Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Che bella giornata

Che bella giornata

Luca Medici dopo il successo di Cado dalle nubi ritorna in sala con il suo personaggio Checco Zalone, più tamarro ed ignorante che mai, per allietare le nostre serate post-natalizie. Riuscirà a bissare il successo del primo film o è il tentativo mal riuscito di sfruttare un nome già acclamato da Zelig? Scopriamolo insieme, buona lettura!

La trama in breve
Checco vuole entrare in polizia ma non riesce e si arrangia facendo la guardia del corpo. Grazie ad amicizie, aderenze e conoscenze in alto riuscirà a fare la guardia ai beni artistici milanesi, con le prevedibili conseguenze del caso. Conosce una terrorista araba e prova a conquistarla con l’accoglienza tipica pugliese.

Il film
Non facciamo in tempo ad adagiare il cappotto sulla poltrona che già dai primi minuti Checco ci travolge con la sua ironia animalesca, basata su parentele e aderenze. Molti (bravi) attori vengono mutuati dal primo film, con ruoli caratteriali simili che ben si sposano con la trama della pellicola. L’ignoranza di Checco e il suo essere tamarro e superficiale lo porterà a combinare un disastro dopo l’altro, inanellando a rotazione gag comiche senza riserve.

In alcuni film si sorride, in altri ancora si ride, qui si piange letteralmente dal ridere: prima per la famiglia Capobianco, che ha rami in tutte le massime cariche pubbliche (dalla finanza alla polizia), poi per la ragazza innamorata ma bruttina, per l’amico imbranato, per l’accoglienza espansiva e senza alcun riserva tipicamente meridionale (piena d’affetto e di buon cuore).

Con nostra sorpresa ci ritroviamo a ridere delle nostre bassezze, dal clientelismo ai fannulloni, dai raccomandati ai piccoli poteri locali che permettono di ottenere ogni cosa si desideri (tra cui una ragazza senza alcun sacramento che fa la madrina ad un battesimo).

La spontaneità di Checco e la sua violazione ripetuta delle più basilari regole sociali ci fa scompisciare, facendoci tenere la pancia dal ridere: prima parla del rispetto della donna e poi ordina a sua madre 5 caffè espressi, viene ritenuto dall’amico sensibile e comprensivo e quando gli parla della sua verginità ride in modo sguaiato, usa il curry indiano come “pastone” da dare ai cigni, porta la terrorista araba al battesimo del nipotino e riuscire a metterla K.O. a forza di mangiare…

Checco si comporta in modo ingenuo ma mai cattivo, se ne frega dell’etichetta ma poi per il suo amore fa tutto e anche di più. Si dimostra persona di buon cuore e dall’animo sensibile, anche se fa di tutto per dimostrare il contrario.

Tra gli attori bravissimo Rocco Pappaleo nella parte del padre di Checco e stupendo Caparezza nel suo contributo musicale, riuscendo ad aggiungere ulteriore ironia ad una festa che si pone come senza fine.

Consigliato a chi…
Ha una forte autoironia, ama il Sud e i suoi eccessi, è fan di Checco Zalone, a chi ha amato il primo film: questo vi metterà letteralmente in ginocchio dal ridere. Obbligatoria la visione con gli amici, ottimo modo per trascorrere una serata in compagnia.

Sconsigliato a chi…
Ha poca ironia, ritiene il Sud una terra sacra ed inviolabile su cui non si possa ridere (bonariamente) un po’, crede che Checco Zalone sia soltanto il tamarro che fa le canzoncine storpiate a Zelig.

Verdetto finale
Un film che regala un’ora e mezza di risate a ritmo serratissimo, attori bravi e gag linguistiche/sceniche memorabili: Luca Medici è riuscito a bissare e a superare il successo del primo capitolo, vivamente consigliato. Un’ottima occasione per riflettere sulle nostre bassezze con ironia e semplicità.

Con rispetto per i cinepanettoni (definirli osceni è un pallido eufemismo) e per il film di Aldo Giovanni e Giacomo Che bella giornata è il film comico per eccellenza: vi scompiscerete, una ventata d’aria fresca nel panorama stantio della comicità natalizia troppo spesso dominata da puzzette e gag copiate dal Pierino di Alvaro Vitali. Checco reinventa il dualismo Sud/Nord adeguandolo alla cultura araba, con battute incessanti che demoliscono come un bulldozer ogni barriera, complimenti alla regia garbata e mai banale di Gennaro Nunziante (molto bravo anche come attore, basta pensare al prete di Casomai, Fabio Volo). In una parola rivoluzionario.

Voto: 8/10

Alla prossima pellicola!

Marco

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Commenti su: "Che bella giornata" (2)

  1. Concordo. Un film piacevole che fa passare un’ora abbondante immersi nelle risate. Da vedere assolutamente.

  2. divertente si.. ma ai cigni viene dato il cous cous nonostante sia stato cucinato per ben 5 ore ;)..
    l’avrei fatta anche io la faccia di Farah, la ragazza magre-tina 🙂

    cobain86–> Nel film dice magrebina ma Checco capisce Madre-Bina 😉

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