Una tastiera come tavolozza, la fantasia come tela

Il topo magico

apple_mouse courtesy of AppleDigital.it. Mix by Cobain86.com

apple_mouse courtesy of AppleDigital.it. Mix by Cobain86.com

Il mouse, come spesso si narra, è stato inventato da Apple. Sbagliato. Fu la Xerox a mettere in moto le meningi e ad elaborare questa piccola scatoletta con una pallina che muoveva una freccia sullo schermo. Poi Apple la comprò, la pagò e la incluse nei propri computer, a partire dal Lisa. Mouse ovviamente monotasto, in quanto i menù contestuali sul Mac non erano previsti. Poi i tasti sono scomparsi e siamo arrivati fino al Magic Mouse (il trackpad, appunto, non è un mouse). Vediamo insieme pregi e difetti di questa creatura uscita nel 2009, buona lettura!

Restiamo con i piedi per terra
Partiamo da un concetto basilare: è un mouse. Non scalda la pizza o prepara panini, deve muovere una freccia, puntare, cliccare, spostare, selezionare… cose che fanno miloni di cloni esattamente identici. Riuscire a dire qualcosa di nuovo in questo campo è dura, sia per i relativi progressi tecnologici lenti sia per il fatto che comunque è la periferica più utilizzata: dev’essere comoda, maneggevole e piacevole al tatto.

Sbagliando s’impara
Il Mighty Mouse ha introdotto un’innovazione ricalcando un problema che ormai dai mouse era scomparso: quello della pallina. Se infatti nei primi mouse la pallina sottostante si “incantava”, bisognava pulirla in modo che ruotasse senza il minimo sforzo, con i mouse ottici il grido di gioia è stato unanime. L’innovazione del Mighty è stata una sferetta grossa come un puntino che permetteva la libertà di movimento a 360 gradi (essendo una sferetta accumula anche lei polvere e sporcizia, statene ben certi), con l’inconveniente che rubava varie imprecazioni quando si bloccava o non girava come avrebbe dovuto.

La nuova famiglia
Con il nuovo Magic Mouse Apple ha imparato: niente tasti come nel modello precedente ma superficie multi-touch, in modo da mantenere libertà di movimento ma senza sfere ingombranti. Riconosce i due click distinti (sinistro e destro) pur non avendo pulsanti, permette di zoomare lo schermo premendo ctrl, si scorrono le pagine/foto con due dita, possiamo fare la scansione fotogramma per fotogramma in Quicktime con un dito…. una vera delizia da accarezzare sulla scrivania.
La superficie touch screen è un ibrido tra un iPhone e un mouse. Non ci sono tasti, mi basta sfiorare la superficie per attivare una serie di azioni molto comode: tra le altre conserva l’inerzia, per cui se trascino con forza la pagina al rilascio riceverà la stessa forza impressa nel trascinamento, tipo molla.
Va configurato per il click destro ma è una questione di 5 secondi nelle Preferenze di sistema: una volta fatto bon, siamo a posto e possiamo dedicarci ad altro.

Problemi di connessione
La connessione ad infrarossi spesso è vittima di notevoli interferenze: telefonini, tv, microonde, radiocomandi giocattolo… tutte frequenze super intasate da una marea di articoli che affollano la nostra vivace vita quotidiana. Il Bluetooth permette di collegarsi fino a 10 metri e di lavorare senza alcuna noia, consentendo un flusso di lavoro indisturbato e pacifico, anche se stanno facendo un veglione di Capodanno mentre voi finite gli ultimi ritocchi in Photoshop.
La precisione dei comandi viene assicurata da uno scorrimento ottico con un laser al posto del led, il che permette una risposta in tempi supersonici in termini di sensibilità e movimento.

Questione di durata
Croce e delizia delle periferiche wireless è la durata delle batterie. Il Magic mouse può anche esser spento, così quando il Mac/Macbook è spento o state viaggiando le batterie non si consumano. Se invece il Mac lavora e il mouse è inattivo va automaticamente in uno stato di stop, che preserva le batterie senza perdere la connessione acquisita con il computer.
Ovviamente le batterie consigliate per il mouse sono quelle Apple, che hanno un’autonomia e una capacità di mantenere la carica notevole, anche se non vengono utilizzate (fino ad una settimana il 90% senza ricariche). In generale se avete delle batterie ricaricabili di ultima generazione usate quelle, alla fine conta il risultato (energia disponibile).

Mamma mia come sto: il prezzo!
Logica vuole che un prodotto con queste caratteristiche non venga venduto a due lire: acquistando su Amazon come ha fatto il sottoscritto, però, si risparmiano 12 euro e abbiamo la spedizione gratuita (avendo sempre un prodotto nuovo e sigillato, s’intende). Credo che la prima valutazione da fare sia legata alla concorrenza: quanti riescono ad offrire un prodotto pari caratteristiche? La connessione bluetooth e il laser (oltre una certa soglia) sono ormai il nuovo standard, ma il touch screen è ancora una zona tabù.

Consiglio del contadino
Se siete affezionati al concetto del mouse tradizionale lasciate perdere: acquistate un mouse Logitech ultimo grido e morta lì. Se avete un Mac e vi piace provare nuove esperienze credo che sia un passo obbligato: offre la libertà di movimento perfetta (perchè, a differenza delle rotelle, il touch non si blocca) con ottime prestazioni liberandovi dai fili che invadono la vostra vita. Il mouse dobbiamo usarlo tutti i giorni (o il trackpad, a seconda del vostro mezzo), meglio sceglierlo buono anzichè andare al risparmio e ritrovarsi con un plasticone che  non ha nulla da spartire con la nostra mela.

Questo mouse incarna la prosecuzione del think different: rendiamo il mouse un soffice appoggio da cui, con pochi gesti e lievi spostamenti, dare il via al nostro mondo multimediale.
Il prezzo all’inizio ostacola e fa riflettere sul fatto che sia solo un mouse, ma quando lo proverete capirete le sue qualità: in un mare di mouse identici lui fa veramente la differenza, provare per credere.

Voto: 8/10.

Marco

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