Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Pixels

Pixels

Il 25 luglio serata di avamprima (un nuovo modo per far cassa): in sole 300 sale sbarca Pixels, l’ultima fatica del regista per famiglie Chris Columbus (ricordate Mamma ho perso l’aereo?) e del bravo ragazzo americano Adam Sandler. Revival anni ’80 o tamarrata? Buona lettura!

La trama

Nel 1982 la NASA invia nello spazio una sonda spaziale contenente immagini e video di alcuni arcade classici (Pac-Man, Frogger, Donkey Kong…). Gli alieni percepiscono questo materiale come un attacco e inviano forme replicate (giganti, ovviamente) dei classici videogames anni ’80, scatenando il panico. Solo Adam Sandler e altri tre smanettoni riescono a salvare il pianeta, procreare (seppur in modo assurdo) e a portare a casa la partita.

Il clima attuale

Questo film, oltre ad essere liberamente ispirato all’omonimo cortometraggio francese del 2010 di Patrick Jean, sfrutta e cavalca l’onda del successo della rivincita dei nerd. Telefilm come The Big Bang Theory, Leverage e similari ci insegnano che nerd è bello e ora conta più il cervello dei muscoli, essere intelligenti è sexy e attraente. Persone afflitte dai brufoli, occhiali spessi, confinate a mondi fantastici quali Star Wars, Star Trek, Signore degli anelli, Harry Potter e via citando sono in un periodo magico di ribalta, dove finalmente possono esprimere il loro potenziale creativo e la loro reale passione.
Io stesso ho assistito alla fiera del fumetto a Modena e ho visto, oltre ai nerd classici, tante belle ragazze travestite da fumetti.

È un fenomeno in crescendo che scalpita e trova terreno fertile, perché nel loro mondo fatto di supereroi, comic-on, edizioni limitate e astronavi ci sono persone sole, con pochi amici, che si sono create un mondo immaginario in cui la realtà fosse più accettabile e in cui si sentissero capiti e apprezzati per quello che erano.
E io li capisco, perché a volte ho provato quelle sensazioni ed è bello vedere che altri condividono la tua passione, il tuo ideale, un sogno comune.

Il film

Nonostante l’intento dichiaratamente tamarro della pellicola amo i pixels e il retrogaming, i giochi vintage hanno un fascino irresistibile. Commosso davanti alla storia di Ralph Spaccatutto non potevo esimermi quindi dalla ghiotta occasione dell’avamprima, una sorta di anteprima nazionale.

Il film è una commedia brillante, con gag di vario genere e una buona realizzazione grafica: Adam Sandler, campione del coin-op negli anni ’80, oggi si ritrova ad installare impianti multimediali porta a porta (TV, Playstation 4, Xbox One…). Conosce una bella ragazza (che casulamente è un agente governativo) e viene scaraventato all’interno di questa storia, essendo il suo migliore amico il Presidente degli Stati Uniti.

Questo dream-team composto da amanti del divano e popcorn guida i Navy Seals verso la difesa della Terra, con scarsi risultati; alchè decidono di scendere in campo in prima persona, sponsorizzando la Mini a spron battuto.

Emozioni, combattimenti all’ultimo pixels, uomini che si accoppiano con personaggi dei videogiochi (sottinteso, non si vede nulla tranquilli): Chris Columbus non si fa mancar nulla e farcisce la pellicola con tutto quello che trova in giro. Una bella commedia americana per tutta la famiglia, serena, rassicurante e con un happy ending che è talmente scontato da essere in saldo.

Al di là delle frasi fatte ero molto combattuto se scrivere un articolo o meno, ma poi mi son detto “e che cavolo, è pur sempre Pac Man!” e così ho deciso di dedicargli un giusto tributo. Divertente, senza infamia nè lode, una fuga nella fantasia che diventa reale e tenta di distruggerci mandando filmati d’epoca ridoppiati; panico e terrore si diffonderanno nelle vostre case gente!

Concludendo

Credo che l’insegnamento più importante del film, al di là del baraccone circense ricreato in 3D, sia che i sogni non devono essere accantonati e se hai le potenzialità per fare qualcosa devi provarci; solo così potrai sapere se vali qualcosa o no, in puro stile statunitense. Tutti, a prescindere da quanto possa essere umile il loro lavoro, possono dare una svolta alla loro vita e diventare eroi per un giorno.

Questo film, dopotutto, è un invito a sognare: i vostri figli lo adoreranno e voi adulti potrete, dietro a quei pixels giganti, ritornare agli anni ’80 quando entravate nelle sale giochi con poche lire e le cose erano più semplici, quando le persone si scambiavano degli sguardi al posto dei Like su Facebook.

Buona visione.

Voto: 7/10

Marco

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