Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

blue_whale

Si chiama Blue Whale ed è un macabro fenomeno che ha colpito Russia, Gran Bretagna e Brasile. Capiamo insieme di cosa si tratta, buona lettura.

ATTENZIONE: se hai meno di 18 anni leggi per favore questo articolo con mamma e papà (o con una persona responsabile di tua fiducia).
I contenuti sono molto forti e non adatti a tutti.

L’antefatto

Il 22enne russo Philipp Budeikin, studente di psicologia, ha deciso come nel peggiore dei film horror di purificare la società, selezionando gli scarti biologici e le persone più facilmente manipolabili. Si sente un Dio, una persona che ha dato “importanza, calore e comprensione” ad anonimi adolescenti.

A dir la verità questo pazzo omicida ha dato la morte, attraverso il suo gioco, a 157 adolescenti e se questo fenomeno non viene fermato, il rischio è che tanti altri possano seguire questa triste strada.

Questo blog non è estraneo, tra argomenti goliardici, tecnologici e romantici, a tematiche quali il suicidio, la separazione e l’abbandono. Il mio scopo è puramente informativo e invito tutti i miei lettori a prendere le distanze da personaggi folli e criminali come Budeikin, che al momento risiede nelle prigioni di San Pietroburgo.

Il Blue Whale

Grazie al servizio delle Iene trasmesso il 15 maggio 2017 su Italia 1 ho scoperto questo fenomeno nato sul Facebook russo, Vk.

Il servizio delle Iene è molto intenso e pensare che qualcuno lucidamente decida di spegnersi è una cosa atroce da immaginare. Figurarsi da vedere in TV. Speriamo che in Italia, tranne il caso citato nel video, non ci siano altri emulatori. Vorrei ricordare che questo “gioco” è stato ideato da uno studente di psicologia che, in maniera pazza e dissoluta, voleva curare le persone più deboli eliminandole. Non ci sono parole.

Il Blue Whale si basa sul condizionamento psicologico portato agli estremi. Su una persona matura con una personalità formata hanno un minor richiamo, ma su adolescenti in piena tempesta ormonale, purtroppo, è come plasmare l’argilla fresca.

In una sorta di setta segreta “social” vengono adescati i giovanissimi (da 8 a 20 anni circa) e, tramite una serie di regole che includono gesti di autolesionismo, video horror e musica deprimente, si arriva all’ultima regola, la 50ma, che prevede di gettarsi dal palazzo più alto. Il tutto rigorosamente filmato da un amico che posterà il video sui social, testimoniando l’atto da “eroe” dell’amico/a tragicamente scomparsi.

Non riporto le regole per evitare emulazioni inutili, che servono solo a rafforzare l’ego di una mente malata.

Purtroppo questo gioco surreale ha colpito anche ragazzini pieni di vita, attivi nella scuola e nel teatro, che hanno deciso di spegnersi come fiammelle al vento, lasciando dietro di sé il dolore straziante delle famiglie e degli amici.

L’amore, il sogno e la speranza

Siamo stati tutti adolescenti e ognuno di noi, a sua volta, ha trovato ostacoli insormontabili da superare. L’abbandono di un amico, la sua morte, la fine di un amore, un anno perso a scuola, malattie debilitanti come il diabete giovanile… Nell’istituto che frequentavo in due anni abbiamo perso due ragazzi pieni di vita così, in un battito di ciglia.

Purtroppo chi era vicino a questi ragazzi, anche facendo tutto il possibile, non è riuscito ad evitare la tragedia. La speranza che ognuno di noi ha covato, in cuor suo, è che siano andati in un posto migliore dove non c’è dolore, sofferenza e che siano finalmente sereni. Ma la vita rimane la cosa più importante.

Non prendetelo come il solito rimprovero di un vecchio 31enne che vuole farvi la predica. Lo dico perché ho visto, negli anni, cose che non avrei mai creduto possibile a 16 anni, quando giravo in scooter e piangevo per le mie prime delusioni amorose. Un inguaribile ottimista? Forse. Però non arrendendomi mai ho scoperto cose bellissime come l’amore, la gioia e l’amicizia di chi mi stava accanto.

E, anche se queste emozioni si sono susseguite e alternate per persone diverse, mi hanno mostrato la potenza e il calore della vita quando si sprigiona in tutta la sua bellezza.
Sono rimasto a bocca aperta quando ho scoperto fin dove si può spingere una persona per te, cosa può fare per dimostrarti che tu sei importante per lei, che tiene a te.

E purtroppo, se come me non siete fotomodelli, magari nell’adolescenza non ottieni le tue soddisfazioni. Ma non è detto che la vita non ti riservi altre sorprese, forse più grandi e inaspettate di quanto tu credessi possibile.

Ascoltare buona musica (alle superiori eravamo in fissa con il rock e il punk anni 90), parlare con un amico, abbracciare una ragazza… sono cose che esulano dai social ma sono molto più degne di nota di 500 fotografie postate su Instagram e ritoccate ad hoc. Sono cose che fanno bene al cuore e allo spirito.

Le serate più belle con gli amici? Telefono spento, musica e via che si ride, si scherza, ci si confronta e, un poco alla volta, si cresce insieme.

Musica deprimente, film spazzatura di serie B e balenottere azzurre che vengono additate, senza il loro consenso peraltro (piccola nota ironica), come aspiranti suicide solo perché qualche esemplare rimane spiaggiato…
Quando sei adolescente, per fortuna, hai tutta la vita davanti e alternative molto migliori di queste tra cui, volendo, vedere delle balenottere azzurre sfrecciare nei mari.

E magari fotografarle, anziché inciderle o disegnarle ovunque capiti.

Concludendo

Vorrei concludere questo mesto articolo prendendo in prestito le parole di Bianconi, Baustelle. Sono le ultime strofe de La vita, una canzone del loro ultimo album “L’amore e la violenza“. Credo che in questo contesto, più che mai, siano adatte per lanciare un messaggio di speranza a tutti gli adolescenti. Un invito a lottare per il dono più prezioso che hanno: la vita.

Lo so, la vita è tragica

la vita è stupida

però è bellissima

essendo inutile

È solo immagine

un soprammobile

pensare che la vita non è niente aiuta a vivere

la vita è tragica

però è fantastica

essendo inutile

È solo immagine

è tutta estetica

io penso che la vita non è niente

Provo a vivere

Scegliete la vita ragazzi, mi raccomando. E realizzate i VOSTRI sogni, non quelli di un pazzo.
Oscar Wilde sarebbe d’accordo!

La vita è troppo breve per sprecarla a realizzare i sogni degli altri (Oscar Wilde)

Marco

 

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Commenti su: "La balena che “uccide”" (3)

  1. è importante che il tuo messaggio arrivi….

  2. Ciao!

    Penso che la Blue Whale fosse semplicemente una leggenda metropolitana (una creepypasta) che i media stessi hanno fatto scoprire al grande pubblico ora montandoci un caso ad hoc.
    Speriamo che gli adolescenti non si facciano trasportare troppo da questa “moda” e capiscano che nella vita c’è sempre speranza e che i momenti tristi passano.

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