Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Lo sguardo

sguardo_ragazza

Dopo il successo esplosivo di Mamma mia! ecco il secondo capitolo. Buona lettura!

Ci rivediamo: dopo vari sms finalmente troviamo un pomeriggio per entrambi.

Il vedere il cellulare che vibra e lo schermo esterno che si illumina mi emoziona, leggere il suo nome mi regala già un sorriso; preparo il regalino che le ho preso dal mio viaggio toscano, mi metto le prime scarpe che trovo (abdico per le classiche Converse rosse, sono ancora fradicie dalla gita senese: vada per le Bikkembergs lucide del matrimonio), portafoglio, chiavi della macchina e di casa: via per il nostro solito bar.

Che poi tanto bar non è, si avvicina di più al pub: si trova davanti ad un parco molto bello di recente costruzione, una struttura epica che sembra quasi sproporzionata per le dimensioni della cittadina che lo ospita.

Arrivo, mi fermo, spengo il motore e l’autoradio e leggo che ha un po’ di ritardo, arriverà tra mezz’ora: pazienza, citando Fabio Volo “è una vita che ti aspetto” (ps: sto leggendo l’ultima fatica letteraria del girovago di Mtv Un giorno in più: scrittura molto fluida, ve lo consiglio) .

Mentre l’aspetto rivedo quel venerdì sera prima della mia partenza: ci siamo baciati, coccolati, cercati, desiderati, quasi ritrovati.

Io la baciavo teneramente sul collo e sulle guance, lei bramava la mia bocca e ci colpivamo dolcemente: potevo sentire la fragranza profumata di miele che usciva dai suoi capelli, avevo voglia di veder il suo sorriso, cercavo i suoi occhioni in cui specchiarmi, le nostre mani si incrociavano e passavano dietro alle nostre teste, sui nostri corpi scamiciati e accaldati dall’arsura e dall’umidità padana.

La magia del sussurrarsi all’orecchio il proprio amore, la potenza dei nostri abbracci, i nostri baci rubati, nascosti, impazziti dall’estasi che l’altra persona generava, creando un’energia e una simbiosi unica, il vortice che mi rapiva e toglieva il fiato, il suo abbandonarsi tra le mie braccia: se quando ero in Toscana i primi giorni mi sembrava di sclerare senza lei un motivo forse c’era.

La vedo arrivare proprio dal parco, racchiusa in una felpona leggera (quella imbottita è rimasta nelle mani della sorella maggiore) e tuta: l’abbraccio, bacetto sulla guancia e poi andiamo a bere qualcosa al pub.

Le consegno dolcemente tra le sue mani il mio pensiero: si vergogna, mi dice “aprilo tu” e io, con le mie braccia che le accarezzavano il collo, svelo la sorpresa: un pupazzetto di Pucca versione house, con tanto di occhialini neri a specchio. Il bacio scatta spontaneo, lo adora.

Lei è uno scrigno nascosto: forzarlo ha solo effetti controproducenti. Come il bravo pescatore bisogna saper aspettare il momento giusto: inizia a parlarti un po’ della sua vita, di cosa le è successo, delle persone che ha incontrato e tu, rapito, l’ascolti in silenzio per poterla capir meglio: per osservare ed imparare nuove cose su di lei, per poterla meglio aiutare e comprendere quando decide di renderti partecipe della sua vita.

Mi piace farmi da parte e sentire la sua voce, le sue idee, emozioni e incazzature, rabbia autentica che poi, magari, un attimo dopo sfocia nello scherzo.

Abbiamo riso, scherzato, ci siamo confrontati e coccolati a vicenda: questa nuova conoscenza mi sta facendo bene, mi dona una maggior serenità e tranquillità aiutandomi ad accantonare un po’ della mia ansia e dell’impulsività tipica degli Arieti.

Ci siamo salutati con un abbraccio forte ed intenso: la vedevo un po’ tesa, può capitare di esser preoccupati per qualcosa o qualcuno, se ha bisogno sa che io sono lì, di fianco a lei.

Un bacio piccola e al nostro prossimo incontro.

Marco

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Commenti su: "Lo sguardo" (4)

  1. Direi che sei un fiume in piena! Intendo dire: “E chi ti ferma più?”

    cobain86–>Grazie mille, i vostri commenti sono la parte viva del blog per cui scrivete, scrivete e ancora scrivete 😉

    Marco

  2. Mi sfugge il collegamento tra questo post e quello pubblicato da Cordef oggi… a tal proposito ti ho scritto un messaggio privato su msn! (assolutamente senza cattiveria)!

    cobain86–>Ciao,
    lo sai che la mia mail principale è Gmail (vedi Contatti), perchè mi costringi ad andare su Msn? 😉
    Cordef mette passione in quello che fa (così pare) ma io parlavo della Gelmini. Bastava legger meglio il commento, io intendevo un discorso generale.
    Se sono andato Ot mi scuso, mea culpa.

    Come già detto su Cordef mi sono ricollegato al discorso che nella scuola serve passione e non tanto grembiuli o menate varie.

    Se l’insegnante è preparato e riesce a trasmettere la sua passione agli studenti, oltre che al rispetto, avrà molti meno problemi comportamentali.

    Ma ne parlerò domani in un articolo chiamato “Domani niente scuola”, in omaggio al libro di Andrea Bajani. Vi aspetto 😉
    Marco

  3. In risposta a ciò che mi rispondi nel commento precedente, io sono d’accordissimo sulla tua idea di passione nella scuola e su ciò che dici nel commento, ma il tuo post non parla di scuola, parla di un tuo fatto personale… è questo il problema, puoi linkare nel blog degli altri post riguardanti argomenti affini ma i post personali non potranno mai essere in topic… capisci questo? quando qualcuno clicca il tuo link pensa di leggere qualcosa sulla scuola e invece trova un articolo di un fatto personale… devi essere onesto e linkarti solo se realmente hai un collegamento stretto con il topic!!! anche a me piace farmi pubblicità ma senza esagerare perchè poi risulta fastidioso! detto questo, io rispetto i tuoi post e il modo in cui scrivi, quindi non renderli antipatici agli altri…

    PS: spero che questa discussione non venga interpretata male, per me è uno scambio di idee in tutta amicizia!

    cobain86–>Hai perfettamente ragione Lary, era un collegamento ideologico che non è stato capito: capita a volte che la tua idea non sia vista da altre persone alla stessa maniera.

    Mi scuso per l’OT, diciamo che la passione mi ha accecato la vista 😉 mettiamola così, dai…

    Sei molto corretta e scrivi bene, mi fa piacere averti tra i commentatori (anzi commentatrici 😉 ) di questo blog. Grazie per il tuo interesse!
    Marco

  4. Grazie per i vari complimenti, il blog è uno strumento abbastanza “fetente” in senso ironico: fai una fatica assurda per scriverci e fare in modo di tenerlo un minimo vivo e spesso il numero di visite ti delude perchè è quasi aderente allo zero pensando alla fatica che fai… un commento (se intelligente) fa sempre piacere, ti tiene vivo e ti dà la forza di continuare a scrivere.. io apprezzo chi commento, ma ci sono delle regole tacite da seguire… a partire da queste regole qualsiasi commento è ben accetto!!

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