Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

recupero_dati

I tuoi amici te l’avevano detto. Per tuo cognato mezzo programmatore, poi, eri troppo giusto. Parafrasando un noto spot di casting per modelli introduciamo (con un sorriso) il tema del data recovery che, come ho potuto osservare, è molto sentito dai lettori del blog: come recuperare dati, come prevenire, dove cercare, quanto spendere. Buona lettura!

Partiamo da una premessa fondamentale: il backup dei propri dati.
Un buon backup permette di evitare il data recovery (che, fidatevi, è un’operazione lunga ed estenuante: molte ore per recuperare pochi GB): attaccate il vostro HD esterno, fate il backup con Time Machine (Mac) o con la miriade di programmi disponibili per Windows (al limite rivolgetevi a Carbon Copy cloner se volete una copia avviabile, solo per Mac), staccate il disco fisso, a posto così. Quando volete recuperare qualcosa lo ripescate dal vostro archivio esterno.
Semplice no?

Ogni quanto devo farlo? Una volta al mese basta?
Non esiste una regola generale, dipende da quante ore del vostro lavoro siete disposti a perdere. Meno backup (pochi distanziati nel tempo) uguale a un maggior rischio di ritrovarsi con copie di sicurezza che risalgono a mesi fa e di cui avete un bisogno relativo, in quanto non contengono gli ultimi dati aggiornati.

Che supporto devo usare?
Potete utilizzare gli hard disk esterni (vedi Hard disk scelta “dura”), gli SSD (hard disk a stato solido, più sicuri perchè senza parti in movimento ma dal costo biblico, anche se ora si sta riducendo), i CD e i DVD. Considerate che CD e DVD devono essere mantenuti al buio (comunque al riparo da fonti di luce dirette), in custodie singole (no ammassamenti), in un posto al riparo dall’eccessiva umidità, masterizzati a basse velocità su supporti di ottima qualità (un Verbatim a 8x durerà di più di un Princo a 16x, nel tempo).
I CD sono più resistenti dei DVD all’usura ma hanno una capacità notevolmente inferiore: se sono dati che devono essere spesso aggiornati anche una chiavetta USB va bene, se proprio non avete altro.

Mi è partito l’HD: accadinci!
L’utente medio spesso si dispera saltellando per casa e inveendo contro il disco fisso: la calma è la prima regola base.
Se avete acquistato un Samsung o un Verbatim posso anche dirvelo: ve li avevo sconsigliati, li avete presi, fatti vostri.
Scherzi a parte, molto spesso è solo un problema di danneggiamento al file system: il disco non è fisicamente rotto ma il computer non lo riconosce, non riesce ad accedere alle risorse. Almeno in modo diretto.

Ed ora cosa faccio? Prego i santi tutti?
Soluzioni rapide per evitare di perder tempo: se è il vostro disco secondario di backup non affannatevi a recuperare dati, li avete già sul disco principale. Formattate la copia di sicurezza illeggibile (tra una maledizione e l’altra) e fate un nuovo backup, controllando come reagisce. Se vi succede spesso che il file system non collabori, cambiate disco (e soprattutto marca) e amen.

Se invece a fare i capricci è il disco principale la cosa si complica: avete una copia di backup come sopra descritto (magari avviabile, così partite subito con tutti i vostri dati)?
Se la risposta è sì, bravissimi: formattate il disco principale e incollate tutto il contenuto dell’ultimo backup.
Se la risposta è no dovete recuperare i dati manualmente. E qui son dolori.

Recuperare i dati
Prima cosa fondamentale: non registrate nuovi dati sul disco fisso. Lo so, sembra la scoperta dell’uovo di Colombo, ma per molti non è così: meno dati vengono registrati sul disco fisso, maggiori sono le possibilità di recupero (perchè stando fermi evitate la sovrascrittura delle informazioni).
Il file system ve lo siete giocati, addio, ha dato forfait. Ora dovete scaricare un programma (gratuito o a pagamento) per recuperare i vostri dati cluster per cluster. I cluster sono la parte più piccola del disco fisso, l’unità minima in cui viene suddiviso lo spazio sull’hard disk. Il programma deve analizzarli UNO AD UNO per recuperare eventuali file perduti.

Dov’è il problema?
Il primo (grosso) problema è la qualità del programma: i programmi gratuiti sono centinaia, quelli che lavorano bene meno, quelli che recuperano file oltre una certa dimensione pochissimi.
Secondo problema: anche ammesso che utilizziate un programma gratuito spesso i file piccoli sono penalizzati. Morale della favola: recuperate la maggior parte dei vostri documenti e/o fotografie, ma la maggior parte sono illeggibili o pieni di caratteri ostrogoti. Quindi sono da buttare (e avete anche buttato magari 3/4 ore per recuperarli) e non potete recuperare i file più grandi (per via dei limiti), che sono quelli con le maggiori probabilità di successo.

Ma io pago, eccome se pago!
Pagando (senza arrivare a portare il disco fisso in un laboratorio specializzato in recupero dati, dove le cifre sono astronomiche) possiamo avere software di maggiore qualità e senza limitazioni di “stazza”: di solito recuperano dal floppy disk al disco fisso senza grossi problemi (tranne quello dei file troppo piccoli).

In un test condotto mesi fa i file che hanno mostrato maggior giovamento dal recupero sono stati i file .avi: nonostante il nome fosse stato cambiato il contenuto c’era tutto, esattamente come l’avevamo lasciato. I jpeg (specialmente sotto il MB come dimensione) e i doc sono stati quasi tutti da cestinare al volo, ma per quelli avevo una copia di sicurezza su DVD per cui l’impatto negativo si è attenuato.

Ma come? Io caccio il grano!
I programmi di recupero file, per quanto possano essere costosi e bravi nel recuperare archivi anche di vari TB di dimensione, non sono infallibili: dopotutto devono andare cluster per cluster ad estrarre “pezzi” di file, per cui diventa come il recupero della mattonelle. Quelle piccole si rompono subito, delle grandi si salva la piastra intera.

Come avrete capito il recupero dei file tramite questi programmi è l’ultima spiaggia: un backup regolare e completo vi toglie da queste grane e vi fa risparmiare ore ed ore, permettendovi un recupero completo e totale di tutti i vostri dati nel loro migliore stato di grazia, indipendentemente dalla dimensione.

Se proprio volete fare un acquisto procuratevi un buon programma di backup 😉 (su Windows è necessario copiare anche il registro di sistema, oltre ai dati personali, per un backup completo; potete utilizzare Cobian Backup).

Marco

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Commenti su: "Recupero la vita… digitale" (1)

  1. Non ti offendere, ma questa guida è totalmente priva di informazioni utili…
    cobain86–>Consigli? Cosa vorresti trovare?

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