Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Io e l’iPod

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Apple in un clima di grandi pulizie ha falciato gli iPod: dopo il Classic scompare la serie Nano e Shuffle. Ecco cosa ha rappresentato per me, buona lettura!

Once upon a time

Il mio primo lettore musicale lo vidi su un giornalino del Mercatone uno: era una goccia supercompatta di una sottomarca italiana.
Basso il prezzo, bassa la qualità: alimentato da una pila ministilo rendeva la musica piatta ed incolore.
Decisi quindi (dopo un anno buono) di rivolgermi ad un sito di e-commerce meridionale per acquistare un iPod Nano da 2 GB nero.

E da lì inizio tutto (o meglio iniziò la storia tra me e un iPod, una storia fatta di musica, emozioni e colori).

Il primo iPod non si scorda mai

Mi arrivò in versione retailer, per cui niente scatola super faiga ma una semplice custodia in cartone (siglata Apple, ovviamente) con dentro tutto il necessario: iPod, cuffie, cavo. Era la seconda generazione di iPod nano, l’ultima ad avere il retro a specchio (che poi verrà portato sull’iPod Touch): bastava guardarlo male e si graffiava al solo pensiero 😉 .

All’epoca 2 Gb per me erano un mondo (abituato al lettore precedente da 256 MB) e ci caricai sopra vari album, per poi ascoltarli direttamente con gli auricolari: lì ebbi il mio primo vero ascolto iPod e devo dire che rimasi meravigliato.
Una purezza del suono unica con acuti chiari e bassi profondi, una click wheel sensibile (anche se il tasto centrale a volte prendeva male il comando) e morbida al tatto, dimensioni tascabili e peso leggerissimo… Un sogno di lettore mp3, la musica al suo stato più puro.

Con lui ho fatto viaggi in corriera, in treno, in macchina… mai dato un problema, se proprio aveva un difetto era la batteria che durava poco ma si sa, tutte le cose all’inizio hanno bisogno di esser migliorate.
In seguito sono passato all’iPod Touch, che nel video mi aveva stregato per le capacità uniche del touch screen: con quello andavo wi-fi all’università senza problemi, mi collegavo ai vari siti e controllavo le mie inserzioni nel palmo della mia mano.
Il Touch, nonostante i limiti del wi-fi in Italia, è stato il primo iPod su cui mi godevo veramente un video: nel Nano precedente erano compatibili solo le foto (visto la memoria flash ridotta forse è stato meglio così).

Più volte ho provato altri lettori mp3 a casa d’amici, alle feste, in facoltà e nessuno mi ha smosso dal pensiero di fare il cambio con il mio iPod (Nano o Touch che fosse) per un semplice fatto: anche se fuori sembravano belli (nonostante tasti extra spuntassero da ogni dove) dentro suonavano così e così.

Non pretendo di girare con le casse della Bose ma la musica, specialmente quando sei on the road, devi sentirla bene: per me era la mia compagna di viaggio che mi faceva addormentare, mi svegliava all’arrivo (Carpi-Reggio Emilia è un viaggio che, in corriera, porta via un’oretta buona), mi teneva compagnia mentre guardavo il paesaggio e sentivo gli schiamazzi degli adolescenti in calore.

Il Touch ora è dipartito (una spruzzata d’acqua si portò via la sua vita ma soprattutto la sua garanzia) e l’estate scorsa, grazie a risparmi accumulati girando video su dei camini francesi, ho scelto di nuovo il Nano.
Il primo amore non si scorda mai: il Classic è massiccio, il Touch lo usavo prevalentemente per la musica e così mi sono fatto una carrellata sui colori dei “nanetti” della 4 generazione, quella in alluminio senza videocamera.

Quel tono di colore

Ho scelto il rosso, basta nero. La musica è vita, è colore: coloriamo quindi anche l’iPod!
Il rosso è un modello esclusivo acquistabile solo online (fa parte della catena Product Red per aiutare i fondi sull’Aids), l’ho fatto incidere con il mio nome gratis, ogni volta che lo guardo mi ricorda l’amore e la passione per la musica e per le cose che faccio ogni giorno. Il Nano è più adatto al mio stile di vita in quanto posso usarlo senza custodia (non ha il touch screen) grazie anche alla nuova scocca in alluminio.

La click wheel è bianca, così emerge subito dal resto dell’iPod, la batteria dura 8 ore e pesa pochissimo: un compagno indiscreto che mi regala tutta la mia musica preferita in 8 Gb di memoria (in questi anni ho scoperto tanti nuovi dischi, dovrò metterli da qualche parte no? 😉 ) ad alta qualità.

iPod per me significa ascoltare musica senza compromessi, avere un lettore mp3/4 (il nuovo Nano legge anche i video e ha l’oscillometro) che funziona SEMPRE, intuitivo e bello da vedere, il mio alleato per dare un ritmo (e colore, grazie alle copertine degli album) alle mie giornate, la colonna sonora della mia vita.

Insomma un alleato per godere di sensazioni positive in ogni luogo ed in ogni momento, la dimostrazione concreta che la vera grandezza è dentro e non fuori: così piccolo eppure così concentrato d’emozioni e d’energia. Grazie iPod Nano.

Un Classic è per sempre (si spera)

E poi è arrivato il Classic, dopo tanto tempo finalmente. Alla notizia del ritiro imminente dal mercato (confermata dalla cancellazione nello Store) mi sono affrettato a reperirne uno da MediaWorld e a metterlo sotto AppleCare (prima che Apple decidesse di ritirare anche quella per il settore iPod).

È lo stato d’arte dell’iPod, non c’è che dire: schermo grande, click wheel grande e confortevole, disco fisso immenso (160 GB) per poter caricare i miei album preferiti in FLAC, senza la compressione e la perdita dell’mp3/mp4, 36 ore (!!) di riproduzione audio, 6 ore di video.

È l’iPod dei grandi numeri che è stato sacrificato in nome di touch e dispositivi sempre interconnessi alla Rete; forse molti (Apple compresa) ignorano quanto sia bello poter ascoltare la propria playlist senza continue notifiche (bing, bong, ciup ciup e amenità simili) e distrazioni, semplicemente poter chiudere gli occhi e rilassarsi per godersi la propria musica.

Speriamo di fare ancora tanta strada insieme, tra note meravigliose e viaggi futuri in compagnia di buona musica.

Marco

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Commenti su: "Io e l’iPod" (1)

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