Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Le personalità di Facebook

Facebook

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Facebook è esploso da molti anni in Italia (si parlava del 2007) e ci sta regalando perle di varia (o dubbia?) bellezza. Vediamole insieme, buona lettura!

Il problema, infatti, non è essere su Facebook ma usarlo secondo la propria indole, sentimento e gusto.

Ognuno di noi infatti ha trovato un suo modo di impiegare questo strumento e mi sembra giusto condividere con voi una curiosa classifica, che potrete integrare ed aumentare grazie ai vostri commenti.
Iniziamo.

  • Gattaro: Queste persone vivono con i gatti, per i gatti, SOLO pensando ai gatti. Scattano 300 foto al giorno e, per l’amor di Dio, devono condividere queste opere finora inespresse con il mondo, inondando la bacheca con scatti di dubbio gusto. Zampe, code, musino… il gatto è come il maiale: si fotografa tutto.
  • Cagnaro: Meno frequenti, è vero, ma esiste anche la controparte canina: 2 anni di vita insieme e 10.000 foto che arrivano su Facebook, per ogni minima azione che compie il nostro amico a quattro zampe. Anch’io adoro gli animali ma a tutto c’è un limite, prima di tutto il buonsenso.
  • Food-porn: una nuova mania importata dagli USA, si fotografa in continuazione il cibo e si pubblica sulla nostra bacheca, come se fossimo tutti food-blogger con la frenesia di condividere con il mondo l’amatriciana che stiamo mangiando. A parte la serie di disturbi alimentari scatenata da questa strana moda (assimillabili e vicini all’anoressia) è volgare: dà fastidio ai nostri ospiti quando siamo a tavola, il flash acceca mezzo ristorante e no, non siamo tutti Gualtiero Marchesi. Il mondo PUO’ vivere anche senza il nostro parere sulla ratatouille appena ordinata.
  • Tech-affected: Esce il nuovo smartphone, PC, Tablet, televisore super-mega-ultra HD a 190 pollici? Condividi, condividi, condividi… Il malato di tecnologia fa questo, appena esce un nuovo gingillo pubblica tutte le foto possibili immaginabili, anche si tratta solo di rumor (e quindi di prodotti che, probabilmente, non vedranno mai la luce) o di simulazioni grafiche.
    Adesso vanno di moda i televisori arcuati, per coinvolgere lo spettatore, con risoluzione 4K per abbattere gli standard precedentemente raggiunti. Ma noi siamo coinvolti, ci interessa davvero l’ennesimo televisore panoramico che ci costringe a chiedere una stanza in prestito al vicino per poterlo collocare in salotto? Mah!
  • Banalità & Co: C’è un gattino che spuzzetta, un pulcino che gira in tondo, Bugs Bunny che saltella circondato da strass rosa con scritte grossolane e grammaticalmente sbagliate? Condividi, inoltra, spamma… Sono gli amanti della banalità: appena trovano qualcosa che faccia saltellare, non importa quanto brutto, tamarro o scontato sia, lo condividono. Perché per premere il tasto condividi, effettivamente, basta un attimo. Ma quell’obbrobrio, fino alla prossima notizia sulle coliche di Miley Cirus, rimane ben visibile per molto più tempo e si stampa sulla tua bacheca come un segno indelebile. Occhio!
  • Gli “invisibili”: Loro non condividono, non mandano foto, non ti scrivono messaggi (nè pubblici nè privati). Loro giocano. A tutto, letteralmente: appena esce un nuovo gioco (dalle caramelle gommose all’ennesima copia di Warhammer o Sim City) loro giocano, ti mandano il link, ti chiedono gettoni/soldi/scudi/spade/sesterzi/daghe/pietre… Sembrano silenti ma non lo sono, usano Facebook come una sala giochi: e, come quando eravamo ragazzini, si chiudono dentro al loro videogioco tagliando fuori il mondo esterno. In altri stati ci sono già stati numerosi casi di dipendenza, occhio ragazzi.
  • Modaioli: Appena esce un nuovo trend su Facebook loro lo devono condividere: i selfie, Instagram, Pinterest, le vignette stile Daria [un cartoon di MTV risalente al paleozoico], il cibo, le foto di piedi, mani e unghie… Seguono la moda e bombano la bacheca di foto poco interessanti e tristi, ma l’importante è salire sul carrozzone del vincitore. E poi tanto domani chi se lo ricorda più, si cambia.
  • Romeo+Giulietta+ilmondointero: Lui ama lei e, finalmente, dopo cime tempestose e ardue imprese, si dichiara. Si mettono insieme, alleluja, siamo tutti commossi. Lei però, più del suo ragazzo, a quanto pare ama il suo smartphone e in particolare Facebook: raffiche di foto con cornici a cuoricini, foto dei vari regali per anniversari, cresime e comunioni, le foto fatte alla mattina appena svegli (che dovrebbero riportare l’avvertenza: contenuto non adatto prima delle 10 di mattina, ora in cui uno è cosciente delle proprie azioni), le mani incrociate, le unghie appena dipinte, cippalippa e mollipucci… Una volta incidevano e scorticavano gli alberi con le iniziali; ora incidono e scorticano le nostre “sfere” con banalità, foto ripetitive e quant’altro.
    E poi, se la grande storia d’amore finisce, ci becchiamo (se siamo fortunati) almeno 2 mesi di recriminazioni, ripicche e sfoghi su Facebook. Pietà!
  • Tribuna Politica: al confronto Mentana, Vespa, Travaglio e compagnia bella sono dilettanti. Il nostro utente lancia feroci e sagaci critiche al sistema, mostrando i punti deboli ed evidenziando dove gli altri sbagliano, con piglio quasi giornalistico e con dovizia di particolari. È lodevole, la situazione in Italia non è certo tra le migliori. Ma tutto il giorno, tutti i giorni, ad ogni ora? Prenditi una pausa: anche i crociati bevevano caffè!
  • I precisi: sono andato da Starbucks, lo posto… fatto! Sono andato dal parrucchiere, lo posto… fatto! Sono persone che condividono ogni instante della propria vita su Facebook, soprattutto gli spostamenti: se potessero pubblicherebbero anche lo scontrino/fattura del negozio per renderci partecipi di questi incommensurabili momenti di gaudio e tripudio, sempre con i servizi di localizzazione attivati. Così il GPS può confermare che siamo a Villafranca di Verona, a Napoli, a Trastevere… Oh che bello respiro… lo posto, fatto! Poi, solitamente, dopo qualche giorno, trovi la scritta: “Mi hanno rubato in casa!”. E per forza, mancava solo ai ladri che dicessi dov’erano le tue chiavi di casa… ah no aspetta, hai fatto anche quello. E poi si offendono se magari chiedi loro del loro nuovo fidanzato o amica: metti la tua vita in piazza minuto per minuto, è normale. Beh, sbagliando s’impara!
  • Gli eletti: fanno riferimenti, post e pubblicano immagini che capiscono loro e una ristrettissima cerchia di persone (di solito mai più di cinque). Sono messaggi speciali, criptati per cui noi, popolo plebeo, non abbiamo ancora ricevuto il decoder e la tesserina premium per poter vedere il reale significato. Ce ne faremo una ragione.

E voi? Chi avete incontrato, quali sono le vostre categorie, qual è l’incubo che dall’avvento di Facebook vi toglie il sonno? Condividete e commentate, buona giornata!

Marco

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