Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Maze Runner La fuga

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Continua (purtroppo) la trilogia dei ragazzi in fuga dal labirinto infernale. Buona lettura.

La trama

Dopo aver sterminato la centrale operativa del labirinto lasciando in vita il gran cattivone i sopravvissuti della fuga precedente si trovano in una centrale in mezzo al deserto. Notando l’utilizzo di corpi umani come riserva d’energia (vedi Matrix) iniziano una fuga di due ore con morti, feriti e un piccolo colpo di scena finale.

Le origini

Maze Runner The Scorch Trials (titolo originale) è il seguito di Maze Runner Il labirinto, film dell’anno scorso che riscosse un certo successo: buona suspense, colpo di scena finale e regia decente hanno assicurato un buon esordio per l’ennesima saga adolescenziale.

Maze Runner è fratello di Hunger Games; l’intento era creare qualcosa di simile ad Hunger Games per il pubblico maschile (e scegliendo Kaya Scodelario come co-protagonista direi che ci sono riusciti in pieno), in modo da far cassa su entrambi i target (maschile e femminile).

Silenzio in sala

Purtroppo non tutte le ciambelle riescono col buco e, in questo caso, il fornaio si è preso un mese di ferie: trama talmente scontata da risultare in saldo, battute prese (sempre in saldo) da action movie degli anni ’80, morti che si riescono ad anticipare comodamente 3/4 scene prima… Rimanere sveglio durante la prima parte del film è stata molto dura, un atto d’amore verso il cinema.

La noia e la trance sopraggiungono rapidamente e la pallida storia d’amore alla base (condita da zombie presi in prestito da Resident Evil) non giustifica nemmeno il prezzo del biglietto. Gli attori sono bravi ma costretti in ruoli stereotipati, l’unico personaggio che emerge è Teresa, l’amichetta del protagonista, che riserva un carattere leggermente più interessante.

Concludendo

Mentre il primo film teneva le carte nascoste e un’aura di mistero intatta qui si gioca a carte scoperte, suggerendo anche le mosse agli avversari: come accennato in precedenza è una trilogia, per cui dovremo sorbirci anche il terzo capitolo, se tutto va bene.

Si cita a destra e manca ma, a differenza dei film di Tarantino, qui il risultato è confuso, molesto e offusca la direzione che vuole intraprendere il film. La fuga del titolo, probabilmente, si riferisce agli spettatori in sala che escono prima della conclusione per dare un senso alla serata.

Se volete proprio vederlo approfittate del noleggio o delle pay tv, investite i vostri risparmi per acquistare un biglietto degno di questo nome e concentratevi su altre pellicole, come 007 Spectre, Alaska con Elio Germano o Freeheld con Ellen Page, ad esempio.

Voto: 3/10.

Marco

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