Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Il dilemma di Spielberg

Steven Spielberg

Spielberg è un regista che seguo da tempo. Tuttavia alcuni dilemmi mi attanagliano: buona lettura!

L’antefatto

Seguo Spielberg da molti anni, precisamente dall’uscita del primo Jurassic Park, serie che ho amato fin da bambino anche se ne ero intimorito.

Alle superiori, guardando Dawson’s Creek, ho assistito all’idolatrazione di Spielberg da parte del protagonista e sinceramente mi sono incuriosito.
Così, spinto dal mio migliore amico e dalla mia insaziabile curiosità, ho deciso di mettere mano alla videoteca e rivedere alcuni capostipiti di Spielberg.

Via che si comincia!

Jurassic Park

Jurassic Park è una trilogia che ho amato, anche nei seguiti che Spielberg non ha diretto. Il giocare con la genetica, questi grandi dinosauri che insegnavano agli umani umiltà e rispetto, questa atmosfera cupa mi catturava e spaventava allo stesso tempo. Alle atmosfere da Cioccobalocco con la stupenda sinfonia di John Williams e i commenti storici del tipo “SI MUOVONO IN BRANCHI”, ripresi anche da Ted 2, si assisteva ad una divina sbadilata di paura, tensione e azione.
Tecnologia unita a meravigliosi dinosauri costruiti con tecniche impressionanti per il 1993. Decisamente una trilogia da riscoprire, tralasciando l’ultima tamarrata di Jurassic World, uscita nel 2015, carina ma con alcuni exploit un tantinello eccessivi.

Schindler’s List

Spielberg decide di dedicarsi al bianco e nero per raccontare una storia vera ambientata nella Germania nazista: tocchi di stile e una regia magistrale rendono questo film il capolavoro di Spielberg, additato fino a quel momento come un regista per bambini, di cose fantapacioccose. Una prova che, quando vuole, sa mettere alla macchina da presa e raccontare una grande storia con pathos, emozione e tensione ai giusti livelli, senza esagerare o eccedere come in altre pellicole che vedremo in questo articolo.

E.T., telefono (a) casa ma non ti vedo

ET viene definito il capolavoro di Spielberg, amato da miliardi di bambini. Ottimo Rambaldi nel costruire il pupazzo, probabilmente un film meraviglioso se si superano i primi 40 minuti dove non si vede una beata ceppa. Tempi allungati allo spasimo che mi hanno costretto a interrompere la visione per farmi una doccia risanatrice. Ombre, scoregge velate e quant’altro allungano i tempi inutilmente, portando ad una lenta agonia lo spettatore, che vorrebbe vedere questo benedetto alieno prima che sua moglie partorisca e lo veda forse suo figlio mentre si incammina per il college.

Indiana Jones e la condanna maledetta

La saga di Harrison Ford rimane per me il più grande mistero insoluto della storia del cinema. Un prorompente successo, un prequel (il giovane Indiana Jones), ragazze in calore per il giovane professore avventuriero per… cosa? Inseguimenti, battute scontate e riciclate per un personaggio che, come evidenzia Amy Farafollower (licenza poetica) in Big Bang Theory (settima stagione, quarto episodio), nell’Arca Perduta è totalmente inutile ai fini della trama.

Sheldon e la sua compagnia rimangono allibiti ma, ragionandoci, è così: Indy è nel film per far cassa ma la storia viaggia indipendentemente dalla sua presenza.
Pur cogliendo il fine didattico-istituzionale presente nei film di Spielberg (vedi anche il professore di Jurassic park), nei film della saga Indy troviamo intrighi, acrobazie e qualche bella donna (con cui Indy si abbandona a facili moine) ma nulla più.

Concludendo 

Non riesco quindi ad esprimere un giudizio conclusivo su Spielberg: grande regista, sognatore o adulatore delle masse e regista da botteghino?

Pur riconoscendo Schindler’s List come un capolavoro, la maggior parte delle sue opere mi stimola il coma profondo e un abbiocco (voglia di ronfare, ndr) pari a The Hateful Eight di Tarantino.
Forse sono stato troppo influenzato da Tarantino e Scorsese, forse i film per ragazzi, adolescenti e creature simili hanno saturato le mie gonadi: chi può dirlo.
Effettivamente film che amavo da bimbo come Casper, rivisti già verso i 20 anni, sono stati stoppati dopo i primi minuti mentre capolavori come Toy Story rimangono godibili ancora oggi.

Voi cosa ne pensate? Quanti amanti di Spielberg albergano tra di voi? Cosa volete aggiungere a questo eterno dilemma?
Condividete i vostri pensieri nei commenti e, come sempre, alla prossima!

Marco

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Commenti su: "Il dilemma di Spielberg" (1)

  1. […] il mio dilemma su Spielberg sono film che rivedo volentieri: godersi il verso ancestrale di un T-rex con le casse della Bose […]

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