Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Kingsman The secret Service

Kingsman The secret service

Kingsman The secret service

Per un blog che si occupa (ogni tanto) di cavalleria e buone maniere Kingsman – The Secret service era una visione quasi obbligatoria. Grande bufala o piccolo gioiello? Vai col test della verità, buona lettura!

Prefazione

Vodafone in tempi non sospetti mi ha fatto pentire di essere suo cliente. Tra i vari aspetti positivi, però, c’è il cinema gratis con dieci euro di ricarica.
E quando si parla di cinema, come potete immaginare, drizzo subito le antenne: giacca in mano e via verso il cinema più vicino.

Questa volta era un multisala piccolo (tre sale), domenica sera 22.30. Qualche coppia e qualche nerd che probabilmente aveva già letto il fumetto, io sono andato “alla cieca” (non conoscevo nè gli attori presenti nè il regista).

Il film

La pellicola dura 129 minuti, il che per un film d’azione e spionaggio non è poco. La storia è presto detta: un agente speciale Kingsman muore per salvare i colleghi e suo figlio, nei guai con la legge, chiama per essere salvato. Verrà arruolato pian piano e diventerà (ma che strano) un degno erede del padre.

Sotto i riflettori

Il film nel complesso risulta piacevole e scorrevole: ha ritmo, non indugia inutilmente in slow motion continui ma è pepato al punto giusto. Mostra con disinvoltura come dei perfetti gentlemen possano essere degli uomini d’azione al pari del migliore James Bond, sempre con una celata ironia di sottofondo che a volte sfocia nell’assurdo (teste che esplodono generando fuochi d’artificio, combattimenti alla Tarantino, acrobazie da Sherlock Holmes).

Il mix tra assurdo e realtà crea un effetto stile Roger Rabbit: è assurdo ma piace, diverte, coinvolge e smorza la tensione nei punti giusti della pellicola.
Lo stile e la classe vengono prima di tutto, a costo di sembrare comici; la preparazione tecnica e tattica però non ha eguali.

I combattimenti e gli scontri sono ben girati, con un giusto livello di dettaglio: non ci si perde ma si è coinvolti nella scena.

I dialoghi fanno il verso ai film di spionaggio degli anni ’70 e il protagonista ha successo ma non in modo scontato, il regista riesce sempre ad infilare delle piccole sorprese nella trama.

Verdetto finale

È un film che va preso per quello che è, con i suoi eccessi e le sue finezze: non si prende troppo sul serio ma quando si arriva al sodo sfodera tutta la capacità e la preparazione degli attori coinvolti, rendendolo appetibile. Probabilmente la ricchezza nei confronti del fumetto sarà inferiore ma rimane uno sforzo apprezzabile, un modo diverso per raccontare un supereroe variando leggermente gli schemi classici.

Fantasia, stupore e un pizzico di magia: un buon modo di impiegare il buono Vodafone, complimenti.

Voto: 7/10

Marco

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