Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Sceneggiamoci

Sceneggiamoci

21 settembre, giorno di riapertura dell’università.

Dopo un colossale rientro che ha portato sui banchi svariati milioni di studenti in Italia, ripercorro le strade e i corridoi che per 3 anni hanno reso la mia vita più divertente, appassionata, mai banale.

Ieri mi è arrivato il domandone da 100.000 dollari: come si fa una sceneggiatura? Proviamo a vedere insieme come scriverla senza grossi danni: forse non vincerete l’Oscar ma sicuramente passerete l’esame. Buona lettura!

La sceneggiatura andrebbe preceduta da un breve riassunto scritto, ovvero 2 o 3 pagine dove viene svolta l’idea del video a grandi linee, tratteggiando personaggi e situazioni in modo da rendere almeno una vaga impressione di cosa scriverete (e girerete) e perchè.

La videocamera, infatti, arriva alla fine del procedimento: prima di sfoderare la vostra nuova videocamera a disco fisso conviene pensare e ponderare a cosa riprendere e in che modo: ciò permetterà di sprecare meno tempo possibile e renderà agevole le riprese a tutti (la sceneggiatura dovrebbe essere idiot proof: anche il primo coglione che passa dal set dev’essere in grado di comprendere cosa si sta girando e a che punto siamo della storia).

La sceneggiatura, grosso modo, ripercorre la divisione presente in programmi di montaggio quali Adobe Premiere e Pinnacle: la parte sinistra del foglio è dedicata al video e quella all’audio (2 colonne), oppure si possono intervallare audio e video di seguito (anche se la divisione in colonne, anche ad impatto visivo, aiuta molto di più).

Prima di scrivere il vostro capolavoro mettete una legenda (ricordate che anche un primato con il pollice opponibile deve capirla): PPP per primissimo piano, CM per campo medio, FI per figura intera, PA per piano all’americana e così via…

Una volta esplicitate le vostre scorciatoie mentali siete già ad un buon punto: ora iniziate a descrivere minuziosamente le scene, fotogramma per fotogramma, inserendo sempre anche la parte audio (se notate nei film/telefilm raramente ci sono scene senza musica, anche se solo d’atmosfera: utilizzatela anche voi): il montatore (voi o un’altra persona del vostro gruppo) non deve porsi problemi quando eseguirà il montaggio del girato, dev’essere tutto chiaro già nella sceneggiatura.

Mentre scrivete dividete con colori diversi i vari ambiti: rosso per i movimenti degli attori e le riprese, verde per i dialoghi e via elencando. Aiuterà l’occhio a riconoscere subito le parti da modificare in fase di revisione.

Ebbene sì, esiste anche la fase di revisione: un conto è scrivere la sceneggiatura, un altro conto è girare tutto alla lettera come da copione. La vita ci pone davanti la sua imprevidibilità: quel giorno magari piove, il bar dove volevamo girare è occupato da una festa di laurea, il vento impedisce una corretta registrazione audio (nel senso che copre i dialoghi con il fruscio), gli attori hanno bisogno del tempo necessario per i cambi… insomma bisogna partire presto con le riprese in quanto si sa quando si inizia ma solo dopo 2 o3 giorni si potrà preventivare un’eventuale fine.

Le indicazioni qui riportate si riferiscono ad un cortometraggio di 20 minuti: ovviamente se il tempo del vostro clip si aggira sul minuto/minuti al massimo due giorni saranno più che sufficienti (1 giorno girato e il secondo montaggio).

Altro consiglio: i registi del passato scattavano delle polaroid ai propri attori in modo da poter ricordare i vestiti nelle varie scene ed evitare così, come spesso accade, che nella scena subito dopo l’attore sia vestito in modo totalmente diverso.
Oggi con una digitale da 50 euro il problema è presto risolto: una breve istantanea permetterà di etichettare subito il materiale di scena e i vestiti per riprendere le riprese anche in un momento successivo.

Sbagliare vestiti e/accessori di scena (il classico cellulare che compare in un film medievale/preistorico) può portare a dover rigirare la scena: la massima attenzione quindi comporta meno dispendio di tempo e ore di girato risparmiate.

Scegliete un carattere semplice e leggibile: evitate quindi i ghirigori gotici e le dimensioni estreme (caratteri lillipuziani o cartellonistica stradale). Un Arial dimensione 12 andrà più che bene, lo spazio è importante sul foglio e va sfruttato il più possibile. Meglio se sono presenti anche spazi bianchi (per eventuali note e correzioni).

A questo punto ormai Spielberg vi fa una pugnetta, avrete già steso quella decina di pagine per avere in mano una sceneggiatura decente: mentre le riprese sono in corso munite un collaboratore di accessori ultra tecnologici (basta un blocco di fogli e una Bic smangiucchiata in punta) che prenda nota di tutte le modifiche apportate alla sceneggiatura (detta anche bozza di lavoro).

Questo permetterà di apportare le modifiche finali più velocemente, in modo da consegnare il testo definitivo al montatore per il collage finale che darà vita alla vostra idea.

Buone riprese a tutti!

Marco

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