Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

 

social-networking

Leggendo i temi della maturità sono rimasto sorpreso dall’alternativa Social Network (rispetto a Svevo e alla caduta del muro di Berlino era decisamente il meno probabile tra le varie statistiche uscite sui siti specialistici).
Vediamo insieme cosa si poteva scrivere (sempre con quel minimo di fendente, ovvio; altrimenti che gusto c’è?). Buona lettura!

Svolgimento
Caro diario si leggeva nelle confessioni segrete degli adolescenti in calore con la verve della scrittura fino ad un decennio fa. Segrete reliquie custodite con un lucchettino nel comodino tra i numeri di Playboy e una versione antidiluviana della Sacra Bibbia.

Oggi si scrive La Gio mi ha detto che il suo raga si scopa la Molly, quella gran cagna figlia di pu. La cosa più buffa è che si lancia questo messaggio nell’etere di Internet, in pochi secondi, su nuovi siti chiamati social network.

Il social network è la nuova droga quotidiana di migliaia di adolescenti: dal ragazzo più popolare della scuola che racconta l’aumento dei suoi muscoli, passando per la cheerleader che racconta come rubare i rossetti costosi dalle amiche, concludendo con i discotecari incalliti che pubblicano migliaia di foto scadenti fatte con un cellulare nel buio più totale.

Tutti accomunati dal bisogno di lasciar epiche righe su Badoo, Netlog e Facebook per far sapere i cazzi propri a chicchessia. Mi rendo conto che il gergo triviale non è consentito in sede d’esame ma questa è la pura e cruda verità.

Il lucchetto ora si attacca su Ponte Milvio a Roma con scritte che promettono amori indelebili, che non finiranno mai, che riscriveranno la storia: Renzo e Lucia al confronto erano due scolaretti indifesi davanti allo strabordare di catene e catenacci che affollano il ben noto ponte sopra citato.

Il linguaggio giovanile, se rasenta il triviale e multiple abbreviazioni, non è frutto di droghe leggere o di stupefacenti di nuova concezione: è l’evoluzione naturale della lingua dettata dai 160 caratteri di un sms, dalle poche righe su Fb, dalla smania incontenibile di comunicare con cani e porci a tutti i costi.

E così, sotto gli occhi annichiliti ed increduli dei genitori, la grammatica incontra lo sciacquone del bagno e viene riscritta per varie esigenze: mancanza di soldi, spazi ristretti, un bisogno sincopato ed intrinseco di urlare al mondo e far sentire la nostra presenza (anche, e forse per paura, se non gliene frega niente a nessuno).

L’accelerazione dei tempi moderni aumenta i nostri ritmi a velocità forsennate ed incessanti: normale quindi che per scrivere ci sia sempre meno tempo (con il risultato che i temi si riempiono di schifezze), la comunicazione dev’essere sempre più istantanea, veloce, immediata, contemporanea.

Ma lo strabordare di social network (compreso il neonato inglese Twitter, forse futuro erede del ben noto Fb) denota un forte segnale, un urlo sordo e soffocato che sta guadagnando l’attenzione dei media: è aumentata la solitudine ed il disagio psicologico degli adolescenti.

La curiosa combinazione inversa è l’aumentare delle comunicazione indirette a fronte di quelle dirette: grazie al filtro informatico si prende coraggio e si adda la più carina della classe (o addirittura della scuola), che ha 500 amici (di cui non ne conosce nemmeno un terzo) ma poi si vede con un trentenne benestante che le fa i regali costosi e la scarrozza su un Mercedes.

Questa spirale che ingloba tutto e tutti, triturando le mode e velocizzando le abitudini, sincopando tempi e luoghi della vita giovanile, porta ad interessanti interrogativi: ma il social network aiuta davvero la comunicazione? O è solo una comoda vetrina per farsi i fatti altrui e/o un vezzo che esaspera il protagonismo e la voglia d’apparire?

Come tutte le cose va assunto a dosi moderate e ridimensionato per quello è: un sito internet che offre incontri e apre le porte a nuovi contatti.
Premettendo che gli incontri al buio sono veri e propri boomerang, grazie all’esperienza under 20 maturata sui vari siti per cuori solitari, sostengo che sia un modo tremendo per conoscere le persone.

Volendo riconoscere un’utilità sociale Fb mi aiuta a scremare i contatti interessanti, potenzialmente interessanti e quelli banali/noiosi.

Del mondo delle chat line, incontri per lupi solitari e compagnia bella invito sempre a dubitare: la vera persona ha un odore, una storia, una personalità, un modo di vestire e comportarsi, una voce, una gestualità. E tutto ciò non può esser appiattito attraverso poche righe scritte facendo copia-incolla dal profilo dell’amica.

Io punto al massimo rendimento con il minimo sforzo: la mia ragazza deve abitare a massimo mezz’ora da casa mia, voglio una storia fattibile, possibile, realizzabile. Niente amori a distanza, incontri fugaci nelle stazioni e orari che martellano e scandiscono il ritmo della mia vita affettiva.

Io voglio vivere la mia vita oltre il social network, nel mondo reale, dove ci sono rischi ma anche sorprese meravigliose che aspettano di essere scoperte ed ammirate.

Voglio provare emozioni che mi ricordino che sono vivo e non un semplice avatar sulla Rete. Voglio vivere ogni giorno stillando la vita delle persone che mi circondano e avere ricordi che mi possano guidare verso ciò che sarò.

Cosa ne dice prof? E’ sufficiente oppure vuole che ritorni l’anno prossimo? 😉

Marco

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