Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Diritto di festeggiare

Moet_Chandon_etichetta In quale punto della nostra vita perdiamo il diritto di festeggiare? E soprattutto da chi viene stabilito? Buona lettura!

Premessa

Il 24 marzo, evento che ormai avviene da 31 anni, è stato il mio compleanno. Per festeggiare con amici e colleghi ho deciso di regalarmi una bottiglia di Moët & Chandon Imperial Brut da 750 ml (prezzo supermercato 30 euro).
Avendo incontrato persone a me care che hanno puntato il dito dandomi dello scialacquatore, che certe bottiglie vanno tenute solo per grandi occasioni come battesimi, cresime, lauree, matrimoni e nascite mi sono chiesto:
ma da quando in qua ho perso il diritto di festeggiare il mio compleanno?

Analizziamo i fatti

Nel mio lavoro, con pregi e difetti, non penso di cavarmela male e le soddisfazioni che ho avuto recentemente dimostrano che è un pensiero condiviso.

Mi sono guadagnato due lauree (triennale e specialistica) impegnandomi e studiando al massimo delle mie possibilità, riesco a gestire i miei soldini e spesso le persone mi chiedono consulenze, per acquisti online e per l’efficienza che offro nel farli.

Quindi, anche se sono single e forse questa è la mia colpa maggiore, non penso di essere un dilapidatore di patrimoni o, genericamente, una cattiva persona.

Bevo molto moderatamente ma quando bevo, ecchecappero, mi piace farlo bene. Le bollicine francesi per me, senza nulla togliere al Prosecco Coop da 5 euro con la finta ceralacca stampata sul collo della bottiglia, sono le migliori e, quando posso, me le concedo. Violo qualche legge? Non penso proprio. L’ultima volta che ho controllato la vendita di alcolici era vietata ai minorenni e, considerando che lo champagne raggiunge i 12 gradi circa, penso a 31 anni di potermelo gustare. O no?

Se Thomas Jefferson e Napoleone Bonaparte potevano gustarsi questa delizia, visto il prezzo importante ma abbordabile, chi sono io per contraddirli? Inoltre, da una recente ricerca, ho scoperto che la società detiene anche il marchio Dom Pérignon, per cui direi che questi signori, di champagne, ne sanno qualcosa.

Riflessione

Dopo aver stabilito che una bottiglia di Moët & Chandon Imperial Brut da 750 ml costa sicuramente meno di una crisi di mezz’età con auto sportiva e meretrice seduta sul sedile del passeggero, torniamo alla domanda principe: quando perdiamo il diritto di festeggiare?

È giusto quindi festeggiare i 18 anni, i 20, i 30? Festeggiamo ogni 10 anni quindi? Oppure, ipotizzando, vale la pena festeggiare quando siamo felici, quando riceviamo soddisfazioni sul lavoro e quando abbiamo vicino amici pronti a sostenerci e ad abbracciarci qualora servisse?

Mi lancio in un’affermazione ardita: dovrei forse acquistare una bottiglia di Moët & Chandon Imperial Brut per il mio funerale? Quella è un’occasione importante e, sicuro come del mio nome, non mancherò certamente.
Avrò un bel vestito di Pignatelli o Armani, bianco e nero, i capelli spazzolati e la pelle ringiovanita da un’abile truccatrice. Però in quel caso le bollicine francesi, per ragioni più che evidenti, le berranno gli altri serbando, me lo auguro, un buon ricordo di me.

Le occasioni importanti della vita

Moet_Chandon_collo

Una volta nati, almeno nei Paesi civilizzati, la vita ci presenta una serie di ostacoli sempre più irti da superare: festeggiamo quindi le cerimonie religiose (tra cui battesimi e matrimoni), i traguardi personali come il diploma, la laurea o il dottorato per gli arditi che riescono ad aggiudicarsi questa vetta.

Ma una volta abbattuti tutti questi ostacoli cosa ci rimane? Abbiamo diritto di festeggiare SOLO con un’altra persona al nostro fianco? Quindi devo per forza sposarmi e, al limite, mettere al mondo due o tre pargoli per poter festeggiare un’occasione speciale? Mi sembra, passatemi il termine, un filino eccessivo.

Beninteso: ho partecipato ai matrimoni dei miei amici in prima fila reflex alla mano, mi sono impegnato per offrire regali adeguati e ispirati e sono il primo a giocare con i loro figli quando li vado a trovare.
Penso che i bambini, specialmente quelli degli altri, siano una forza speciale che spinga l’universo un passo avanti ad ogni nascita. Siamo fortunati ad averli.

Ma non lascerò che sia la società ad impormi, come giustamente evidenziava Carrie Bradshaw nell’episodio “Diritto alle scarpe” (6×09: per chi volesse recuperarlo parliamo della sesta stagione di Sex and the city, nono episodio),
i traguardi che devo o non devo festeggiare.

Devo sposarmi con me stesso al fine di poter festeggiare? Sarebbe un’idea, ma dopo una convivenza durata solo 31 anni mi sembra prematuro.

Quindi Madame et Monsieur, con il vostro regale permesso, mi delizio con un calice di bollicine francesi. Perché è il mio compleanno.

Prosit.

Marco

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