Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Questione d’acqua

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Parliamo di acqua, uno dei maggiori business italiani. Buona lettura!

Premessa

Il business dell’acqua in Italia è un affare da svariati milioni. Si pensi soltanto che siamo il Paese, in Europa, con le più alte risorse idriche naturali; nonostante ciò siamo i più grandi consumatori di acqua in bottiglia, un controsenso tutto tricolore. In America, che su queste cose sono più attenti e guardano al portafoglio, già da anni utilizzano delle caraffe filtranti come questa sopra raffigurata; ora sono sbracate anche in Italia. Prezzi, dettagli e indagine per capire se conviene diventare i produttori della nostra acqua e (forse) iniziare a risparmiare.

Il km che non conti
Quello che spesso non si pensa quando si parla di acqua in bottiglia è il numero di km che deve fare per arrivare ai nostri supermercati (e ai km in macchina che facciamo noi per portarla a casa).
Essendo l’Italia un Paese dove l’80% dei trasporti avviene su gomma è presto fatto il conto: un inquinamento abissale per trasportare un bene che scende ogni giorno direttamente dal nostro rubinetto. Senza considerare che l’acqua al metro cubo (che equivale a mille litri) la paghiamo sensibilmente meno di quella imbottigliata e presa al discount.
È anche una questione di salute: l’acqua spesso rimane imbottigliata nella plastica per mesi e quindi si arricchisce di microparticelle indesiderate, date dalla plastica stessa (quando i nostri nonni bevevano l’acqua nel vetro avevano capito tutto dell’igiene!), per cui diventa meno sano se il pacco d’acqua rimane a “fermentare” in magazzino qualche mesetto.

Ma posso fidarmi dell’acqua del rubinetto? Fa proprio schifo!
Se abiti a Roma o in un paesino di montagna puoi bere tranquillamente l’acqua del rubinetto così com’è: è dolce ed è spesso più controllata delle acque in bottiglia, non ha senso prendere acqua imbottigliata quando, per coincidenza naturale, hai già un’acqua depurata e “buona” senza bisogno di aiuti esterni.
Se invece la tua zona (come la mia) ha un’acqua dura come il cemento armato, piena di calcare e dal gusto decisamente poco appetibile ti serve una mano (o una caraffa) che ti ripulisca il liquido per renderlo gradevole e più sano.

Mano al portafoglio: e io pagoooo!
Dopo la citazione al grande Totò è doveroso tirar fuori la calcolatrice e iniziare a fare due conticini.
Considerando in media 1,5 euro a bottiglia (1,5 litri, Levissima) 6 bottiglie costano circa 9 euro; ma 6 bottiglie d’estate son poche, quindi consideriamo due pacchi d’acqua a settimana, che sono 12 bottiglie (e 18 euro a settimana). Le settimane in un mese sono 4 e il conto finale sono 72 euro mensili spesi in acqua (tralasciando il trasporto, benzina e spese accessorie).
Facendo riferimento a ebay, con 45 euro circa (spedizione inclusa) possiamo procurarci una caraffa con 4 filtri; considerando che, indicativamente, un filtro dura un mese (a ritmo di 4,5 litri d’acqua filtrati al giorno), con la spesa iniziale siamo a posto per 4 mesi comodi. E successivamente quando dovremo rifornirci, sempre su ebay, esistono offerte da 6 filtri Brita a meno di 40 euro spedizione inclusa (in questo caso beviamo acqua filtrata di qualità per 6 mesi).

Che marca scelgo?
Le marche che si dividono il mercato principalmente sono Brita e Laica: Brita offre però l’esperienza tedesca e il fatto di esser stata la prima a proporre questo articolo, Laica è arrivata successivamente ma propone gli stessi prezzi della prima, per cui tanto vale scegliere la tedesca leader di settore.

Il funzionamento
Si prende la caraffa, si monta il filtro (una leggera pressione sul fondo e si blocca) e si inizia a versare l’acqua; considerate i primi 4,5 litri d’acqua non sono buoni in quanto il filtro si deve “regolare”,
ma non c’è bisogno di buttarla via. L’acqua microfiltrata si può usare per altri usi ove sia richiesta acqua senza calcare, per cui mettetela da parte e usatela per stirare i vostri capi.
Quando il filtro inizia a prendere il regime potete imbottigliare quest’acqua ove più vi aggrada, dalla bottiglietta tascabile fino alla caraffa in cristallo, il limite è solo nella vostra fantasia.
Il filtro toglie le impurità e il calcare dell’acqua, rendendola molto più bevibile e con un gusto migliore che maggiormente si avvicina a quello che normalmente sentiamo quando beviamo l’acqua.
Il mio consiglio (quasi scontato) è quello di bere acqua fresca, in quanto l’effetto è ancora maggiore; non a caso nei frigoriferi l’acqua depurata scende già rinfrescata (basterà mettere in frigo qualche bottiglia per vedere la differenza).

Tirando le somme
Acquistando la caraffa e relativi filtri diminuite il traffico su gomma e potete, tranquillamente da casa, avere la vostra scorta d’acqua senza pesanti pacchi da trasportare su per le scale, recuperando lo spazio nello sgabuzzino, inquinando di meno e mettendo in giro molta meno plastica, con un risparmio anche sulla tassa dei rifiuti.
Con una spesa di 5,80 euro (35 euro di filtri diviso 6, togliendo l’ammortamento della caraffa nel primo anno) potete bere acqua per un mese e avere una qualità certa della purezza dell’acqua, inquinando di meno e con un gusto che nulla ha da invidiare alle rivali in bottiglia.

Vi ricordo che in un recente test cieco (quindi senza vedere la marca del prodotto) svolto a Roma molte persone (più di quante si possa credere) non riuscivano a distinguere l’acqua in bottiglia da quella del rubinetto. Riflettete gente.

Marco

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