Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

The Millionaire

the_millionaire The Millionaire, film da 8 Oscar, meritava da tempo una recensione su queste pagine. Eccola, fresca fresca per voi: buona lettura!

La trama

Un ragazzo proveniente dalla baraccopoli indiana riesce a partecipare a Chi vuol essere milionario. Incredibilmente e contro ogni aspettativa conosce tutte le risposte, senza (quasi) aver mai aperto un libro.
Ovviamente in molti cercheranno di farlo desistere dall’obiettivo (e non sempre usando le parole) ma, per amore, arriverà a rischiare la vita pur di rincontrare la donna amata.

Premessa

the_millionaire

Chi vuol essere milionario è un format che ha spopolato in tutto il mondo, Italia compresa grazie alla conduzione pacata e gentile di Gerry Scotti.
È un quiz per cui, nonostante i 3 aiuti (dal pubblico, dal computer e da casa), viene richiesta una buona base culturale, in quanto le domande spaziano su tutti i settori.
Un ragazzo con una bassa preparazione accademica, quindi, dovrebbe essere cacciato alle prime domande ma non è così. Come mai?

Il Paese che non ti aspetti

Danny Boyle ci mostra, nella sua India accaldata, pirotecnica e colorata, la condizione di molti bambini indiani che vivono in situazioni di estrema indigenza.

Il film si snoda su tre livelli: il presente (Jamal torturato con scosse elettriche per fargli confessare chi gli ha passato le risposte), il passato recente (le risposte date al quiz la sera prima), l’infanzia e la pubertà con le sue peripezie.

I bambini non hanno vita facile in questo continente a causa della povertà dilagante. I figli vengono venduti (l’attrice bambina amica di Jamal, visto il successo del film, stava per essere venduta perché la famiglia aveva bisogno di soldi) quando va bene, mandati ad elemosinare o a prostituirsi nei casi peggiori (le famose prostitute bambine, che attirano pedofili da tutto il mondo).

La vita di Jamal, in corsa per vincere 20 milioni di rupie, rispecchia questa realtà: una madre uccisa per contenziosi religiosi, l’incontro con un attore famoso finendo in una latrina, il fratello che si aggrega alla gang di un noto malavitoso, traffico d’organi e prostituzione minorile sono la sua quotidianità.

Un altro momento crudo del film è la sequenza in cui vengono bruciati gli occhi ai bambini (in modo da accecarli per poter mendicare meglio), decisamente toccante. Proseguendo vedremo Jamal improvvisarsi guida per turisti per sopravvivere,  la scarsità d’igiene data dall’esubero della popolazione e dal fiume Gange, una latrina a cielo aperto.

In questa valle di dolore Jamal riesce, suscitando notevole stupore, a cogliere tutte le risposte necessarie al quiz.
Si baserà esclusivamente su esperienze di vita vissuta, inanellando una risposta corretta dopo l’altra. Nel mentre prosegue, parallela, la vita del fratello che, attratto dai soldi facili, entra nel giro della malavita uccidendo persone per conto di un boss locale.

Questa pellicola è riuscita a vincere un Oscar, obiettivo ambizioso. Per otto volte.
Vediamo nel dettaglio i premi portati a casa:

  • Miglior Film
  • Miglior Regia
  • Miglior Fotografia
  • Miglior Montaggio
  • Miglior Colonna sonora
  • Miglior Canzone originale
  • Miglior Sceneggiatura non originale
  • Miglior Missaggio del Suono

Concludendo

In un turbinio di suoni e colori incontriamo il vero volto dell’India, quello sommerso, dove i bambini devono affrontare mille pericoli per non essere mutilati, sfruttati o sventrati per il traffico d’organi.

Altro aspetto curioso l’industrializzazione selvaggia e la crescita brulicante di una città che sta implodendo su se stessa a causa dei troppi abitanti, e cerca una via di sfogo per dare a tutti un tetto, anche se è composto da una lamiera arrugginita.

In questo caleidoscopio umano di paura, sofferenza ma anche gioia e voglia di vivere incontriamo la storia d’amore di due ragazzi straordinari, che nonostante tutte le peripezie, i pericoli e gli ostacoli riusciranno a ritrovarsi.

Uno spaccato di realtà sconsigliato agli stomaci deboli, con un lieto fine che giustifica la tensione e i pericoli vissuti dal protagonista. Musiche sincopate, il caldo brulicante dell’India che percepiamo dai caldi colori delle immagini, fotografia al cardiopalmo e ombre che rimarranno impresse nella nostra memoria.

Sembrerebbe l’ennesima storia di rivincita alla Rocky ma non è così: la dolcezza miscelata con la violenza e la crudezza di alcune scene generano un mix unico, di cui Boyle è il sapiente alchimista che prepara la formula segreta. La formula, a quanto pare, di un capolavoro visti gli otto premi Oscar vinti. Consigliatissimo!

Voto: 10/10

Marco

Annunci

Commenti su: "The Millionaire" (2)

  1. […] Boyle (The Millionaire e 127 ore) alla regia e Aaron Sorkin (The social network) alla sceneggiatura ci propongono la […]

  2. […] secondo. La forza delle immagini e la fotografia (come già dimostrato ampiamente in Trainspotting, The Millionaire e 127 ore) non si discute: entriamo nel vivo dell’azione, con primi piani e giochi di luce […]

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: