente abbandonato il Flash in favore di tecnologie più leggere e performanti.

Concludendo

Steve ha ribadito il suo punto di vista web centred, vedremo se il mercato seguirà questa tendenza o lo costringerà a fare un accordo con Toshiba o Samsung per avere masterizzatori adatti a supportare questa nuova tecnologia caratterizzata da dischi grandi come DVD ma con capacità mostruose, che sfiorano i 25 GB a disco (magari implementata direttamente nel sistema operativo, come è già successo per cd e dvd).

Se ciò non dovesse accadere si aprirà un fiorente mercato di masterizzatori esterni portatili (come gli attuali masterizzatori USB della LG) per gli utenti Mac in modo da sopperire a questa mancanza (ovviamente servirà anche l’ultima versione di Toast Titanium con il plugin per i BR Disc): oppure, come già successe per il floppy disk, chiavette e dischi fissi esterni aumenteranno sempre più le loro dimensioni e il supporto fisico diventerà una questione secondaria.

Alla prossima!

Marco

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