Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Happy New Year

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Un discorso di buon anno sul blog, sui lettori e sulla mia passione per la scrittura: buona lettura!

Ma la gente in Italia non legge…

È la frase che più spesso mi sento ripetere.

Eppure, con amici, conoscenti e superiori, appena spargo il seme del blog (sai che ho un blog? ecco l’indirizzo), puntualmente ricevo complimenti, critiche, suggerimenti e quant’altro. Io agisco come un hard disk, incamerando queste informazioni e trasformandole in stile, divertimento e ironia dopo averle rielaborate con i fatti quotidiani, creando la magia che suscita così tanto interesse.

È un duro lavoro ma qualcuno deve pur farlo: so di non piacere a tutti, so a volte di essere troppo duro o indulgente verso certe pellicole, di trattare alcuni registi (vedi Spielberg) “a volo di gabbiano” ma scrivere è come l’amore.
Non puoi focalizzarti e sviscerare un argomento se non accende un vivo interesse nel tuo cuore.

Chi mi segue da qualche mesetto avrà visto i fiumi d’inchiostro dedicati ad A., per esempio. Forse sono stato fin troppo prolisso, ma tante erano le cose da dire e forte era il bisogno di raccontarle.
Si è trattato solo di aspettare ed incanalare tutta questa energia in un fluido unico che, dalla mia mente, è fluito attraverso la tastiera, portandomi a scrivere qualche post in più del necessario, forse.

Vi vedo e vi leggo, tranquilli

Non passa giorno che non riceva, nella mia mail, nuove iscrizioni al blog, mi piace, commenti e simili. Vi ringrazio tutti di cuore, questo blog si alimenta grazie alle vostre idee, interazioni e alla vostra passione.

Io sono solo un portatore di emozioni, paure e coraggio che fiuto in giro. Mi piace stare in mezzo alle persone ed ascoltarle: inevitabile che poi nascano articoli su argomenti spinosi come il divorzio vissuto da un figlio, la paura di amare, la nascita di un figlio o assistere all’auto-combustione di regali da quattro soldi, per esempio.

A quanto pare la mia capacità analitica e la verve che mi spinge a scrivere (anche in piena notte, come richiesto da generazioni di illustri scrittori) piace, incanta, incontra consensi e suscita interesse (positivo o negativo, come si dice, purché se ne parli): ne sono onorato.

La difficoltà, per chi scrive sulle persone quasi quotidianamente, è la saturazione: in quei momenti devo staccare la spina e ricaricarmi, in modo da potermi appassionare alla prossima storia, avventura o vicenda curiosa che narrerò sulle pagine di questo blog.

Quando sono felice esco!

Citando l’immortale Tenco, alla domanda “Perché scrivi solo cose tristi?”, lui rispose in modo ineccepibile: “Perché quando sono felice esco!”.

Nonostante il tema canzonatorio e fortemente ironico di buona parte della mia produzione semi-letteraria c’è un fondo di verità: se sei felice esci con i tuoi amici, ti diverti, bevi qualcosa, organizzi una caccia fotografica mista Pokémon in compagnia… Tenco aveva colto il punto.

A volte nella vita succedono cose che non riesci ad affrontare subito con una risata o con una battuta sagace e rimani a terra, disteso. Pensi che il dolore sia passato ma in realtà lo senti ogni giorno, più vivo e forte all’inizio, attenuato dopo qualche settimana. C’è chi brucia bidoni, chi commette efferati omicidi, chi emigra in Messico… io devo gestire la cosa come posso, come riesco, come ho imparato in questi 30 anni d’esperienza.

Una volta che hai incamerato la situazione, ne hai parlato con gli amici e ricominci a respirare allora sì, allora puoi sfogarti con la penna e scrivere, quello è il momento giusto.
Hai provato forti emozioni, hai ricevuto dei feedback esterni, hai capito cosa ti ha fatto male e dove ti sei reso ridicolo: ora sei pronto per diffondere il tuo pensiero.

In tanti hanno provato a chiedermi come nascono i miei articoli, da cosa scaturisce il tutto. La verità è che l’alchimia, la magia è tutta qui: molti miei articoli nascono in questo modo, senza particolari enfasi, riti segreti o macumbe sataniche.
Spesso più sono arrabbiato e più calco la mano scrivendo “a filo di rasoio”, rivelando la parte ironica stile Joker che si risveglia dopo esser stata a lungo sopita.

Il valore della fotografia

La fotografia ha un altro ruolo molto importante per questo blog. Le foto rappresentano momenti, scatti di vita e spesso arrivano laddove le parole non sono sufficienti.

Per me unire le due cose è stato un processo naturale, due emozioni che si legavano allo stesso tempo. Purtroppo non sempre sono l’autore degli scatti che vorrei, ma Pixabay spesso mi ha fornito ottimi spunti per aggiungere il giusto tocco ai miei articoli e desidero, in questo articolo, ringraziare tutti i volontari che alimentano quotidianamente il sito con idee, scatti e illustrazioni.

Concludendo

Non sono il Presidente della Repubblica: niente discorsi prolissi o promesse fantascientifiche, tranquilli.

Posso solo garantire che il mio stile, la mia passione e la mia sete di conoscenza che tanto amate/odiate rimarranno inalterate, sempre tese a scoperchiare vasi di Pandora più o meno celati, sempre con un sorriso e una carezza.

Non sono un orsetto coccoloso ma vi farò sentire al sicuro, non sono (ancora) troppo cinico ma il sarcasmo è il sale della vita.

Cogliere l’ironia di una promessa solenne o il sapore di una nuova scoperta saranno il mio pane quotidiano, come da 8 anni a questa parte.

Allacciate le cinture, si parte per un altro anno di avventure, articoli, risate, grande cinema e (perché no) batticuori.

Alla prossima

Marco

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