Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

La corrispondenza

La corrispondenza_manifestoTornatore ci invita al cinema con la sua ultima creazione, impossibile resistere all’invito: buona lettura.

La trama

Una giovane studentessa dal passato oscuro, in attesa di laurearsi, fa la stuntwoman in film spericolati; incontra un professore con prole al seguito e se ne innamora. Dopo tre mesi il professore passa a miglior vita ma, nella disperazione di lei, una sorpresa inaspettata: corrispondenza dall’aldilà. Vincerà l’amore, il menefreghismo o la rabbia di lei?

In sala

La presenza di pubblico femminile è rilevante e l’inizio del film mi ha fatto temere il peggio, immaginavo già la melassa colare dalla mia poltroncina e inondarmi di frasi da Baci Perugina (non quelle di Fedez però).
Errore da novellino: Tornatore ci riporta subito alla realtà dei fatti, iniziando a cesellare il film con le sue sapienti mani e giocando sul doppio senso del titolo (la corrispondenza dell’anima e quella fisica, che recapita a casa lettere e videomessaggi).

Una fotografia da Oscar e una bravissima Olga Kurylenko ci accompagnano in questo viaggio alla ricerca e alla scoperta del protagonista, con le atmosfere di Morricone come guida a celebrare un sodalizio magico con il regista. Il raro dono di cogliere in maniera ineffabile la natura umana e le sue debolezze lo rende un grande interpreta delle nostre emozioni, portando alle lacrime anche chi credeva di averle esaurite tutte.

Il dolore della perdita di lei (a momenti solo straziante, in altri si avverte lo strappo al cuore e quel dolore pulsante alle tempie), l’apatia, i momenti sotto la doccia immobile, questa continua ricerca del brivido estremo come stuntwoman in realtà nascondono un segreto importante, che lei non vuole rivelare ma che influenza il suo modo di vivere, lavorare e pensare.  La premura di lui, nell’organizzare metodicamente il post-mortem con biglietti e video per non lasciare sola la sua “kamikaze” appassionata di stelle e astrofisica. È difficile nascondere le proprie emozioni con Tornatore: mette a nudo la tua anima sul grande schermo per quasi due ore, analizzando pregi e difetti delle persone e invitandoci a riflettere. Curiosa partecipazione di un inviato del cast delle Iene, che qui raffigura un barcarolo del Lago di Garda: ben calato nel ruolo e credibile, i miei complimenti.

Lei affronta come può, attraversando le fasi del malato terminale e reagendo a ciò che le è successo: il viaggio alla ricerca delle risposte sul professore e sulla sua rete di corrieri e consegne la porterà alla scoperta di se stessa, rimuovendo ostacoli irrisolti del suo passato e permettendo di riallacciare il rapporto con la madre. In questo caso la ragazza ritrova la corrispondenza con la sua anima, raggiungendo così un nuovo equilibrio da cui ripartire per una vita serena e libera dai fantasmi e dalle ombre del passato.

Concludendo

Tornatore riesce a rappresentare le emozioni umane in maniera impeccabile, dialoghi di alto livello che filosofeggiano in modo naturale e fluido, una storia molto interessante e coinvolgente; la capacità di non essere mai scontato o banale, la cura del dettaglio rendono ogni film di Tornatore una nuova emozione, un viaggio per l’anima di cui noi siamo parte. Il tema della morte, tanto caro a molti registi, qui viene trattata e relativizzata introducendo il concetto dei mondi possibili (ognuno di noi ha 11 copie che si reicarnano in varie persone nel mondo). La trama un po’ troppo barocca in alcuni punti sfocia nell’irrealismo (la ragazza che studia e fa la stuntwomen nel tempo libero? la previsione e il sincronismo perfetto post-mortem del professore?): Tornatore ha tratto un film dal suo libro e, purtroppo, ha voluto aggiungere troppi elementi. Non è facile narrare storie di amori ultra-terreni ed è facile eccedere.

Il suo racconto per immagini ci ha sempre emozionato ma una maggiore linearità, vicino alla credibilità, sarebbe stata maggiormente apprezzata.

In ogni caso parliamo di un film stupendo che narra di un amore non banale, che supera il limite fisico della vita e della presenza per estendersi oltre. Complimenti.

Voto: 9/10

Marco

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Commenti su: "La corrispondenza" (2)

  1. Aspettavo questa recensione. Mi hai convinto. Spero di vederlo a breve.

    • Di solito uso la parola commosso in senso sarcastico, ma questa volta è vero. Ogni volta che vedi i video del protagonista, proseguendo nella storia, è un tuffo al cuore. Un film notevole.
      E poi Olga Kurylenko senza vestiti vale da sé il prezzo del biglietto, of course 🙂

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