Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Alleluja!

Ti stramoDopo un’inspiegabile assenza nel noleggio che solitamente frequento, finalmente sono riuscito a reperire su dvd Ti stramo, il film parodia diretto ed interpretato da Pino Insegno.

Dopo un sabato sera con molti amici ma concluso prima del previsto e una domenica pomeriggio passata a vedere I mostri oggi (bello ma non entusiasmante, a tratti sottotono), due sane risate mi servivano proprio. Buona lettura!

Pino Insegno, co-regista ed attore, interpreta il padre di Stramarcio, ovvero Extramarcio. Vediamo la classica ragazza secchiona e bruttarella diventare una fata (le due versioni, grazie ad un sapiente trucco, vengono sempre impersonate da Carlotta Tesconi), grazie al tocco di due sapienti make-up artist che sembrano usciti da un porno sadomaso anni ’80 😉 .

La fata ora punta in alto: oltre a tentare di ottenere un 9 in italiano (dove c’è una prof che è terrorizzata dalle  domande della sua stessa alunna, una bellissima Notte prima degli esami al contrario) deve confrontarsi con un’amica logorroica che si fidanzerà con il migliore amico di Stramarcio e altri due amici: il primo si ammazza di canne da mattina sera, romanticamente schierato a sinistra ma non tossico con gli occhi stralunati e le braccia bucate; il secondo molto timido, combattuto tra la fata e la logorroica, si scoprirà felicemente gay.

Stram è un bullo di periferia che vive per la moto e ha successo per le ragazze: il comico nasce dal momento in cui lui non si rende conto di esser ciò, vivendo con un’ingenuità disarmante e prendendo botte prima dalla fata e poi da Tin, rivale in amore della dolce fata trasformata.

Le trovate comiche della Premiata Ditta colpiscono lo spettatorea ripetizione, grazie ad una sapiente scrittura effettuata da Francesca Draghetti (altro membro della Ditta assieme ad Insegno) che demolisce a suon di risate i vari film (ritroviamo i 100 colpi di spazzola di Melissa P., le flessioni sui gradini, le corse clandestine effettuate su carrelli della spesa, Tre metri sopra il cielo, Ho voglia di te, il già citato Notte prima degli esami, Scusa ma ti chiamo amore, Manuale d’amore e Come tu mi vuoi), senza però mai mancare di rispetto: un omaggio scanzonato che però non demonizza il genere.

Veramente imperdibile, un’ora e mezza di dialoghi al limite del delirante con due ragazze innamorate che riempiono  Stramarcio di cazzotti, costringendolo ad una maturazione: da vedere.

Marco

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