Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

L’abito da cerimonia

laureaA tutti, prima o poi, capita di doverne acquistare uno. Nel caso più benevolo per la laurea o per il matrimonio di un amico, nel caso più triste funerali e via dicendo.

Facendomi un giro nel negozio di un amico mi sono reso conto che, più che mai, l’abito comunica la persona che sei. Se a 23 anni lasci fare tutto a tua madre e non proferisci verbo sull’abito, caro mio, credo che sia il caso di preoccuparsi. Ma non per tua madre, che ti infiocchetterà come un confetto da cresima. Bisogna pensare a te che, dopo 3 anni di Scienze della Comunicazione, non hai ancora sviluppato quel minimo di gusto e senso estetico.

A primo impatto la giacca blu scuro gessata con righine viola chiaro mi davano una tristezza infinita: la persona che la indossa è banale e ha una vita monotona (a righe, appunto). Non parliamo delle camicie bianche rigate in varie maniere: sembra quasi di esser dei camerieri di Mc Donald’s (specialmente bianche con righe rosse).

Una scelta coraggiosa e di stile poteva essere abbinare una camicia scura gessata (che si abbinava molto bene con la giacca, ma alla fine ho preferito il bianco per staccare di netto).

Come stile di riferimento ho scelto quello delle Iene: elegantissimo ma moderno, veloce, sprezzante, immediato. Niente di troppo statico e classico ma comunque con quel tocco di stile che si capisce chi sei e cosa stai facendo lì.

All’ultima cerimonia di laurea ho visto uno in scarpe da ginnastica e una con le calze fuxia, ditemi voi come si può rimaner seri davanti a della roba del genere…

Per le scarpe non devo fare ulteriori investimenti: le Prada America’s Cup acquistate tempo fa (e che porto quotidianamente: la scarpa va sfruttata, non mostrata di tanto in tanto come una collezione d’argenteria) sono adattissime all’utilizzo, sportive ma eleganti. Unica cosa le dovrò far pulire e lucidare (ma con la pelle si sa che funziona così, no problem).

Alla fine ho scelto giacca e pantaloni neri con un taglio decisamente moderno (in modo che alla cerimonia si capisca chi è il padre e chi è il figlio 😉 ), camicia bianca con tessuto a cellette (quasi come se fosse un alveare, una lavorazione stranissima) e cravatta nera con striature bianche sul fondo.

So che detta così risulta una descrizione un po’ vaga ma prometto di uploadare foto dell’evento. Ormai non manca più nulla, solo la laurea 😉 .

Per fortuna che il 30 aprile si avvicina…

Marco

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