Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Adobe Elements e iLife

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Differenza tra la suite gratuita Apple e il pacchetto Adobe Photoshop + Premiere Elements: buona lettura!

Come ogni bravo utente Mac anch’io ho utilizzato iLife: tralasciando iWeb ho composto canzoncine con GarageBand, sistemato qualche foto con iPhoto e lavorato di montaggio con iMovie.
Si arriva ad un punto, però, in cui ci si rende conto che tutto ciò non basta più, che le foto da modificare sono tante e che i video avrebbero bisogno di quel tocco di vita che iMovie, seppur con tutte le sue caratteristiche, non riesce a restituire. Adobe ha messo del suo e propone l’accoppiata Elements Photoshop + Premiere per meno di 100 euro: scopriamoli insieme!

Perchè dovrei fare il cambiamento
Cambiare è difficile, duro e soprattutto faticoso: molto spesso ci raccontiamo una bella favola e crediamo che non ne valga la pena. In effetti per le esigenze dell’utente alle prime armi la suite iLife svolge un lavoro grandioso, permettendo operazioni basilari e montaggi video incredibilmente semplificati, rispetto ad altri programmi del settore.
Adobe però con questa suite riesce ad offrire il compromesso ideale tra strumenti avanzati e prezzo, inserendosi in una fascia di mercato dove finora, sul Mac, latitava da diverso tempo, dandosi alla macchia e lasciando spazio ad altri concorrenti.

Vantaggi
La combinazione dei due programmi permette di risolvere alla grande tutti i vostri problemi foto e video.

Photoshop, da anni leader incontrastato dell’editing fotografico (anche se, con l’offerta di Aperture su Mac App Store la guerra è dura), non smentisce il suo nome e offre un gran numero di funzioni molto apprezzate: ritaglio, correzione automatica degli occhi rossi (e se questa non bastasse con lo strumento dedicato possiamo selezionare e correggere l’area), strumenti di selezione avanzati intelligenti, photomerge che copia lo stile di una foto e lo adatta ad un’altra, effetti a portata di mano nel menù contestuale a destra, offre i livelli in modo da poter lavorare in modo sicuro evitando l’editing distruttivo.

Premiere, semplificato (per fortuna) dalla versione classica, risulta intuitivo e permette un’editing completo, con tanto di effetti e animazioni sempre disponibili, rendering veloce e realizzazione di menù dvd con pochi click: rimontare una puntata tv togliendo la pubblicità non è più un incubo come accadeva con iMovie, che se da un canto consentiva un editing intuitivo aveva tempi di rendering biblici. Premiere riesce, infatti, a ricodificare una puntata da 4 ore in 2 ore e mezza e la masterizza su un DVD da 4 GB, con una qualità audio/video più che accettabile.
Ma non è tutto: possiamo applicare vari effetti ai video e correggere le imperfezioni audio, fare scegliere al programma i clip migliori, svincolare la traccia audio e video (importantissimo per montaggi creativi, magari con voce narrante), migliorare la luminosità, convidere la nostra opera sui vari social network o realizzare un dvd casalingo.

Per i Mac vige da sempre il problema del codec Mpeg2 (acquistabile per una ventina di euro dal sito Apple): con Premiere possiamo attivare gratuitamente l’encoder (ci colleghiamo al sito Adobe e forniamo un numero di serie elaborato dal programma) in modo da montare video in questo formato senza il minimo problema.

Svantaggi
L’ostacolo più grosso, se vogliamo, è la lingua: la suite Adobe Elements è stata tradotta solo per Windows, per cui se vogliamo utilizzarla sul Mac è disponibile solo in inglese.
La cosa fa indignare non poco, considerando che la traduzione è già stata realizzata e si tratterebbe di implementarla nella soluzione Macintosh, ma così è e possiamo solo sperare negli upgrade successivi.

Photoshop richiede un minimo di praticantato, in quanto offre tantissime funzioni: da qui il motivo della sua complessità nelle versioni più evolute.
Anche nella versione base non scherza e, per metterci a disposizione tutti gli strumenti basilari per un ritocco decente, abbonda di icone e scritte: il mio consiglio è di esplorarle pian piano, una per volta, imparando così ad utilizzare il programma gradualmente. Una volta che ve ne sarete impadroniti non utilizzerete nient’altro, nel senso che Photoshop è pura potenza fotografica per i vostri scatti, sia che si tratti di un ritaglio che di un fotomontaggio.

Premiere risulta abbastanza intuitivo ma, come detto sopra, richiede un minimo di prova: se non avete mai utilizzato un programma video capire immediatamente la timeline, le varie tracce e i vari effetti può essere leggermente ostico ma non impossibile. Scaricate le versioni demo dei programmi e provateli per un mese, diventerete ben presto padroni dell’area di lavoro.

Il secondo svantaggio, se così si può definire, è il prezzo: rispetto alla suite iLife la soluzione Elements è più cara ma offre anche molto di più, permettendoci elaborazioni veramente spettacolari sotto ogni punto di vista. Da non sottovalutare la presenza dell’Organizer per entrambi i programmi, che permette di taggare e di archiviare tutti i filmati presenti sul computer.

Concludendo gli strumenti offerti dalla suite di Adobe spingeranno al massimo i vostri Mac e le vostre apparecchiature digitali, a fronte di un investimento sensato.
È vero, il prezzo è superiore ma la qualità Adobe fa scuola: una volta imparate le basi vi muoverete con le combinazioni da tastiera e vi sembrerà di utilizzare quei programmi da sempre, mettendo in soffitta la suite base di Apple. Se l’inglese per voi non è un problema diventa una scelta obbligata, in quanto vi permette di ottimizzare i vostri capolavori digitali con strumenti studiati su misura.

Concludendo

Nonostante i requisiti richiesti da Adobe il mio umile consiglio è di montare almeno 8 GB di RAM sul vostro Mac: per le foto vi consentirà di aprirle in tempi umani e di utilizzare i vari pennelli ed effetti, su Premiere potrete caricare e visualizzare le anteprime video senza dover aspettare la reincarnazione. 4 GB vi consentiranno comunque di utilizzare il programma, ma sarà molto meno reattivo, considerando che foto e video non sono file leggeri e hanno bisogno di memoria.

Buon editing a tutti!

Marco

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