Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

La psicosi dei 30 anni

30 anni

Dopo anni passati ad ascoltare gli 883 giocando a Crash Bandicoot arrivi a trent’anni: vicende documentate di casi reali, buona lettura!

La premessa

Nessuno ti avvisa dell’incombere della dolorosa soglia dei trent’anni: te ne accorgi da solo. Da cosa si deduce? Ecco alcuni leggeri indizi:

  • La peperonata di tre giorni fa che ancora non riesci a digerire
  • Ora vai a letto al massimo alle 2/3 solo il sabato sera (venerdì no, perché sabato fai la spesa)
  • L’esplosione di gravidanze e convivenze a ritmo serrato di amici e amiche
  • I bambini ti chiamano “signore” e sì, lo stanno dicendo proprio a te
  • Non sai cos’è Tumblr
  • Le citazioni fine anni ’90 della cultura pop che nessuno coglie
  • Il Sega Mega Drive sotto al tuo letto ha meno polvere di te
  • Ti rendi conto che Dylan Dog ha trent’anni (dal 1986) e tu lo stai raggiungendo

30 anni vissuti da un uomo

L’uomo, colti questi leggeri indizi, riflette con gli amici al pub e capisce che ha un anno in più. Coglie la differenza, registra l’aggiornamento e continua la sua vita come prima, con il tran tran che la caratterizza.

Nei pochi casi in cui si dovessero notare avvisaglie di una crisi di mezz’età spunta una moto costosa, un giubbotto in pelle nera e un casco della Nolan nuovo nero, con fiamme laterali serigrafate.
Dopo qualche mese si accorge dei doloretti alla schiena e la rivende, accessori inclusi, decidendo al massimo di cambiare auto.

Il problema è contenuto: si registra il cambiamento, si prova a reagire e il dramma, nel giro di 6 mesi al massimo, rientra e tutto torna come prima.

30 anni vissuti da una donna

Nella mente femminile 30 anni è vista come la data fatidica a cui nessuna pulzella dovrebbe giungere senza un compagno, una casa a fitto bloccato, un buon lavoro e possibilmente, nel giro di qualche anno, qualche pargolo che saltella per casa demolendo i mobili Ikea acquistati qualche anno prima.

L’orologio biologico inizia a ticchettare e un bianconiglio imbottito di steroidi anabolizzanti bombarda la sua mente, dicendole che è tardi, è tardi, è tardi! Bisogna correre ai ripari!

Il panico generato è genuino e affolla la mente femminile per mesi, facendo crescere un tarlo di dimensioni epiche.

Scatta quindi una ricerca al compagno ideale, utilizzando tutti i mezzi in suo possesso: sex appeal, ceretta, chiromante, chiaroveggente, amiche generose e con single di scarto da reimpiegare, siti internet anglocinesi di dubbia origine, discoteche con serate anni ’90 e così via, l’ormone impazzisce e si parte alla caccia sfrenata, come se non ci fosse un domani, come se il genere maschile dovesse estinguersi nel giro di poche ore.

Nel caso la ricerca suddetta non dovesse fornire gli esiti sperati inizia la paranoia crescente, con una disperazione galoppante che conduce a strade insolite e originali:

  • cancellazione all’anagrafe degli ultimi 10 anni di vita fiscale, morale e contributiva
  • ricorso al TAR svizzero per appurare che l’età biologica non è legale e c’è ancora tempo per mettere al mondo tanti funghetti salterini
  • utero in affitto/in saldo/in leasing a 12 mesi con possibilità di restituzione a fine mandato, magari fatturabile
  • adozioni da Paesi ignoti sulla carta geografica, con pagamento in contanti sotto falso nome
  • partenogenesi umana (solo teorizzata)
  • fidanzati in affitto per festività con parenti/cugini e cognati per spiegare che tutto va bene, nascondendo le incresciose apparenze

Molte donne, grazie ad una ricerca intensiva (condotta con le stesse tecniche applicate per l’individuazione del posto di lavoro), riescono a raggiungere l’obiettivo sperato; amici e parenti possono rilassarsi, la meta è stata raggiunta, nessuno verrà decapitato prima dell’alba (vedi Turandot) e tutti sono felici e contenti, intonando canzoni da musical di Broadway.

Concludendo

A nessuno fa piacere invecchiare ma credo che il tempo sia testimone di ciò che siamo, nel bene o nel male. Rincorrere l’eterna giovinezza assume un che di patetico oltre un certo limite, per cui è meglio evitare di dare spettacolo della propria vanità e leggerezza.

Tralasciando la smania e l’ossessione femminile per costruire la famiglia perfetta americana con tanto di yorkshire che scodinzolando porta pantofole in putrefazione e giornale al padrone, direi che possiamo farcene una ragione e proseguire con le nostre vite.

Tutto ciò con la consapevolezza che qualcosa è cambiato; questa riflessione deve arricchirci, non renderci miseri.

Buona giornata

Marco

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Commenti su: "La psicosi dei 30 anni" (3)

  1. […] delicati petali di rosa circondati da ninfee e cigni diafani. Dopo qualche anno a lei di solito viene la crisi dei 30 anni (vedere documentazione allegata), per cui urge mettere al mondo un pargolo, non sia mai che siamo l’unica coppia senza figli! […]

  2. Stai tranquillo, questa situazione dura solo 10 anni.
    A 40, mal di schiena a parte, ricomincerai a comportarti come quando avevi 20 anni… certo, l’alcool lo reggi meglio, ma poi ti ci vorrà almeno una settimana per recuperare quella serata!

    • Io sono tranquillo, Oriana 🙂 ma come puoi notare dall’articolo la persona a cui mi sono ispirato nell’articolo lo era molto meno hihi

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