Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

 

Confronto diretto tras Seven e Snow Leopard

Snow Leopard contro Windows Seven: riproposizione di una sfida epocale, buona lettura.

Correva l’anno 2009

La sfida tra titani è vicina: a settembre arriva Snow Leopard, massiccio aggiornamento che rivoluzionerà le abitudini Mac, seguito da Microsoft Seven a fine ottobre 2009. Vediamo subito le caratteristiche dei due sistemi operativi che, a quanto sembra, cambieranno il nostro modo di utilizzare il computer (sia a casa che in ufficio).

Come vediamo nell’immagine comparativa qui sopra, Snow e Seven come processore hanno richieste simili, ma sulla RAM iniziano già a deviare: Snow richiede 1 GB di RAM sia a 32 che a 64 bit, Seven per i 64 bit ha bisogno del raddoppio.

Stesso divario si ripercuote per il disco fisso: Snow è molto leggero, con 5 GB viene installato senza problemi (abbandonando la retrocompatibilità con i PowerPc riesce a risparmiare e a semplificare moltissimo codice), Seven ha bisogno di 20 GB minimi (15 GB in più del concorrente).

Il lettore DVD credo che sia la base per Seven (se vuoi aggiornare un PC con già Vista il lettore DVD te l’hanno venduto di sicuro), i Mac Intel partono con un SuperDrive che fa da masterizzatore DVD 8x quindi da questo punto sono a pari livello.

Seven si pone obiettivi molto ambiziosi che incrociano (e copiano) le abilità del Mac miste all’iPhone: verrà utilizzato su netbook nella versione Basic (massimo 3 programmi avviati contemporaneamente) ma anche su HP con schermo touch screen, rivoluzionando così la vita casalinga di molte persone.

La base di Seven è una dock bar che stringe l’occhiolino (per non dire che risulta come sorella minore) alla versione del Mac: sarà possibile impostare dei programmi in una griglia rettangolare alla base dello schermo, rendendo così l’accesso molto più veloce ed immediato.

Snow, da suo canto, parte alla grande introducendo QuickTime X, con comandi a scomparsa direttamente nella schermata (compaiono al passaggio del mouse), navigazione tramite l’anteprima delle cartelle nel dock (un modo per evitare il Finder e schizzare ancora più veloci), ingombro minore sul disco fisso, ottimizzazione dei sistemi 64 bit, miglior gestione degli errori (se un processo ne blocca un altro vi compare il nome dell’applicazione da chiudere), adattamento automatico delle icone alle dimensioni della cartella visualizzata, tasto ripristina nel Cestino (non ne sentivo la mancanza ma fa comodo 😉 ).

Se ancora non vi sentite stimolati ecco l’incentivo legato al prezzo: se hai ancora Tiger con 130 dollari ti aggiorni (a patto che tu abbia un processore Intel, requisito fondamentale: i G3, G4 e G5 sono fuori gioco essendo stata abbandonata la programmazione in ambiente Classic), se hai Leopard con 30 dollari passi al nuovo sistema (praticamente il prezzo di un film su Blu-ray Disc), se hai acquistato un Mac dopo l’8 giugno 2009 ti aggiorni con 8,95 dollari (il prezzo di qualche noleggio al videoshop). Ad oggi l’aggiornamento a Snow Leopard, spedizione inclusa, costa 26 euro.

Seven, da questo punto di vista, non è così comprensivo: il software Microsoft è più caro rispetto a quello Apple (ma i Mac costano maggiormente come hardware, a patto però di garantire funzionalità senza eguali e errori di sistema inesistenti) ma qui il tiro rimane alto.

Come già annunciato il prezzo non tiene conto della crisi: versione base da 200 euro, se si desidera l’Ultimate si superano i 300 euro comodi. A tutto questo va aggiunto, nel caso si abbia un PC datato, il prezzo per aggiornare i vari componenti.

Dopo queste considerazioni generali entriamo nella praticità: Seven può realmente competere con Snow Leopard, sia a livello grafico che come prestazioni hardware/software generali?

Da utente Windows decennale rispondo: decisamente no. Nei vari annunci sul sito e sui vari blog non compaiono note che aumentino la stabilità traballante dei sistemi Microsoft: il firewall di Windows dovrebbe coprire le porte secondarie ma è risultato, più di una volta, un colabrodo.

Devo riconoscere come intraprendente l’idea di gestire i PC HP con touch screen: bisognerà vedere la reale efficienza fuori dalla scatola, bug e problemi che deriveranno nell’uso quotidiano.
Le parole sono belle (d’altronde anche Vista doveva fare miracoli ma, rispetto a Leopard, era già sorpassato) e si vede un intento serio a migliorare: Seven garantisce la retrocompatibilità con le periferiche Vista e, nella versione Ultimate, totale supporto verso tutti i programmi scritti per Windows XP.

Dovendo scegliere (in passato avevo parlato del paragone con un Sony Vaio e un MacBook base in policarbonato bianco da 900 euro), anche di fronte alle prodezze annunciate dal Seven, non cambierei il mio MacBook per nessun portatile Vista, Seven o diversamente attrezzato dalla struttura Mac.

Molti la considerano una scelta estetica: nell’utilizzo quotidiano si è rivelato ottimo, al di sopra delle più rosee aspettative.

I programmi girano senza problemi, gli errori di sistema non compaiono mai, il portatile si riavvia solo per installare gli aggiornamenti, la potenza di calcolo viene gestita in modo ottimale.

Con il mio ex portatile Vista quando creavo un DVD video casalingo con menù (e successivo rendering del filmato originale) il computer entrava in catalessi e impiegava dalle 2 ore e mezza alle 4 ore per un’ora e mezza di filmato.

L’altro giorno ho utilizzato iDVD: ho spostato il filmato dentro il programma trascinandolo, ho scelto menù e pulsanti e in due ore ha fatto il suo bel DVD.
Sul disco fisso avevo salvato un DVD da visionare (senza il disco, essendo impegnato già il masterizzatore): mi sono goduto 2 ore di film senza interruzioni, scatti, rallentamenti e salti. Immagine fluida e suono perfetto.

Il fatto di essere soggetto in misura molto minore a virus e malware mi fa lavorare su Internet senza problemi, la grafica della dock bar e del sistema non è scattosa o rallentata ma fluida e ben integrata.

Posso gestire più scrivanie senza problemi, usare Exposè per dividere le finestre sovrapposte, visualizzare PDF, foto e video in anteprima senza dover aprire i relativi programmi, le animazioni musicali di iTunes sono avanti anni luce a Media Player (e soprattutto non spixellano a schermo intero).

E tutto questo lo faccio con Leopard, un sistema che ha già due anni sul groppone. Pensate al mare di potenza raggiungibile con il potenziamento di Snow Leopard e capirete perchè, nonostante finisca l’estate, non vedo l’ora che esca il nuovo sistema a settembre.

Con 30 euro posso proiettarmi in un sistema che consente una produttività di un livello molto superiore rispetto a Windows, risparmio soldi per antivirus e tecnici per le riparazioni, le ore di lavoro passano senza accorgersene: la fluidità e la naturalezza con cui Leopard svolge i compiti è sorprendente.

Un consiglio a studenti? Aspettate e acquistate un Mac con lo sconto iPod, così avrete un ottimo portatile e un iPod Touch incluso nel prezzo.

Hai passato l’età dello studio? Almeno a casa concediti un sistema senza problemi, che ti permette di gestire tutti i tuoi media senza blocchi e senza crash (Front Row fa impallidire Media Center e, cosa più importante, mantiene la fluidità tipica Mac).

Ci aggiorneremo all’uscita dei due sistemi: nell’attesa conviene porsi un ragionevole dubbio.
Se tanti utenti Windows passano a Mac e non vogliono tornare indietro manco pagati, forse un motivo ci sarà.

Costa di più inizialmente ma si spende meno di software (applicativi e sistemi operativi) e non si ha bisogno di mille protezioni (a patto di non installare software dubbi come keygen, crack e via elencando), svolgendo le proprie attività divertendosi.

Seven potrà anche copiare la grafica ma deve imparare una cosa fondamentale: l’immagine è nulla se non c’è la stabilità e la fluidità alla base. Un computer che si blocca ogni due secondi, anche se ha una grafica pazzesca, non genera soddisfazione: casomai imprecazioni in aramaico antico mescolato all’hindi.

Per gli screenshot ringrazio Gekissimo e MelaMorsicata.

Marco

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