Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Curriculum e colloqui

CV e colloqui

Stiamo vivendo un momento difficile e molti di noi sono alla ricerca di un lavoro per vari motivi.
Ecco alcune dritte per evitare gli errori più grossolani e mirare dritti al punto, buona lettura!

Quick tip: per gli studenti universitari è disponibile un servizio professionale GRATUITO chiamato ER.GO: gestisce career day con le aziende, revisiona curricula e organizza corsi su come redigere un curriculum o sostenere un colloquio, mostrandovi tutte le tecniche di ricerca attiva del lavoro. Per maggiori informazioni potete cliccare qui.

La lettera di presentazione

È il primo approccio con l’azienda, è un modo per salutare e spiegare il motivo della nostra candidatura: se siamo volontari spiegheremo il motivo per cui abbiamo scelto tale azienda, se abbiamo risposto ad un annuncio evidenzieremo la nostra corrispondenza con il ruolo indicato.
Non dev’essere una copia in breve del vostro CV ma deve riportare le motivazioni e la spinta verso il nuovo lavoro, dev’essere un biglietto da visita capace di rubare l’attenzione del vostro futuro datore di lavoro. Evitate i copia-incolla possibilmente, cercate di personalizzarla sulla base dell’azienda (informatevi sul sito e/o con il materiale pubblicitario reperibile).

L’importanza del CV

Il curriculum vitae, dopo la lettera di presentazione, è il contatto più importante con l’azienda: ci presentiamo, mostriamo le nostre abilità, comunichiamo un’idea del nostro ordine mentale interno.

Molti fanno riferimento al modello standard del CV europeo, è un ottimo punto di partenza.
In Italia non viene considerato essenziale (viene maggiormente apprezzato all’estero), ha uno schema abbastanza rigido ma serve a mettere ordine laddove regna la confusione e l’incertezza quindi ben venga.

Il CV dev’essere conciso, chiaro e schematico: in un colpo d’occhio devono risaltare le vostre ultime esperienze (sia lavorative che formative), il selezionatore non deve passare ore a scandagliare il documento alla ricerca delle informazioni fondamentali.

Le informazioni vanno ordinate per importanza: prima i dati anagrafici, a seguire esperienze formative o lavorative (mettete per prima la sezione più corpulenta ed aggiornata di recente), progetti universitari e/o lavori di gruppo, competenze informatiche/linguistiche, sezione varie (interessi, hobby, passioni…) e l’autorizzazione al trattamento dei dati personali ai sensi della legge 196/2003.

ATTENZIONE Non basta mettere il consenso, dovete firmarlo: da Mac fate la firma su un foglio bianco e fatela rilevare ad Anteprima, così potete utilizzarla per tutti i documenti PDF. Altrimenti scansionatela (sempre su fondo neutro) e aggiungetela come immagine alla fine del CV.

 Le esperienze vanno elencate in base alla data: quelle più recenti devono comparire per prime, altrimenti sembra che siate rimasti fermi per anni (mentre così dimostrate che vi siete attivati recentemente).

Foto sì o no?

A livello europeo (seguendo il modello statunitense) la foto andrebbe evitata: la tendenza è di selezionare le persone in base al loro merito, per cui la foto risulta una pericolosa distrazione. Tuttavia in Italia per lavori di rappresentanza (e non solo) dove viene richiesta una bella presenza risulta un componente essenziale. Alcuni trucchi per evitare di essere cestinati subito:

  • Avete la foto con la corona d’alloro in testa? Toglietela.
  • Foto sempre al centro o a destra, mai a sinistra (così evitate di essere “pinzati” al momento della stampa)
  • Niente occhi rossi, occhiaie, bottiglie in mano, corna, corone di fiori al collo, ecc….
  • Niente foto sbiancate dal flash, allontanate la macchina fotografica se serve
  • Niente nudi, corpi cosparsi d’olio abbronzante, foto in vacanza o similari
  • Niente pose ammiccanti o sexy: non dovete provarci con l’esaminatore
  • Evitate se possibile scollature vistose o provocanti
  • Sfondo neutro, in modo da mettere in risalto la vostra persona.
    Uno sfondo affollato crea confusione e distoglie l’attenzione dal soggetto principale.
  • Scegliete una foto luminosa a media qualità, evitate immagini a bassa risoluzione (effetto pixel o “a quadrettoni”)
  • Non primissimi piani ma nemmeno campi lunghi: un primo piano standard è accettabile
  • Piercing, tatuaggi, capelli in Tecnicolor e/o rasta e quant’altro possono influire: se potete toglieteli

La foto è una questione molto intima e personale per cui questi sono consigli di massima: per un lavoro in ambito creativo valgono delle regole, per un impiegato in banca ne valgono delle altre. In ogni caso mantenere un approccio professionale e chiaro è una linea guida ottimale, mostra al vostro interlocutore la cura dei dettagli e la vostra voglia di emergere. Sobrietà e stile pagano sempre, generalmente.

Tornando al curriculum vanno citate le esperienze significative, cercando di fare una cernita: lavori poco attinenti al proprio indirizzo andrebbero evitati, per evitare una svalutazione generale del vostro percorso. Lavori con valenze sociali, invece, vanno elencati in quanto dimostrano competenze traversali (soprattutto a livello umano). A livello di curriculum la regolarità lavorativa (assunti in nero o con un contratto) non è essenziale: se siete stati assunti in modi poco leciti evitate di specificare, a nessuno fa piacere essere diffamato pubblicamente sui CV altrui.

Il colloquio

Una volta passata la fase di selezione iniziale arriva il momento di fissare un colloquio. Ecco l’iter standard:

  1. Venite contattati dall’azienda o dall’agenzia di selezione e ricerca del personale
  2. Vi verrà chiesta una disponibilità all’interno di una serie di date
  3. Una volta fissato l’appuntamento vi scambiate i contatti in caso di problemi

Quando fissate un colloquio controllate SEMPRE la vostra disponibilità sull’agenda (se non ne avete una è il caso di acquistarla), onde evitare gaffe e telefonate poco piacevoli per annullare e disdire. Oltre ad essere poco professionale dimostra incapacità di pianificare e gestire i propri impegni personali, evitiamo partenze sbagliate.

Chiedete l’indirizzo direttamente all’interlocutore, così evitate ricerche extra su Internet: di solito mandano una mail di conferma con tutti i riferimenti necessari. Alcune agenzie di selezione vi daranno delle dritte che sarebbe opportuno scrivere e appuntarsi per il giorno del colloquio, vediamole insieme.

  • Dress code: nelle aziende di medie dimensioni è richiesto un certo abbigliamento il giorno del colloquio.
    Niente infradito, ciabatte, camicie hawaiane, catene d’oro o crocifissi vistosi, orologi e/o occhiali da sole appariscenti, piercing o tatuaggi (se possibile, i tatuaggi sarebbe meglio averli in posti che possono essere facilmente coperti); camicia e jeans eleganti vanno bene, non dobbiamo sembrare dei pinguini incravattati.
    Dove è espressamente richiesta la giacca e la cravatta è meglio procurarsele, altrimenti va a gusti personali.
  • Orario d’arrivo: se il colloquio è alle 10 è inutile arrivare alle 6.40 del giorno prima, non rendiamoci ridicoli.
    Mezz’ora prima va bene, consideriamo sempre il traffico e le sue attenuanti.
  • Ricambi utili: La vita è ricca d’imprevisti. In auto sarebbe consigliabile avere una bottiglietta d’acqua, vestito di ricambio (o almeno una camicia), caricabatterie da auto per il telefono, navigatore satellitare, dettagli del posto e dell’azienda trascritti da qualche parte (magari nell’agenda che avete acquistato prima).

I colloqui di lavoro sono molto variegati: si va dalla semplice chiacchierata alle prove in sessione che portano via anche una mattinata intera.

Le prove in sessione ricordano Giochi senza frontiere: problemi di varia natura da risolvere in gruppo.
C’è il caso dell’isola deserta dove bisogna ordinare una serie di oggetti di vitale importanza, la discussione di gruppo, il caso aziendale, lettura veloce di un testo e traduzione, prove logico/matematiche… La casistica è molto varia.

Per le prove a batteria il concetto che vale è emergere come team leader: di solito vengono svolti da selezionatori professionisti, per cui è essenziale dare una buona impressione e convergere le opinioni altrui con la propria.

Nei colloqui individuali siete vis-a-vis con il selezionatore, il responsabile delle risorse umane, il direttore o dirigente: in ogni caso non potete permettervi falle. Sono situazioni ad alto tasso stressante: ecco alcuni comportamenti tipici da evitare.

  • NON parlare mai di soldi per primi, dimostra che siete venali e un tantino mercenari.
    Quando vi verrà chiesta la vostra futura retribuzione rimanete sul vago, date dei range (es. vorrei guadagnare 800-1.200 euro)
  • Al momento della parte economica fate una richiesta in linea con il mercato: sparare troppo alto vuol dire non essere informati, chiedere troppo poco vuol dire svalutare e deprezzare il vostro lavoro. Per informarvi ci sono siti che offrono delle tabelle di riferimento in base ai vari settori.
    Documentatevi anche sui minimi salariali dei vari contratti (stage, apprendistato…), in modo da evitare gaffe.
  • Politica, sesso e religione, opinioni non espressamente richieste…. evitate assolutamente.
  • Evitare le critiche: se vedete qualcosa di migliorabile potete menzionarlo ma inseritelo in un contesto generale, non fatelo sembrare un attacco personale.
  • Donne: la vostra borsa è fondamentale e non ve la ruba nessuno, non c’è bisogno che vi nascondiate dietro ad essa usandola come scudo verso il vostro interlocutore. Nessuno vuole rubarvela, appoggiatela pure, non stanno per rapinarvi.
  • Una volta entrati toglietevi la giacca: fare la sauna e inondare l’ufficio con il vostro sudore sarebbe da evitare.
  • Evitare vestiti troppo appariscenti o provocanti, si rischia di veicolare il messaggio sbagliato.
  • Non giocare con i capelli, mangiarsi le unghie, tamburellare con le dita sul tavolo… evitate movimenti ripetitivi.
  • Evitate di iniziare le frasi con cioè, preparatevi le risposte più comuni da casa se possibile (almeno un canovaccio).
  • Le mani hanno un ruolo cruciale e di solito è difficile trovar loro un’occupazione: se non sapete cosa fare tenetele impegnate con una penna. Assolutamente vietato tenere le mani in tasca o incrociare le braccia, non siete in sciopero.
  • Evitate assolutamente il TU (non siete amici), usatelo solo se autorizzati.
    Se dovete usare il TU ricordate che state facendo una conversazione professionale, meglio evitare un’eccessiva confidenza.
  • Evitate l’ironia: risposte del tipo a me andrebbe bene guadagnare il suo stipendio, tra 10 anni mi vedrei al suo posto e così via potrebbero essere facilmente fraintese. Lo spirito cameratistico non è universalmente condiviso.
  • Valorizzate in positivo le difficoltà incontrate sul vostro percorso scolastico e professionale: se vi siete laureati un anno dopo perché stavate lavorando motivate la curiosità verso una nuova esperienza e così via. Non diffamate mai professori, colleghi o ex datori di lavoro, in quanto il pensiero automatico del selezionatore è: la mia azienda sarà la prossima. Buoni rapporti con tutti e un atteggiamento sereno aiutano molto in questo frangente.

Anche seguendo tutte queste regole troverete comunque delle porte chiuse, ma almeno saprete che avete fatto la vostra parte e non verrete cacciati per un comportamento ai limiti della decenza.

Alla prossima,

Marco

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