Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Edward Mani di forbice

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Nell’augurarvi un sereno e felice Natale con i vostri cari oggi voglio regalarvi una favola di Natale decisamente alternativa: ecco a voi Edward, buona lettura!

La trama

Un’anziana nonna racconta alla nipote la nascita della neve. Durante questo racconto emerge la storia di Edward, un essere artificiale stile Frankestein con forbici al posto delle mani, ma dall’animo gentile e tenero.
Purtroppo il sobborgo americano bigotto e razzista inizia a vedere in malo modo lo strano essere, iniziando così una caccia all’uomo. Edward dovrà cercare di salvarsi, imprigionandosi come una bestia per evitare di terrorizzare le persone, specialmente a Natale.

La pellicola

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Tim Burton nel 1990 (1991 per l’Italia) rilascia questa pellicola geniale, intimista e rappresentativa del suo stato d’animo; come attori principali troviamo il suo “feticcio” Johnny Depp e la stupenda Winona Ryder, che grazie a questa pellicola toccherà le vette del successo. Costato 20 milioni di dollari, ne ha incassati 86, consacrando Burton come regista di successo, nonostante il suo stile dark e gotico onnipresente.

La pellicola di Burton è prima di tutto una critica alla società americana: nel sobborgo troviamo gli stereotipi esasperati di quattro decadi (50, 60, 70 e 80), dove il diverso dev’essere etichettato, allontanato e rinchiuso come qualcosa da ammirare sì, ma da lontano. Lontano… basta che sia fuori dal proprio giardinetto con prato inglese, con la station wagon sul vialetto e con il marito in giacca e cravatta che bacia la moglie cotonata prima di andare al lavoro fischiettando.

Edward è una creatura dall’animo gentile, un artista geniale che ferisce senza volere a causa delle sue mani composte da forbici: un freak insomma, come quelli citati più volte e trattati con rispetto dalle pagine di Dylan Dog. Persone (o in questo caso entità artificiali) che non si sono arrese alle difficoltà fisiche ma le hanno superate, cercando di integrarsi nel vivere civile e sfruttandole al meglio per eccellere (pensiamo ad un mito vivente, Alex Zanardi).

Concludendo

Una bellissima storia d’amore e d’amicizia, che supera le differenze e valorizza la diversità come risorsa creativa, anziché come cancro purulento da espellere.
La cattiveria e il bigottismo della provincia americana sono riprovevoli e Burton calca la mano su questo aspetto, senza concedere sconti di nessun genere.
Edward dovrà ritirarsi, come la Bestia dell’omonimo film, nel suo castello, per scolpire sculture di ghiaccio e creare così la neve che imbianca le strade a Natale.

Mi ricordo che, quand’ero piccolo, ero spaventato da questo personaggio, inquietato: poi quando l’ho conosciuto nel film ho capito che era stupido e sciocco avere paura di un’anima gentile, giudicandolo solo dal suo aspetto.

Una meravigliosa favola dark che elogia la forza dei veri sentimenti depurata dalla compassione e dal buonismo ipocrita, che di solito trasudano le pellicole natalizie. Merita di essere riscoperta e vissuta in famiglia, per apprezzare l’amore e la gioia valorizzati dal Natale.
Un capolavoro non da mettere sotto l’albero, ma nel vostro lettore DVD. Consigliatissimo.

Voto: 10/10

Marco

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