Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Lo stagista inaspettato - The InternNancy Meyers (What Women Want e L’amore non va in vacanza) propone una commedia sentimentale, con un finale al limite della fantascienza. Buona lettura!

Trama

Ben Whittaker (Robert De Niro) dopo aver lavorato per 40 anni negli elenchi telefonici (vendite e stampa) si ritrova vedovo, pensionato e con il figlio lontano da casa, sposato e padre. Si crea una routine con Starbucks e luoghi affini, salvo scoprire che la start-up About a Fit cerca stagisti senior: gira un video, si presenta e viene assegnato alla titolare dell’azienda Jules Ostin (Anne Hathaway), una donna sposata mamma di una bimba adorabile e leggermente nevrotica. Ben assolverà il suo compito in maniera egregia, diventando il consigliere e confessore dell’intera azienda; nel mentre intreccia una relazione con una massaggiatrice (senior anche lei), per un happy ending da manuale.

Il cast

Robert De Niro è un attore che seguo da molti anni (Il Padrino, Taxi driver, Toro scatenato, Cose nostre malavita… solo per citarne alcuni), Anne Hathaway l’ho vista in Il diavolo veste Prada, Havoc Fuori controllo e Alice in Wonderland.

Il mix di questi due attori risulta piacevole, soprattutto per il lato “leggero” di De Niro e per la sua capacità di esprimersi solo con la mimica, risultando comico in modo naturale e spontaneo. Anne Hathaway risulta divertente a tratti, l’alchimia tra i due attori è notevole. La storia, sinceramente, è talmente scontata da risultare in saldo.

Il film

Jules Ostin, donna di successo con qualche problema relazionale materno, trova in Ben un supporto paterno e un partner in affari, grazie ai suoi consigli e al suo stile old school, che fa presa su ragazzi abituati a vivere perennamente in maglietta e sneakers.

Ho avuto esperienza diretta di maglifici e Jules Ostin non si avvicina nemmeno lontanamente alla proprietaria di un’azienda legata alla moda. Meryl Streep in Il diavolo veste Prada era molto più credibile e, sinceramente, quando lei entrava si gelava l’aria, quel brivido che scende lungo la tua schiena e la inchioda alla sedia, dal terrore di sbagliare.
Jules saltella e gira in bicicletta per gli uffici come se fosse una scampagnata (se potesse si metterebbe a scodinzolare), si piazza al call center per rispondere ai clienti generando ritardi sistematici di un’ora su tutte le riunioni, vuole essere una specie di buona fatina (una sorta di Pollyanna uscita dal film dei Puffi, per rendere l’idea) per tutti con una fissazione maniaco-compulsiva per le persone che sbattono poco le palpebre. Non è proprio il genere di figura autorevole e autoritaria che ci si aspetta in un’azienda di moda, dove il minimo difetto diventa una crisi da terzo e quarto conflitto mondiale.

Il commento musicale è molto didascalico, non trasmette emozioni. Il film è una parata per i prodotti Apple, onnipresenti in qualsiasi inquadratura (iMac, Macbook e iPhone a pioggia), un tocco di stile ad una pellicola che sa di poco.

Pur avendo apprezzato What Women Want ho trovato questo film abbastanza anonimo, salvo per la parodia di Ocean’s Eleven, dove un team di stagisti deve recuperare un’e-mail inviata per sbaglio intrufolandosi nell’appartamento della madre di Jules. Il finale punta sul fantascientifico, mostrando reazioni e situazioni che nella vita reale non vedremo mai, nemmeno se dovessimo reincarnarci per cento vite.

Concludendo

Nancy Meyers vuole mostrarci una donna superman, in grado di fare tutto e il meglio di tutto, salvo poi evidenziare le problematiche derivanti da queste scelte. Tranne qualche trovata comica (alcune di bassa lega, più adatte ad American Pie magari) il film non spicca il volo, assume lo stesso colore delle pareti dell’azienda di Jules: grigio chiaro, tenue, senza particolari segni distintivi.

Non sono un grande fan delle commedie sentimentali ma ho apprezzato il livello di scrittura e i dialoghi di Pretty Woman, film che rivedo con piacere anche per personaggi come il direttore dell’hotel, Julia Roberts e Richard Gere o Ghost, con una Whoopi Goldberg da applausi.

Molto bella la parte di De Niro, molto poco credibile Anne come boss in carica, personaggi comprimari così e così. Andrà meglio la prossima volta.

Voto: 5/10.

Marco

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