Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Alla ricerca di Dory

FINDING DORY

Ecco il seguito tanto atteso de Alla ricerca di Nemo. Cosa ci riserverà questa volta il Grande Blu? Buona lettura!

La trama

Dory, Nemo e Marlin dopo un anno vivono insieme felici e contenti, spuzzettando allegramente e ricordando (per quanto sia possibile a Dory) i fausti passati. Ad un certo punto Dory si ricorda di avere una famiglia e decide di andare a cercarla, attraversando ancora una volta l’Oceano. Tante nuove avventure e l’inquietante voce di Licia Colò l’aspettano al di là del Grande Blu.

Il film

FINDING DORY

Grazie al vasto assortimento di film nel periodo in cui è uscito Finding Dory (così abbreviamo a fini della sintesi e dell’armonia universale) non ho trovato il tempo per vederlo in sala con popcorn e infanti posseduti dal demonio.
Dopo aver recuperato la versione home video ieri ho deciso di vederlo, per recuperare al mio grossolano errore di valutazione, sottostimandolo come l’ennesimo sequel.

Anziché correre a vedere Animali fantastici e dove annusarli avrei dovuto dar retta al mio istinto e all’affetto che provo per la filmografia Pixar.

Il film mostra l’infanzia difficile di Dory, complicata dalla sua perdita di memoria a breve termine. Per una fatalità viene allontanata da mamma e papà e si trova da sola nell’enorme oceano.
Dory, curioso pesce chirurgo, se nel primo film ha un ruolo di assistente/aiutante, qui diventa la protagonista a tutto tondo: possiamo scoprire insieme ai nostri bimbi gioiosi e urlanti cos’è un parco oceanografico,
capire cos’è l’eco-localizzatore dei baluga, vedere uno squalo balena miope, scoprire che i polipi hanno 3 cuori e molto altro. Il menù è ricco e abbondante.

Al di là della voce di Licia Colò che riecheggia dagli altoparlanti come un monito agli ignari passanti, il film è stato girato con il cu…ore (eheh).
Vedendo i seguiti della Pixar apprezzo sempre di più il monito di Jobs alla Disney, dove vietò a Disney di smanazzare i personaggi Pixar per inquietanti seguiti, scritti alle tre di notte dopo assurdi bagordi solo per far cassa.

Anche se la storia si basa sulla falsariga del primo film (squadra che vince non si cambia) ha un suo perché: vediamo le difficoltà di Dory, la sua sensibilità e la sua difficoltà nello svolgere attività quotidiane.
Il plus del film è valorizzare le capacità traversali di Dory: un’eccezionale problem-solving e tanta voglia di fare per risolvere le situazioni.

Ovviamente la famiglia acquisita con Marlin e Nemo viene ampiamente valorizzata, mostrando ai bimbi pacioccosi ancora una volta che casa non è un luogo fisico ma è dove sono i tuoi affetti, i tuoi amici e la tua famiglia.
E il fatto che una famiglia sia diversa, assemblata in modo originale e stravagante come Dory, che svolge un ruolo da zia per Nemo, non implica che non lo sia. È semplicemente diversa, ma non per questo è peggiore o migliore
della versione classica, venduta con accessori e liti incluse (se questo discorso lo capissero anche governanti e manifestanti si dimezzerebbero proteste, discussioni e linciaggi).

Concludendo

FINDING DORYUn film ovviamente a misura di famiglia, con tanti buoni sentimenti raccontati in maniera non stucchevole, senza canzoncine puffose mongoloidi ma “portate alla vita” (come dicono gli autori del film) da un’eccezionale orchestra.

Un’importante lezione di vita, che mostra (come già fatto con Nemo) che il superamento delle difficoltà ricevute in dotazione e l’importanza delle abilità trasversali, che spesso compensano abbondantemente le nostre mancanze.

Rocambolesche avventure vi aspettano in mezzo al Grande Blu, reso eccezionale come al solito dai bravissimi grafici Pixar. Tante emozioni, qualche lacrimuccia (ebbene sì, anche stavolta mi sono commosso, mannaggia) con un simpaticissimo pesce chirurgo che fa il possibile per integrarsi nella società acquatica dove vive.

Forse Dory non si ricorderà di voi dopo 5 minuti ma sicuramente voi vi ricorderete di lei per molto tempo.

Vivamente consigliato, una coccola per il cuore e un tonico per l’anima.

Voto: 8/10

Marco

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