Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Vivere davvero

Una sintesi di uno dei più bei film di tutti i tempi

Più volte ho citato il film L’attimo fuggente come mirabile prova d’attore per Robin Williams e Robert Sean Leonard (l’amico di Dr House).

Oggi vorrei proporre una nuova chiave di lettura: vediamola insieme.

Un ragazzo che viene folgorato dalle parole di un professore di letteratura fuori dagli schemi, uno Steve Jobs (CEO della Apple e co-fondatore) che sconvolge le vite dei ragazzi osando suggerire di usare le loro teste e pensare in modo attivo.

In una società dove bigottismo e schemi vetusti la fanno da padrone, beh, praticamente una bomba atomica lanciata su un deposito in fiamme.

Il ragazzo sogna, s’illude, riesce ad ottenere la parte principale in una rappresentazione di Sogno di una notte di mezz’estate di Shakespeare, è ad un passo dalla sua reale realizzazione: la sua passione trova pieno sfogo e, senza rinunciare agli studi, riesce a trovare il completamento naturale della sua anima.

L’ottusità del padre e la sua sordità verso i bisogni del figlio lo portano a ritenere frivolezze inutili il suo desiderio di diventare attore: il ragazzo, depresso e senza più la forza di lottare, si toglie la vita con la pistola del padre. La colpa ricade sul professore e il film finisce con lo storico saluto degli studenti in piedi sui banchi del college.

Ma la vera colpa non è di chi ha insegnato i ragazzi a realizzare le proprie aspirazioni ma dei genitori, bigotti pidocchi arricchiti ignoranti. Loro sono i veri sordi e pagheranno con la perdita del figlio la loro chiusura, il loro rifiuto militare verso la creatività artistica.

Il film è opera di finzione ma ancora oggi si sentono, purtroppo, genitori che ragionano con il paraocchi. In questi casi l’emancipazione non è un capriccio: è un bisogno naturale per capire che, quando si hanno gli strumenti, la statua bisogna scolpirla.

Da Oscar la scena finale con il coro globale ed accorato di Capitano, oh  mio Capitano dello zio Walt, come direbbe Keating.

Bisogna dar vita, regalare una forma nuova alle nostre idee e avere il coraggio di portarle avanti. Per molti questo blog non dovrebbe esistere: puntando sulla qualità dei contenuti riceve giornalmente visite e commenti anche da sconosciuti, segno che le mie idee vengono più o meno condivise.

La libertà è il bene più importante, la linfa vitale del nuovo che cambia e migliora le cose: cerchiamo, per quanto possibile, di darle la maggior visibilità immaginabile.

Solo con l’innovazione si ottiene un miglioramento e nuovi obiettivi da conquistare: le menti stantie e il dormire sui propri allori porta alla stagnazione, un meccanismo che porta avanti per inerzia meccanismi e procedure che non puntano alla massima efficienza.

L’elezione di Obama lo dimostra appieno: i cambiamenti servono.

Marco

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