Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

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Clint Eastwood ritorna dietro alla macchina da presa per raccontare la storia di Sully, un pilota che ha tentato un ammaraggio sul film Hudson. Buona lettura!

La trama

15 gennaio 2009. Il comandante Chesley “Sully” Sullenberger (Tom Hanks) decolla da Laguardia con 155 anime a bordo, ordinaria amministrazione.
All’improvviso uno stormo di uccelli si sfracella nei motori dell’aereo causando una doppia avaria (bearstrike): con il passare dei secondi tornare indietro verso altre piste non è un’opzione contemplabile.
Il comandante Sully, a fronte di un’esperienza quarantennale, sceglie una pericolosa alternativa: ammarare sull’Hudson.

Il film

"Sully" New York Premiere

NEW YORK, NY – SEPTEMBER 06: (L-R) L’attore co-protagonista Aaron Eckhart, il comandate in pensione Chesley “Sully” Sullenberger, il regista Clint Eastwood e il protagonista Tom Hanks presenziano alla premiere di “Sully” a New York svolta nella Alice Tully Hall, Lincoln Center il 6 settembre 2016 a New York City. (Photo by Jim Spellman/WireImage)

Il buon vecchio Clint Eastwood abbinato a Tom Hanks forma un sodalizio di cui è difficile pentirsi: regia pulita e senza sbavature da parte del primo, passione e preparazione da parte del secondo.
Anche se Eastwood ha rinunciato all’analisi del dettaglio e alle sfumature ricercate di Million Dollar baby e Hereafter, rimane sempre godibile come stile, lineare e pulito.

In apertura veniamo accolti dalla visione dell’incidente, seguita poi dall’inchiesta a cui si è dovuto sottoporre il comandante. Il consiglio disciplinare, infatti, tenta di trovare colpe nel comandante e nel co-pilota per quanto successo. L’eccezionalità dell’evento ha comportato una scelta non priva di rischi: in casi simili l’aereo si è spezzato in due, causando il decesso di tutti i passeggeri.

Sully quindi rappresenta l’eroe americano per eccellenza: si è accollato un grande rischio reinterpretando il manuale con le procedure di sicurezza (ha attivato un gruppo d’emergenza come prima cosa anziché come quindicesima) e tentando una strada già costellata da tante croci. Tom Hanks, qui invecchiato ad hoc per interpretare l’anziano comandante, non delude e rimane fedele alla semplicità ed umiltà del vero protagonista. Aaron Eckhart, ottimo co-protagonista, porta una ventata di coraggio e ironia al suo personaggio, alleggerendo i toni pesanti delle accuse rivolte al comandante.

Oltre al miracolo sull’Hudson un plauso va anche al pronto intervento: 1.200 soccorritori in 24 minuti per evitare l’ipotermia nei passeggeri esposti alla “brezza” di New York (2 gradi in acqua, vento a -20 gradi).
Un’immediata ed efficiente risposta dei soccorsi ha evitato che i passeggeri salvati da Sully si congelassero nell’attesa.

Conclusione

Citando il film “una bella storia con un’aeroplano dopo l’11 settembre“. Un comandante coraggioso che ha deciso di accollarsi rischi personali e professionali per salvare il suo aereo gremito di anime, come vengono definite nel film. Hanks, nonostante non partecipi a voli fortunati (ricordate Apollo 13 e Cast away?), riesce sempre a mettere in salvo il pubblico dalla noia e i passeggeri dal pericolo.

Un graditissimo ritorno alla regia di un grande che non ha bisogno di presentazioni, una pellicola che vi scalderà il cuore nelle fredde serate invernali.
Un ottimo film natalizio che racconta una grande storia di coraggio senza elfi, folletti petomani e renne incontinenti: fa leva sulla realtà, che spesso supera abbondantemente la fantasia.

Il film è un giusto riconoscimento ad una persona “comune”, che ha tentato il tutto per tutto in una situazione che nessuno aveva mai affrontato.

Consigliato.

Voto: 8/10

Marco

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