Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Il Folletto

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I traumi legati al Folletto: buona lettura!

Chiunque abbia una madre cresciuta negli anni ’60 sa che non mi riferisco ai teneri omini verdi che saltellano per i boschi. Il Folletto è un’aspirapolvere indistruttibile (quello residente a casa mia dopo 20 anni va ancora senza aver mai visto il centro assistenza) che, se può essere apprezzato da mamme e nonne, sicuramente non può mancare di suscitare ilarità e divertimento a chi lo deve subire.

La domenica mattina è sacra. É un’intera settimana che ti svegli presto e vai a lavorare: devi sopportare il capo, i vicini, la mancanza di parcheggio, il traffico.
Come cosa buona e giusta pretenderesti dunque di ronfare tranquillamente sotto le coperte.

Caratteristica del Folletto è la sua silenziosità: appena attacchi la spina e premi l’interruttore parte il motore di un Boeing 747 a Napoli il 31 dicembre e inizia a tremare il pavimento, cosa che favorisce sicuramente un riposo sereno.

Posso ben comprendere che i gatti di polvere siano infidi e si nascondano, ma dal baccano che produce sembra che debba aspirare la sabbia del Sahara anzichè dover svolgere le normali pulizie settimanali. Il Folletto conta di intimidire il sudiciume e la polvere con la potenza dei suoi decibel, facendoti nascondere sotto il cuscino mentre reciti antichi rosari.

Il Folletto porta anche a forti dolori alla schiena in quanto non ha il manico pieghevole e la testa flessibile: questo vuol dire che siete voi che dovete piegarvi fino a genuflettervi per aspirare quella briciola che si è barricata sotto il divano e sta guardando Grey’s Anatomy, mangiando i popcorn che vi sono caduti la sera prima.

Come se tutto ciò non bastasse il Folletto è pesantissimo: forse costruito con residuati bellici dell’ex Urss, magari assemblato con ferri da stiro che proteggono il motore. Sta di fatto che da sollevare e portare in giro per casa è sfiancante, nonostante abbia numerosi apparecchi per pulire termosifoni, tappeti e auto.

Curiosamente è come il primo computer portatile della Apple: portatile solo di nome (pesava otto chili), in quanto per scorazzarlo in giro per casa vi servirà molta energia. Eviterete di fare i pesi in palestra, o fiere casalinghe amanti del verde elettrodomestico.

Il peso (come avrete agilmente intuito) porta al”ingombro: sembra un’aspirapolvere dopo un’abbuffata, è bello rigonfio e quindi mal si adegua ai vari pertugi. Senza contare che, con tutto questo spazio, ha un buchino per far passare le cose aspirate molto piccolo (e non se ne comprende il motivo, visto che si è costruito un Titanic domestico).

Questa specie di Panzer in gonnella (carro armato tedesco, ndr) sopravvive in molte case (vedi la mia) e continua imperterrito la sua missione, guidato da ideali saggi e nobili: conta pulire e aspirare tutto il possibile.

Peccato che nel farlo tolga il sonno al marito, ai vicini, al cane, al gatto e ai figli, turbando la quiete di un intero quartiere per una semplice aspirata. Il rumore che riesce a fare nello svolgimento della sua normale attività è devastante, un bimotore della RAF è più silenzioso.

E mamma mia!

Marco

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