Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Chicago Med

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Un nuovo medical drama fresco di pronto soccorso: buona lettura!

In origine c’era E.R. Medici in prima linea

Il Pronto Soccorso ha sempre stimolato la fantasia degli sceneggiatori, basti pensare a E.R. Medici in prima linea, con un George Clooney quasi adolescente e Noah Wyle, già visto e apprezzato in I pirati di Silicon Valley, un film tv divertente che ogni tanto è bene ricordare.

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Ma addentriamoci nell’avvincente trama per carpire i segreti del nuovo medical drama di Italia 1.

La trama

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Nato come spin-off di Chicago Fire, racconta le avventure di giovani medici e infermiere, intramezzato da qualche copula occasionale e da traumi indicibili quando l’atmosfera sta per diventare troppo melensa. Ritroviamo qui tutti i personaggi tipici: il bel ragazzo con trascorsi traumatici, l’eterno pipparolo, l’anziano dottore che sbadila consigli a tutti, la direttrice d’ospedale che deve sgridare tutti con la bacchetta, l’asiatico competente e, come in ogni serie che si rispetti, la dottoressa di turno in preda a calori, orsetti e pathos da soap-opera in seconda serata su Rete 4.

Silenzio sul divano!

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Avendo dei figli che vorrei veder crescere mi sono sparato le due stagioni una dopo l’altra, in modo da avere un quadro completo della serie. Per la terza stagione dovremo aspettare il lancio negli States a Novembre 2017.

Il protagonista della serie (almeno nella mente degli sceneggiatori) è Pel di Carota. Qui è possibile vederlo in avanzato stato di sofferenza a causa della mancata copula con l’amica/Diosolosachecosa sotto riportata, mentre mostra i segni della stipsi e dell’imbarazzo alla sua amica infermiera April, che nella seconda stagione assumerà maggior importanza e un ruolo più corposo.

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Tra i personaggi più influenti troviamo il bel dottore, il dottore anziano psicologo con la figlia e relative turbe mentali, la direttrice dell’ospedale che non perde occasione per far rispettare le regole e offrire un supporto occasionale ai vari specializzandi. Qui sotto potete vedere di chi stiamo parlando.

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Seguo The Big Bang Theory e The Grand Tour (attendo la seconda stagione) con passione… ma il drama ha sempre un forte richiamo sulla mia indole. Vedendo il promo della prima stagione su Italia 1 ho scatenato il furetto della ricerca e ho iniziato a visionare le prime due stagioni della serie.

È dura sopravvivere alla mancanza di House M.D. Speriamo che, tra qualche anno, sceneggiatori affamati di soldi decidano di produrre qualche film dedicato alla serie, come è già successo con Sex and the city. Per fortuna il mercato americano recepisce questo vuoto e tenta, come può, di colmarlo.

Rispetto allo snervante Grey’s Anatomy qui non troviamo voci da professorina fuori campo, non siamo costretti a lunghe elucubrazioni sui peti del cane o sugli accoppiamenti dei colleghi.

Nonostante siano puntate da 40 minuti l’una scorrono abbastanza rapidamente: i momenti coccolosi-pucciosi-alto-tasso-ormonale sono smorzati da feriti gravi e casi d’emergenza, che rimettono al loro posto i pruriti adolescenziali delle protagoniste femminili. Capisco che possa sembrare misogino ma la protagonista ha il saltello continuo, non si riesce a tenere.

Nella seconda stagione viene approfondito il rapporto padre-figlia dello psicologo, con scene degne di nota quando la figlia inizia a sbarellare e si teme il peggio.

La sigla che non c’era

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L’unica pecca, a cui difficilmente riesco ad abituarmi, è la mancanza di una sigla: è stata rimpiazzata da un’animazione veloce e una bella grafica, tutto qui.
Tutti i telefilm più famosi hanno sigle memorabili, come House M.D., Scrubs, Ally McBeal, Sex and the city, Lie to me e così via: auspichiamo una sigla decente prima della conclusione della serie.

Concludendo

Per il resto ottimo prodotto: giusto livello di suspense, attori bravi e trama interessante (anche se, effettivamente, molti casi li abbiamo già visti con meno fronzoli in House): viene approfondito l’aspetto psicologico nella prima stagione grazie al pacioccone dottore, si sviluppa meglio il rapporto malato tra Pel di Carota e Mamma-so-tutto-io (l’amica di cui parlavamo prima), si gettano le basi per una terza stagione esplosiva.

L’unico dubbio che attanaglia la mia mente è il motivo di una così lunga attesa per vedere la prima stagione su Italia 1 quando, giuro, è già disponibile la seconda stagione doppiata in italiano. Mah!

Un telefilm da seguire per spezzare questo cerchio di sit-com e programmi sulla cucina, un nuovo motivo per sorridere in prima serata.

Vedremo gli sviluppi, stay tuned.

Voto: 8/10

Marco

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