Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Ciao Carla

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Oggi voglio parlarvi di una persona speciale, rivoluzionaria, piena di vita che ha lottato fino alla fine. Una donna che mi ha trasmesso il valore profondo della vita, la spontaneità, la gioia di vivere e l’ospitalità; questo articolo è il mio tributo per te, Carla, che ora ci guardi da lassù dove c’è pace senza dolore e sofferenza, libera dalle inutili costrizioni della vita terrena. Buona lettura.

Come tutto è nato
I miei genitori si sono trasferiti nel ridente paesino dove abito e, dopo aver costruito la casa, sono stati affiancati da nuovi vicini generosi ed ospitali; il primo giorno erano già a prendere il caffè insieme. In seguito loro hanno avuto due figli e, a distanza di 10 anni, sono nato io, unendomi alla gaudente combriccola.
Carla è sempre stata presente in tutte le occasioni più importanti, dai compleanni alle feste religiose non ne ha mai persa una; era lì, discreta, ben vestita con suo marito e i figli che si univano (quando potevano) alla festa. Una vita di continui rapporti, dal semplice scambio di generi alimentari fino all’auto per andare in vacanza: un affetto incondizionato che non si poneva alcuna barriera, basato sulla fiducia e sulla stima reciproca.

Come tutto è cambiato
Negli anni Carla mi ha sempre spronato a dare il meglio di me stesso, a scrivere (adorava leggere tutto quello che scrivevo) e a fotografare, ad esprimere al massimo le mie potenzialità. Da lei ai figli abbiamo ricambiato l’onore: quando il figlio maggiore si è sposato siamo stati tutti invitati al matrimonio di persona, senza bisogno di formalità, nessuno escluso.
Quando poi è diventata nonna era radiosa di gioia, gli occhi le brillavano come lacrime di fata e viveva solo per la bambina, una storia d’amore dolcissima che il destino ha voluto spezzare con quello che nemmeno la medicina più avanzata riesce a combattere.

I momenti belli
Oltre al matrimonio d’estate organizzavamo le grigliate a casa sua, con carne senza conservanti di prima scelta e una salsina che rendeva ogni boccone più meraviglioso del primo. L’aiuto reciproco prevedeva che fossi il suo consulente informatico, stava imparando ad usare le mail e gli allegati per rimanere in contatto cone le amiche più lontane.
La sua gioia di vivere non l’abbandonava mai, era una forza positiva che combatteva contro tutto e tutti per fare le cose “giuste”, quelle che sai di dover fare senza bisogno di chiedere.
Rendeva le piccole cose speciali e i momenti quotidiani unici, grazie a quel tocco in più che metteva in tutto ciò che faceva, dalla cucina allo scrivere biglietti.
Grazie ai suoi negozi di riferimento sapeva dove trovare la cosa sfiziosa, inaspettata, originale e diversa alla quale tu magari non avresti pensato, semplicemente perché ne ignoravi l’esistenza.
Parlavamo di musica, dei figli quand’erano piccoli, delle mie fotografie che aveva incorniciato/spedito/stampato, dei miei genitori, di quello che le capitava; era meraviglioso trascorrere quei momenti, rendendomi conto che vorremmo sempre un momento in più per conoscere meglio le persone speciali (com’era lei).

Il saluto
Suo marito ha perso l’amore con cui ha condiviso oltre 30 anni di matrimonio, i figli il loro punto di riferimento, la piccola una nonna che l’adorava ma che non è riuscita a vederla crescere, emozionarsi, innamorarsi, dare il primo bacio, magari anche diplomarsi. Io ho perso una carissima amica che per me era più di una zia, di una cugina, una persona che mi aveva “adottato” incondizionatamente spalacandomi le porte di casa sua ed invitandomi sempre, per fare due chiacchiere con lei.

Ho scritto una lettera alla famiglia, mi sembrava il minimo: il biglietto, con le frasi scopiazzate dai grandi autori, mi sembrava una cosa squallida.
Ho preso la carta e, Parker alla mano, ho iniziato ad esprimere quello che sentivo dentro, ciò che mi faceva esplodere il cuore annebbiandomi la vista dalla tristezza.
Ripercorrendo gli anni trascorsi insieme ho scolpito i momenti più importanti, le emozioni più belle che ha regalato a tutti noi con la sua presenza.

Se è vero che la vita è ciò che ci succede mentre facciamo altre cose ti ringrazio per averle condivise con noi.

Chiudo questo articolo con la canzone di Malika Ayane (autore Nicola di Bari) “La prima cosa bella”, cover meravigliosa che sottolinea il film di Virzì omonimo (dove, non a caso, si parla di una mamma che riunisce i due figli per gli ultimi, preziosi attimi della sua vita). L’amore sprigionato da questo film e la profondità di questa voce credo che riescano ad esprimere quello che ho provato (umilmente) a descrivere in queste poche righe.

Ciao, Carla.

Marco

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