Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

PeanutsCharlie Brown e la famiglia dei Peanuts arriva al cinema in un film in 3D: top o flop? Scopriamolo insieme, buona lettura.

I Peanuts

I Peanuts (noccioline) sono bambini che affrontano problemi psicoanalitici nonostante la loro giovane età, riflettendo in maniera innocente ma matura le nostre ansie e paure. La star dello show, oltre a Charlie Brown, è il suo fidato cane Snoopy, un simpatico bracchetto che si cimenta in folli avventure e offre uno sguardo disincantato sul mondo circostante, ragionando con la logica canina ovviamente.

La trama

Snoopy è coinvolto nell’eterna lotta contro il Barone Rosso e cerca di conquistare Fifi, la sua amata. Charlie Brown si strugge d’amore per la Ragazzina dai Capelli Rossi e cerca in tutti modi di conquistarla.

Perché amiamo i Peanuts

I Peanuts, visti dall’esterno e conoscendoli superficialmente, possono passare per il classico film della domenica pomeriggio con marmocchi urlanti e madri assonnate. In realtà si possono amare a qualsiasi età, da 5 a 99 anni, perché parlano il linguaggio universale delle emozioni umane e sono intra-generazionali, come Il Piccolo Principe (in uscita il 1 gennaio 2016): lo guardano i bimbi ma le metafore sono rivolte agli adulti. Perfino Umberto Eco ha espresso la sua opinione su queste strisce, analizzandole in maniera molto profonda e precisa.

Il rischio che si corre nel trasformare un classico del fumetto mondiale in film è comprare i diritti, fare il film come viene (tanto la gente lo vedrà lo stesso basandosi sulla fama) e incassare a man bassa. La Blue Sky Studios (L’era glaciale, Rio) invece ha collaborato con la famiglia di Schulz, lasciando gestire il lavoro al figlio e al nipote di Schulz che hanno partecipato sia economicamente sia nella scrittura della sceneggiatura (e si vede).

In sala

Qualche giorno fa A. ha detto che assomiglio molto a Charlie Brown come dolcezza. A. è sicuramente di parte ma quando leggevo i fumetti di Schulz mi ritrovavo esattamente nel protagonista: un destino avverso e l’ignoranza a volte possono abbattere anche il più forte degli spiriti ma Charlie Brown si rialza sempre.

Molti cinici potrebbero commentare “Certo! Così può dare alla vita l’ennesima occasione per deluderlo ancora” ma la sua forza d’animo è ammirevole: si fa indietro per lasciare spazio alla sorella, fa il compito anche per la Ragazza dai Capelli Rossi con la sua matita piena di brillantini, ha paura di suonare la porta, si nasconde la testa con un sacchetto, ammette di non essere un genio e riconosce i propri errori… Non vuole essere un eroe, vuole solo amare la Ragazza dai Capelli Rossi ed essere accettato per quello che è, cosa molto difficile al giorno d’oggi.

Lucy, Schroeder, Penny, Linus con la sua storica coperta fanno da corollario mostrando caratteri e atteggiamenti con cui anche noi dobbiamo scontrarci nella vita quotidiana: l’arrivista, il sognatore, l’eterno ritardatario, il genio incompreso sono tutti personaggi con cui siamo entrati in contatto e vengono riflessi in queste strisce “magiche”, piene di dolcezza, amore e comprensione.

Charlie Brown si danna l’anima per essere popolare, vincere premi, diventare la star del momento ma ogni volta viene ostacolato, come Buzz Lightyear quando vuole volare ma si rende conto di essere “solo” un balocco per bambini, citando Woody.

Charlie Brown è intelligente, ingenuo, sensibile… fin troppo sensibile e il mondo lo prende a calci, lo atterra, gli ricorda qual è il suo posto. In realtà Charlie Brown ha le ali ma non se ne accorge, essendo insicuro, con una bassa autostima e paralizzato dalla paura che gli altri non vedano la sua vera anima.

Nel film vediamo personaggi più allegri rispetto al fumetto (dopotutto è rivolto ai bambini) ma con lo stesso stile di Schulz, sia nei dialoghi che nel disegno: la base è realizzata in computer grafica ma le espressioni, gli effetti sonori (BOOM, BANG, ecc…) sono disegnati mantenendo fedele lo stile di Schulz, con le stesse imperfezioni del tratto che troviamo nelle strisce a fumetti.

Gli adulti non compaiono mai, addirittura la loro voce viene sostituita dalla musica, e Snoopy non parla esattamente come nel fumetto. I pensieri e le sue fantasie però sono ben chiari (e qui il regista si dà alla pazza gioia), coinvolgendoci in un turbinio di colori ed effetti visivi interessanti.

Concludendo

Ho amato i Peanuts fin dalla prima striscia e ancora oggi trovo qualche libraio che si stupisce (positivamente) nel vedere un ragazzo “giovane” appassionato a questi fumetti, per cui sono di parte e fatico ad essere imparziale.

Tuttavia ritengo che questo film sia un vero atto d’amore a quelle strisce storiche, sono riusciti a mantenere intatto lo stile pur attualizzandolo con la computer grafica e coinvolgendo anche le nuove generazioni nelle avventure senza tempo di questi bambini speciali. Sono speciali non perché siano dei fenomeni da baraccone che cantano e ballano in TV ma perché riescono ad entrare nel cuore delle persone, ad interpretare i loro sentimenti e a trasformarli in comicità, sempre con quel pizzico di sentimento e affetto.

Per chi non li conosce è un ottimo inizio, per i fan è una piacevole conferma di un progetto realizzato con il cuore. Bravi.

Voto: 9/10

Marco

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