Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Senza filtro

Senza filtro - Articolo 31

Senza filtro – Articolo 31

Senza filtro si potrebbe definire il primo tentativo di film hip hop che prova a descrivere uno spaccato di Milano, fine anni ’90, partendo appunto dalle periferie (e coinvolgendo gli Articolo 31, i precursori dell’hip hop italiano). Il filone in America è stato inaugurato da tempo (ultimo caso famoso 8 Mile di Eminem): anche qui in Italia siamo maturi per questo genere di film o siamo un po’ indietro di cottura? Buona lettura!

Il film non è stato girato in economia (la casa di produzione è la Medusa Film, finanziata ulteriormente da Tele +) e come attori principali ha i componenti degli Articolo 31, ovvero J ax e Dj Jad (scelta che poteva essere rischiosa: non sempre bravi canatanti sono bravi attori).

Pur essendo tramontato il neorealismo di Ladri di biciclette (di De Sica), costellato da gente che pativa la fame con sofferenze indicibili e attori presi dalla strada, il film riesce a rimanere abbastanza fedele al contesto. Qui Albertino fa la parte di uno spacciatore temuto e rispettato, carina la parte della sorella che regala sempre qualche sorriso; per il resto si parla dei temi giovanili come sesso, droga, disagio adolescenziale e bla bla bla.

La pellicola così si può annoverare tra le opere dedicate ai giovani, che parla dei giovani, fatto da giovani. Nonostante il finale felice il film mantiene la sua dignità e non muta in un musicarello buono solo per vendere qualche disco in più: il dimenarsi come pantegane in calore aprendo le braccia senza motivo (e zompettando come canguri ogni 2 metri) ci è stato risparmiato.

Nasce spontaneo (e credo sia legittimo) il paragone con RadioFreccia (anch’esso prodotto da Medusa), il film che ha consacrato Ligabue come regista permettendogli di raccontare una storia attraverso il linguaggio delle immagini.

RadioFreccia tratta di giovani che rischiano la sbando senza un vero obiettivo, la musica è rock favoloso e Ligabue decide di rimanere dietro le quinte (regalandosi solo una piccola comparsata muta). La scelta di attori professionisti credo che abbia aiutato il film ad uscire dalla nicchia dei film fan oriented, cioè tutte quelle pellicole ad uso e consumo dei seguaci del cantante.

Senza filtro è rimasto nell’ombra, non ha vinto premi ed è difficile reperirlo in dvd (su eBay non se ne trova una copia): rimane un buon film che prova a raccontare i problemi di una Milano in provincia che sta crescendo (e che, come molti, non ha un libretto d’istruzioni alla vita), ispirato molto probabilmente da Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (1981) ma senza la stessa incisività.

Gli Articolo 31 hanno fatto un film onesto, senza filtro come direbbero loro stessi, che cerca di raccontare il disagio giovanile inaugurando così un filone giovanile musicale. Tentativo carino, non indispensabile nella propria videoteca (RadioFreccia può essere un’alternativa valida e superiore qualitativamente), consigliato ai fan del gruppo.

Marco

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