Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Big Eyes

Big Eyes

Tim Burton racconta un’incredibile storia di plagio, talmente surreale da essere vera. Buona lettura!

La trama

Tra gli anni 50 e 60, il pittore Walter Keane raggiunse l’apice del successo, rivoluzionando l’arte con i suoi enigmatici ritratti di bambini dai grandi occhi. Ad un certo punto emerse una realtà strabiliante: i quadri, in realtà, non erano opera di Walter ma di sua moglie, Margaret. La fortuna dei Keane era costruita su un’enorme truffa, a cui tutto il mondo aveva creduto: una vicenda così incredibile da ispirare il genio di Tim Burton.

Il film

Film insolito per la filmografia di Burton, sembra un cartolina dei primi del ‘900: tinte pastello, una donna che cerca l’affrancamento e l’indipendenza nonostante un primo marito da dimenticare, una dolcezza di fondo regalata dal nuovo amore tra Margaret e Keane. Il problema è legato al fatto che il “grande artista” è in realtà un truffatore fallito che rivende quadri parigini oscurando il nome del vero autore.
Keane intuisce e nota il grande potenziale della moglie per caso e decide, con la scusa che il nome maschile è più commerciabile, di vendere i quadri della moglie attribuendosene i meriti e la gloria.

Pur essendo un truffatore fallito ha un grande senso del marketing: stampe, poster e cartoline gli consentiranno facili guadagni extra, consentendo anche ai meno abbienti di portare a casa l’arte della consorte, che per anni ha dovuto lavorare in silenzio, nascosta. Sempre sotto copertura per non offuscare l’astro nascente del marito,  ma in realtà l’astro nascente era lei.

Una grande storia d’amore e di sottomissione, dove la moglie deve vivere sempre all’ombra del marito: la figlia, a cui la pittrice ha dedicato tutti i suoi quadri, le darà la forza per svuotare il sacco ad una radio locale ed ottenere così visibilità e giustizia per il lavoro svolto negli anni, oltre ad un giusto riconoscimento economico.

Concludendo

Tim Burton esce dalle tinte fosche e gotiche caratteristiche dei suoi film per regalarci qualcosa di nuovo, di fresco, un cambio di direzione inaspettato.
Ma in realtà a tenerci sulle corde è il continuo nascondersi e l’annullamento della donna, che soffre per anni per proteggere la figlia e mantenere il matrimonio con il marito, fino a non poterne più.

I protagonisti della storia sono interpretati da uno splendido Christoph Waltz (il mitico cacciatore di taglie sotto la regia di Tarantino in Django Unchained, ricordate?) e dall’eclettica Amy Adams, stella che sta decollando grazie alla sua versatilità in tutti i ruoli che le vengono proposti.

Un affrancamento della propria libertà, dei propri sogni e, parlando di una donna, anche della propria indipendenza. La dimostrazione che il talento può superare qualsiasi barriera socio-culturale esistente.
Da riscoprire in queste feste natalizie in famiglia, un toccasana per l’anima. Consigliato.

Voto: 8,5/10

Marco

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