Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Steve Wozniak, co-fondatore Apple

Steve Wozniak, co-fondatore Apple

È inevitabile, parlando di Apple, cadere nell’errore di considerare solo e unicamente la figura di Jobs: a molti libri, giornali e articoli è successo. Ma nella realtà dei fatti c’è stato un genio silenzioso che ha lanciato tutto, allontanandosi in seguito per provare nuove emozioni che la continua innovazione tecnologica non era più in grado di fornirgli. Buona lettura!

Il manager e il creativo
Jobs rimane innegabilmente un saggio e astuto imbonitore di folle, con una forte propensione commerciale che riuscirebbe a convincere gli eschimesi ad acquistare un frigorifero; ma nel lancio di una start up tecnologica come fu Apple all’epoca non basta solo il ciarlare ma servono anche le idee innovative. E visto che su questo blog l’innovazione viene citata spesso è legittimo dedicare un articolo alla vita di Wozniak, vera mente creativa della Apple.

Costruì un rudimentale computer per giocare a tris a 12 anni, in seguito riuscì a fare telefonate gratis con la Blue Box (perfezionata da lui, ovviamente) di Capitan Crunch.
La sua vera passione è sempre stata quella di ridurre: vero specialista nel ridurre i componenti necessari per eseguire quella operazione, propose idee all’epoca che strabiliavano e anticipavano la concorrenza di vari anni. Un vero outsider dal cuore d’oro amante degli scherzi, con l’unico desiderio di regalare un sorriso al prossimo.

La vita privata (in breve)
Sposato 3 volte, ha 3 figli suoi (nati dal secondo matrimonio) e altri 3 dalla terza moglie, eredità di relazioni precedenti. All’inizio del progetto Macintosh si sposa per la seconda volta e, mentre si diverte in aereo con la neo-moglie e una coppia amica, si schianta poco dopo il decollo riportando vari danni (tra cui slogatura della mascella e amnesie temporanee).
Questo gli fa riconsiderare le priorità della vita; quando rientra in Apple e si accorge che l’Apple II, computer all’epoca più venduto, viene ritenuto un progetto secondario per far spazio al Macintosh, decide di ritirarsi dalla società e di finanziare due concerti rock (spesa lorda stimata 10 milioni di dollari), con un grande successo emotivo ma con bassi introiti economici.

Decide di progettare un telecomando universale ma ormai ha perso la grinta dei primi anni, dove lavorava 18 ore al giorno, e finanzia una tournèe rock americana in Russia; con 500mila dollari riesce ad avere un buon ritorno e continua i suoi investimenti in iniziative a scopo benefico per la collettività (vedi l’insegnamento gratuito dell’informatica ai bambini).

Che gran burlone!
Nonostante le batoste della vita Wozniak ha sempre adorato fare scherzi, divertirsi e organizzare grandi feste: in una di queste conosce la sua terza moglie, con cui è attualmente legato.
In Apple erano celebri i suoi scherzi, tradizione perpetuata dagli anni della scuola (ha ripreso l’università a 32 anni laureandosi a 35), un simpatico bonaccione che ha sempre creduto che la risata altrui potesse essere il più bel regalo da donare alla comunità internazionale.

L’insegnamento del saggio Woz
La definizione di genio silenzioso gli si addice per via della sua naturale timidezza: la sua umiltà e la grande capacità innovativa che ha mostrato nei lavori da lui realizzati testimoniano la sua eccellenza, una specie di Wright dell’informatica che voleva battere i record da lui stesso dettati!
In seguito ha cambiato aree di interesse, insegnandoci che nella vita esistono cose ben più importanti dfel successo professionale; ha dimostrato, con la sua aria rassicurante e divertita, che lanciarsi in cose nuove è stimolante e rende una persona veramente completa, sia emotivamente che professionalmente.

Il lanciarsi nel baratro abbandonando le varie certezze per inseguire nuove avventure è la dimostrazione del suo pensare fuori dal comune, fuori dai soliti schemi che legano le persone a ruoli stereotipati per anni precludendo ogni possibilità di cambiamento.
Una persona coraggiosa e ottimista che ha rivoluzionanto il mondo dell’informatica così, in modo semplice e naturale come se la risposta fosse sempre stata lì, a portata di mano, sotto gli occhi di tutti; lui, guardando con gli occhi del cuore, ha intuito una soluzione per un problema esistente (miniaturizzare i computer per renderli economici e alla portata di tutti) e grazie all’ingegno vi ha posto rimedio.

Troppo spesso si fa un’enome pubblicità autocelebrativa delle doti imbonitrici di Jobs quando, in realtà, le basi dei nostri Mac odierni sono partiti dalla testolina sognatrice di Woz, che si ribellò agli standard di mercato per osare strade nuove e inesplorate (confermando che, pur riducendo budget e componenti, si poteva realizzare un ottimo prodotto).

Concludendo
La storia di Woz è il racconto di una persona che, grazie agli occhi del cuore, ha sempre cercato di essere un precursore nel campo informatico, un “rivoluzionario” che si annovera ai personaggi già citati su queste pagine; persone che, con semplicità, hanno cambiato il modo di vedere le cose diventando delle icone.
Grazie quindi Wozniak per tutto quello che hai fatto, per le tue ore spese a programmare assiduamente, per la passione che metti in tutto quello che fai e per le opere benefiche che finanzi: la vera innovazione è questa, la semplicità.

Per maggiori approfondimenti si consiglia la visione del documetario La mela di Wozniak, trasmesso su History Channel.

Marco

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